Arco cura il suo salotto verde: nuove panchine e seconda vita per quelle ancora utilizzabili

Redazione17/09/20264min
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Cambiare ciò che non funziona, salvare ciò che può ancora servire e continuare a prendersi cura di uno dei luoghi simbolo della città. È quasi una filosofia da buon padre di famiglia quella scelta dalla giunta Fiorio per i giardini storici di Arco, dove in questi giorni stanno facendo la loro comparsa nuove panchine, più robuste e pensate per resistere meglio all’uso quotidiano.
A raccontare l’intervento è il consigliere comunale delegato Alessandro Manara, insieme all’assessore ai lavori pubblici Massimiliano Floriani. Una scelta maturata anche dopo i danneggiamenti e gli episodi vandalici che negli ultimi mesi hanno interessato proprio le sedute dei giardini centrali, con panchine divelte o rese inutilizzabili. Episodi che avevano suscitato amarezza e condanna nel mondo politico e sociale arcense, perché a essere colpito non era soltanto un elemento di arredo urbano, ma uno degli spazi più frequentati e riconoscibili della città.
Le panchine installate negli anni scorsi avevano una linea moderna ed elegante, ma l’esperienza sul campo ha evidenziato alcuni punti deboli, soprattutto nelle connessioni tra seduta e schienale. Da qui la decisione di tornare a un modello più tradizionale, in ghisa e legno, già utilizzato da anni in altre zone del centro storico e rivelatosi più resistente. La sostituzione era già stata annunciata nei mesi scorsi e riguarda complessivamente 25 nuove sedute.

 

 

Ma il passaggio forse più interessante arriva proprio dalle parole di Manara: le vecchie panchine ancora utilizzabili non finiranno al macero. «Quelle ancora in buone condizioni – spiega – verranno spostate nelle scuole e in altre aree più protette, dove potranno continuare a essere utilizzate».
Una seconda vita, dunque. Una piccola operazione di economia circolare applicata all’arredo urbano: sostituire dove serve, recuperare dove è possibile, evitando sprechi e restituendo utilità a materiale pubblico ancora in buono stato.

Un salotto verde nato nell’Ottocento
Del resto, questi non sono giardini qualunque. Furono creati attorno al 1870 su progetto dell’ingegnere Saverio Tamanini, quando Arco stava trasformandosi in una delle più apprezzate stazioni di cura dell’Impero austro-ungarico. Magnolie, cedri, ippocastani e piante esotiche contribuirono allora a costruire quella cartolina elegante e mitteleuropea che ancora oggi accompagna l’immagine della città.
Una storia che dialoga con i lavori appena conclusi tra viale delle Robinie e viale delle Magnolie, dove l’amministrazione Fiorio (dopo anni di solleciti, anche su La Busa online) è intervenuta sulla pavimentazione prestando particolare attenzione anche alla tutela delle radici degli alberi monumentali.
Il nuovo arredo diventa così un altro tassello dello stesso percorso: manutenzione, decoro e rispetto della storia. «Grazie all’assessore Max Floriani e agli uffici che hanno lavorato a tutto questo», sottolinea Manara. Perché la cartolina di Arco, costruita più di centocinquant’anni fa tra viali alberati e atmosfere asburgiche, continua ad avere bisogno anche oggi di piccoli gesti quotidiani di cura. E, soprattutto, di rispetto.

(n.f.)