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Claudio ChiaraniClaudio Chiarani17/01/20202min83

Annunciato tempo fa, il 2020 porterà a compimento l’operazione di demolizione del muro di cinta dell’ex sanatorio Armanni, o “Le Palme” come oggi è più conosciuto, il compendio che sorge in pieno centro dietro al Casinò. Sarà possibile, così, per tutti passeggiare liberamente all’interno del vasto giardino che circonda lo stabile che diverrà, di fatto, non più separato da viale delle Magnolie.
Una battaglia, quella che sollecitava dell’abbattimento del muro, portata avanti per anni dallo speziale Carlo Tamanini, che ora vede finalmente soddisfatte le sue richieste di carattere puramente estetico e pratico.
Ora attorno al compendio si vedono le impalcature che sorreggono operai ed attrezzature necessarie ad un sommario “lifting”, ossia un’operazione di ritinteggiatura della facciata e sistemazione dei fregi esistenti rispettando, ovviamente, le cromie esistenti. Arco sarà così dotata di un nuovo ed ampio parco dove trascorrere le giornate assaporandone il suo mite clima mediterraneo. Ovvia e giustificata la soddisfazione di Alessandro Betta. La riqualificazione di Arco ovest, infatti, è prioritaria in questo momento di fine mandato per lui, assieme al nodo dell’ex Quisisana e quello della mancanza di parcheggi in zona, il Teatro (o Casa della comunità) e Villa Elena. “A Villa Elena, ad esempio – afferma Betta – potrebbe profilarsi l’insediamento della Polizia Locale, mentre i parcheggi potrebbero trovare soluzione in spazi interrati sotto il sedime dell’ex Casa Berlanda, abbattuta di recente e dei campi ex Tennis.”
Nodi, questioni, problemi che saranno a carico del sindaco che sarà eletto a maggio.

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RedazioneRedazione17/01/20202min51

Un nuovo trend sta impazzando ad Arco legato al mondo dello sport: si tratta del padel, disciplina sportiva che coniuga il tennis allo squash e che viene praticata a coppie all’interno di un perimetro di vetro (contro il quale spesso si abbatte a gran velocità la palla in risposta alle reciproche azioni). Allo stato attuale è diventato quasi impossibile trovare il campo libero per poter prenotare un’ora di gioco.
Il nuovo campo per praticare il padel è stato realizzato pochi mesi fa nell’area sportiva di via Pomerio ed ora, visto l’altissimo gradimento da parte degli sportivi arcensi, è stato messo in programma di eseguire una copertura per poter far sì che l’area resti fruibile anche con il cattivo tempo o durante l’estate, quando il sole darebbe fastidio ai giocatori causando riflessi col vetro e impedendo un regolare svolgimento del gioco.
«Nel padel la pallina deve rimanere a mezz’aria per la maggior parte delle azioni di gioco – spiega il presidente del circolo Parisi – perciò abbiamo ragione di pensare che con una copertura l’esperienza dei giocatori sarebbe sicuramente migliore e per realizzarla sarà necessario effettuare un investimento che, vista la risposta positiva degli arcensi, come circolo faremo volentieri».
A ragion veduta se già senza copertura il campo è frequentatissimo e richiesto praticamente sempre, il Circolo ha ragione di pensare che presto sarà necessario affiancarne un altro. Il presidente Parisi sostiene comunque che durante la realizzazione del primo campo era già stata messa in conto di realizzarne un secondo. A fare da freno, in ogni modo, è la questione economica.

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RedazioneRedazione17/01/20202min101

Lo storico Centro di Formazione Professionale “Caproni” di Arco continua ad investire con convinzione sul percorso di successo “Enaip Industry Academy”, intrapreso nel 2018 e caratterizzato da una forte partecipazione delle aziende del territorio alla formazione professionale dei ragazzi. Il significativo aumento delle iscrizioni (due nuove classi in più rispetto all’anno precedente) ha premiato gli sforzi e confermato questa proficua collaborazione con le realtà economiche costantemente interessante ad assumere personale altamente qualificato nei settori elettrico, meccanico e dell’automazione.
Lo scorso anno scolastico le industrie Arconvert e Dana hanno affiancato il CFP in varie iniziative coronate dal primo premio del concorso “Tu Sei”, rivolto a tutte le scuole della provincia autonoma di Trento. Numerose e importanti le aziende che nell’anno formativo 2019/2020 ospitano i tirocini di quarto anno: Alto Garda Servizi, Aquafil, Arconvert, Domo Engineering Plastics italy, Cartiere del Garda, Dana Italia, Fedrigoni, Metalsistem, Omkafe, Go Energy, Conzatti Elettromeccanica, CPR Ecologia.
Il piano didattico del quarto anno di diploma in tecnico per l’automazione industriale si arricchisce dell’insegnamento di nuovi software di modellazione tridimensionale e computer Aided manifacturing (CAD CAM), indispensabili per il futuro della prototipazione e controllo virtuale della produzione industriale. I diplomati di Arco porteranno nelle aziende della comunità giovani competenze pratiche al passo con le più attuali frontiere di miglioramento dell’efficienza dei processi industriali.
Nella foto: i ragazzi del quarto anno TECNICO PER L’AUTOMAZIONE INDUSTRIALE del CFP ENAIP di ARCO

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RedazioneRedazione17/01/20201min100

Un documento datato 1799 e redatto dall’allora reverendo don Carlo Palladini, decano del borgo di Cassone nel comune di Malcesine, è stato ritrovato durante i lavori di restauro dell’organo della chiesa dedicata ai Santi Benigno e Caro. “A sola gloria di Dio fu fatto” la scritta sul documento ben leggibile cui seguono le firme del reverendo e di alcuni cittadini che componevano, probabilmente, una sorta di “comitato” che diede il via alla costruzione dello strumento. L’organo “Zavarise”, dal nome del costruttore Girolamo, è stato recentemente restaurato da Daniele Michelotto e proprio durante i lavori da una delle canne è spuntato il documento, una sorta di “ex voto” che i residenti fecero per ingraziarsi del fatto che durante la guerra tra Cisalpini e Francesi il paese non fu toccato dagli eventi bellici. Si combatteva per il possesso delle terre nel basso veronese, ma la paura che il conflitto arrivasse anche sulle sponde del lago di Garda era tanta. Per questo, dunque, fu commissionato l’organo che ora torna a suonare grazie all’organista Marco Ruggeri accompagnato dal coro “Le voci dell’Aril”. Il concerto si terrà sabato 18 gennaio nella chiesa di Cassone con inizio alle 20.45

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Claudio ChiaraniClaudio Chiarani17/01/20202min86

La terza frana dal Monte Brione, anche se per la seconda e la terza è più opportuno parlare di piccole “scariche” di sassi fuorusciti dalle reti di protezione e che hanno determinato la chiusura della statale 240 solamente per poche ore, è l’ora della messa in sicurezza. Ossia di pensare ad una circonvallazione che aggiri la montagna della Busa affinchè si possa garantire il transito, sia pedonale sia veicolare in tutta sicurezza. È vero, d’altronde, che nemmeno il primo evento franoso, quello che ha causato il distacco di un centinaio di metri cubi di materiale e che ha causato i disagi più consistenti ha causato feriti, però se questo è stato evitato grazie alla galleria paramassi artificiali costruita negli anni ’80, ora i distacchi sul resto del versante iniziano a preoccupare davvero. Alessio Zanoni, assessore rivano ai Lavori Pubblici lo ha confermato: “Nel breve periodo potranno esserci disagi sul fronte della circolazione, ma nel lungo periodo dovremo garantire stabilità e sicurezza della litoranea di competenza, lo ricordo, provinciale. Per questo la circonvallazione di Torbole è un’opera che sposterà il traffico privato esternamente alla statale 240 per la quale è previsto un utilizzo futuro dedicato al trasporto pubblico su di una corsia, ciclabile sull’altra e l’attuale ciclabile che sarà utilizzata solamente per andarci a piedi.” Un pensiero ed un invito alla giunta del presidente Fugatti di porre le basi di un prossimo ragionamento attuativo in merito, appunto, sulla nuova circonvallazione di Torbole.

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Claudio ChiaraniClaudio Chiarani17/01/20203min90

La sede del Circolo Vela Arco passa di proprietà dall’Amsa al Comune. Uno scambio che prevede anche la cessione dell’area sulla quale, in città, insistono l’ex macello e Oratorio che passa al braccio operativo comunale, l’Amsa appunto. Così il Circolo Vela potrà, una volta che tutte la burocrazia sarà espletata, sistemare l’area sulla quale opera per la sua attività velica. All’ex Oratorio sarà realizzato un Ostello per la gioventù, notizia che era già nell’aria. La permuta avrà validità trentennale, ed è stata formalizzata da una parte con le firme del vicesindaco Stefano Bresciani e del vicepresidente di Amsa Federico Chincarini dall’altra. L’operazione dovrebbe essere formalizzata entro fine legislatura corrente, ossia massimo entro la fine del prossimo mese di aprile, visto che le prossime elezioni comunali sono fissate per il 3 maggio. Un cambio di proprietà che, in sintesi, non cambia molto se non la titolarità a poter finalmente intervenire con la necessaria richiesta di contributo alla Provincia da parte dell’associazione velica guidata da Carlo Pompili. Le stime del valore delle due aree in oggetto sono pari a circa otto milioni di euro, dunque uno “scambio alla pari” come anche i tecnici comunali hanno valutato. Un passaggio “obbligato” che ora concede la possibilità di avviare la riqualificazione di entrambe le zone con, come detto, la realizzazione di un Ostello in via della Cinta e la riqualificazione dei terreni del Circolo Vela al Linfano. Il presidente del sodalizio velico Carlo Pompili si è detto soddisfatto dell’operazione, perché “ogni stagione velica noi come siamo messi ora perdiamo finanziamenti fino a mezzo milione di euro – dichiara dopo aver appreso dell’accordo tra Amsa e Comune di Arco – ma ci auguriamo di poter dare seguito al nostro sogno di sempre, avere una sede adeguata per il nostro Circolo al posto di container fatiscenti nei quali siamo sempre stati costretti ad operare.” Sono circa ottomila i metri quadri che passeranno, dunque, da Amsa a Comune nell’ambito dell’accordo sopra citato, spazio dove sorgerà una palazzina servizi e uffici degna dell’attività velica portata avanti dai volontari e dai soci sempre all’insegna del “provvisorio”. Ora la speranza è che, finalmente, tutto quel provvisorio possa diventare stabile e dignitoso.

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RedazioneRedazione17/01/20202min72

Un nuovo modello organizzativo che prevede coordinamento e integrazione fra i medici di continuità assistenziale (ex guardie mediche), gli infermieri e le Rsa per il presidio delle sedi dislocate nelle zone di montagna o distanti dai servizi principali. È quanto intende sperimentare la Giunta provinciale tramite l’Azienda provinciale per i servizi sanitari. L’obiettivo è fornire una risposta in tempi rapidi ai centri di Pieve Tesino e Baselga di Pinè, dove la guardia medica non c’è più dal 2016.
“La nostra volontà è quella di avere tutti i medici di continuità assistenziale necessari per coprire i servizi attualmente carenti – spiega l’assessore Segnana – nel frattempo intendiamo dare corso a questo nuovo modello; a tal fine l’Apss ha aperto un avviso per l’apertura di un ambulatorio infermieristico a Pieve Tesino il sabato, la domenica e i festivi infrasettimanali, che potrà servire come presidio ed integrazione per il medico di continuità assistenziale. L’apertura dell’ambulatorio è sperimentale per un periodo di circa sei mesi, per valutare l’efficacia e la capacità di questo servizio di rispondere ai bisogni reali dei cittadini, prima della messa a regime. Crediamo sia un servizio importante – conclude l’assessore – per proseguire le terapie avviate in precedenza, per informazioni sulle cure in corso o per il monitoraggio dei parametri come pure per una prima valutazione di segni e sintomi”.

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RedazioneRedazione16/01/20202min190

Nei giorni scorsi il Comune di Riva ha approvato il protocollo d’intesa 2020-2023 inerente il “progetto integrato di sviluppo degli sport outdoor nel Garda Trentino e in Val di Ledro”, ma della la trasformazione del sentiero alpinistico “M. Torti” – detto “Tracciolino” – in via ferrata non c’è traccia, creando un contrasto con l’Azienda di Promozione del Garda Trentino.
Il Tracciolino di Pregasina è una via panoramica relativamente facile da percorrere che dall’ingresso per Pregasina conduce sino all’Hotel Pier, ed essendo piuttosto frequentata (peraltro in misura crescente negli gli ultimi anni) richiede comunque una certa abilità alpinistica per affrontarla. Secondo l’Azienda di Promozione del Garda Trentino sarebbero comunque necessarie alcune migliorie trasformandola in via ferrata per poter garantire ai suoi fruitori un’esperienza fantastica ma pur sempre sicura. A detta di APT, infatti, “Manca nell’offerta altogardesana quello che potrebbe diventare il “gioiello” della promozione outdoor”.
L’assessore ai lavori pubblici Zanoni, però, ha precisato che pur avendo l’intenzione di promuovere gli sport outdoor nella zona, la Giunta non intende assolutamente prendersi carico della trasformazione del Tracciolino in via ferrata. Le motivazioni sono da addurre sia a fattori di responsabilità (non è ancora stato individuato chi possa prendersi carico del’idea, e la Sat si è già pronunciata negativamente) sia di bilancio, perché a detta della Giunta a tale progetto non è stato destinato nemmeno un centesimo. Del resto, il destino del Tracciolino è solo uno degli interrogativi che riguardano le future trasformazioni delle vie ferrate di zona. Per il sentiero del Colodri di Arco, per esempio, è già stato ideato uno spostamento della linea di salita per ridurre la possibilità degli utenti di ritrovarsi coinvolti in episodi franosi, mentre per la ferrata Rio Salagoni di Drena è stato altresì conferito un incarico di studio preliminare per valutarne la pericolosità geologica e stabilire quali interventi siano necessari sempre per garantire la massima sicurezza.

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RedazioneRedazione16/01/20202min202

Lo stavano attendendo tutti e, finalmente, è scoccato l’inizio dei lavori di sistemazione del piazzale di fronte al Casinò rimasto libero dopo la demolizione dell’ex Berlanda tra viale delle Palme e via Garberie.
I commercianti del comitato Centro Anch’io qualche tempo fa avevano manifestato le loro perplessità a proposito dei tempi di realizzazione dei lavori attraverso una lettera di protesta direttamente indirizzata alla giunta comunale.
Il progetto prevede la ripavimentazione nella zona circostante la fontana e la doverosa copertura degli scavi rimasti ancora scoperti dopo la demolizione di Casa Berlanda. In questo modo verrà resa di fatto molto più facile l’organizzazione e la gestione degli eventi e delle manifestazioni che da sempre vengono gestite in quella zona.
A corredo di questi lavori, poi, verranno realizzati una decina di parcheggi che saranno dedicati proprio ai commercianti della zona.
Mentre i commercianti avevano richiesto almeno una ventina di posti auto, è stato però possibile realizzarne solo una decina: accogliendo le proposte scaturite dal dibattito cittadino e dal progetto presentato dal geometra Luca Zucchelli è stata anche accennata la possibilità di realizzare un parcheggio sotterraneo, un’idea molto apprezzata dai commercianti anche se questa sarà un’idea della quale dovrà occuparsi la giunta che uscirà vincente dalle prossime elezioni comunali.


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