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Claudio ChiaraniClaudio Chiarani17/01/20202min36

Annunciato tempo fa, il 2020 porterà a compimento l’operazione di demolizione del muro di cinta dell’ex sanatorio Armanni, o “Le Palme” come oggi è più conosciuto, il compendio che sorge in pieno centro dietro al Casinò. Sarà possibile, così, per tutti passeggiare liberamente all’interno del vasto giardino che circonda lo stabile che diverrà, di fatto, non più separato da viale delle Magnolie.
Una battaglia, quella che sollecitava dell’abbattimento del muro, portata avanti per anni dallo speziale Carlo Tamanini, che ora vede finalmente soddisfatte le sue richieste di carattere puramente estetico e pratico.
Ora attorno al compendio si vedono le impalcature che sorreggono operai ed attrezzature necessarie ad un sommario “lifting”, ossia un’operazione di ritinteggiatura della facciata e sistemazione dei fregi esistenti rispettando, ovviamente, le cromie esistenti. Arco sarà così dotata di un nuovo ed ampio parco dove trascorrere le giornate assaporandone il suo mite clima mediterraneo. Ovvia e giustificata la soddisfazione di Alessandro Betta. La riqualificazione di Arco ovest, infatti, è prioritaria in questo momento di fine mandato per lui, assieme al nodo dell’ex Quisisana e quello della mancanza di parcheggi in zona, il Teatro (o Casa della comunità) e Villa Elena. “A Villa Elena, ad esempio – afferma Betta – potrebbe profilarsi l’insediamento della Polizia Locale, mentre i parcheggi potrebbero trovare soluzione in spazi interrati sotto il sedime dell’ex Casa Berlanda, abbattuta di recente e dei campi ex Tennis.”
Nodi, questioni, problemi che saranno a carico del sindaco che sarà eletto a maggio.

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Claudio ChiaraniClaudio Chiarani17/01/20202min84

La terza frana dal Monte Brione, anche se per la seconda e la terza è più opportuno parlare di piccole “scariche” di sassi fuorusciti dalle reti di protezione e che hanno determinato la chiusura della statale 240 solamente per poche ore, è l’ora della messa in sicurezza. Ossia di pensare ad una circonvallazione che aggiri la montagna della Busa affinchè si possa garantire il transito, sia pedonale sia veicolare in tutta sicurezza. È vero, d’altronde, che nemmeno il primo evento franoso, quello che ha causato il distacco di un centinaio di metri cubi di materiale e che ha causato i disagi più consistenti ha causato feriti, però se questo è stato evitato grazie alla galleria paramassi artificiali costruita negli anni ’80, ora i distacchi sul resto del versante iniziano a preoccupare davvero. Alessio Zanoni, assessore rivano ai Lavori Pubblici lo ha confermato: “Nel breve periodo potranno esserci disagi sul fronte della circolazione, ma nel lungo periodo dovremo garantire stabilità e sicurezza della litoranea di competenza, lo ricordo, provinciale. Per questo la circonvallazione di Torbole è un’opera che sposterà il traffico privato esternamente alla statale 240 per la quale è previsto un utilizzo futuro dedicato al trasporto pubblico su di una corsia, ciclabile sull’altra e l’attuale ciclabile che sarà utilizzata solamente per andarci a piedi.” Un pensiero ed un invito alla giunta del presidente Fugatti di porre le basi di un prossimo ragionamento attuativo in merito, appunto, sulla nuova circonvallazione di Torbole.

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Claudio ChiaraniClaudio Chiarani17/01/20203min86

La sede del Circolo Vela Arco passa di proprietà dall’Amsa al Comune. Uno scambio che prevede anche la cessione dell’area sulla quale, in città, insistono l’ex macello e Oratorio che passa al braccio operativo comunale, l’Amsa appunto. Così il Circolo Vela potrà, una volta che tutte la burocrazia sarà espletata, sistemare l’area sulla quale opera per la sua attività velica. All’ex Oratorio sarà realizzato un Ostello per la gioventù, notizia che era già nell’aria. La permuta avrà validità trentennale, ed è stata formalizzata da una parte con le firme del vicesindaco Stefano Bresciani e del vicepresidente di Amsa Federico Chincarini dall’altra. L’operazione dovrebbe essere formalizzata entro fine legislatura corrente, ossia massimo entro la fine del prossimo mese di aprile, visto che le prossime elezioni comunali sono fissate per il 3 maggio. Un cambio di proprietà che, in sintesi, non cambia molto se non la titolarità a poter finalmente intervenire con la necessaria richiesta di contributo alla Provincia da parte dell’associazione velica guidata da Carlo Pompili. Le stime del valore delle due aree in oggetto sono pari a circa otto milioni di euro, dunque uno “scambio alla pari” come anche i tecnici comunali hanno valutato. Un passaggio “obbligato” che ora concede la possibilità di avviare la riqualificazione di entrambe le zone con, come detto, la realizzazione di un Ostello in via della Cinta e la riqualificazione dei terreni del Circolo Vela al Linfano. Il presidente del sodalizio velico Carlo Pompili si è detto soddisfatto dell’operazione, perché “ogni stagione velica noi come siamo messi ora perdiamo finanziamenti fino a mezzo milione di euro – dichiara dopo aver appreso dell’accordo tra Amsa e Comune di Arco – ma ci auguriamo di poter dare seguito al nostro sogno di sempre, avere una sede adeguata per il nostro Circolo al posto di container fatiscenti nei quali siamo sempre stati costretti ad operare.” Sono circa ottomila i metri quadri che passeranno, dunque, da Amsa a Comune nell’ambito dell’accordo sopra citato, spazio dove sorgerà una palazzina servizi e uffici degna dell’attività velica portata avanti dai volontari e dai soci sempre all’insegna del “provvisorio”. Ora la speranza è che, finalmente, tutto quel provvisorio possa diventare stabile e dignitoso.

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RedazioneRedazione16/01/20203min249

La sicurezza dell’attraversamento che al ponte sulla Sarca ad Arco collega i due tratti della pista ciclopedonale continua ad essere argomento di priorità per il sindaco Alessandro Betta.
Dopo un sopralluogo effettuato nel weekend con alcuni tecnici guidati dallo storico vigile urbano Mauro Viola – con esperienza trentennale in viabilità cittadina – si sarebbe riusciti a trovare una soluzione che abbasserebbe di molto la pericolosità dell’attraversamento segnalata più volte dagli autisti delle autocorriere ma anche motivo di ansia e di preoccupazione sia per ciclisti che per automobilisti.
La soluzione proposta sarebbe quella di uno spostamento delle strisce pedonali sino al centro del ponte, affiancate da due passerelle laterali – per poter garantire a pedoni e ciclisti una giusta dose di spazio di movimento senza per questo penalizzare quello dedicato agli automobilisti.
Le auto, in questo modo, avrebbero da affrontare un percorso sì più complesso (con una svolta a gomito dapprima in un senso e poi nell’altro, riducendo così obbligatoriamente la velocità e avendo una maggiore visibilità priva di ostacoli garantita dal tratto rettilineo da percorrere senza “disturbi”).
Con questa modifica si andrebbero così a cancellare le odierne zebre bianche rosse e blu e le transenne della curva, che sono state oggetto di perplessità e preoccupazioni sin dalla loro posa.
Il sindaco Betta sostiene che la doppia passerella sia fattibile anche perché alla prima, già in previsione, se ne dovrebbe aggiungere semplicemente una seconda – su cui si spera nessuno abbia da obiettare. Secondo il sindaco il nuovo sistema potrebbe diventare un collegamento diretto con il nuovo tratto di ciclopedonale in programma col rifacimento dell’Hotel Arco, rendendo completamente sicura la connessione con la zona di Caneve.
Qualcuno potrebbe obiettare che il progetto, all’atto pratico, sarà piuttosto complesso e dispendioso. Si tratta, infatti, di rifare quasi da capo il ponte ma l’idea dell’amministrazione comunale non si limita alla zona “incriminata” ma si allarga all’incrocio tra via Segantini, via Caproni-Maini e via della Cinta: incrocio sicuramente pericoloso per pedoni e “appiedati” che, in occasione di un rifacimento mirato ad incrementare la sicurezza, val la pena di sistemare per ottenere un lavoro completo e a regola d’arte.
Il costo dell’opera, ipotizza il sindaco Betta, sfiorerà il milione di euro ma – secondo i tecnici – dovrebbe migliorare la sicurezza di passaggio in una zona così critica.

(rnb)

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RedazioneRedazione16/01/20201min80

Il Servizio trasporti pubblici della Provincia autonoma di Trento informa che il giorno venerdì 17 gennaio 2020 è indetto uno sciopero del personale di Trentino trasporti Spa. In quella giornata il personale viaggiante di bus urbani, bus extraurbani e servizi ferroviari sulla Trento – Malè – Mezzana e Valsugana, e gli addetti alle biglietterie di Trentino trasporti S.p.A., garantiranno il servizio dalle 5.30 alle 8.30 e dalle 16.00 alle 19.00.

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RedazioneRedazione15/01/20203min140

Il viceministro alla salute, Pierpaolo Sileri visiterà il prossimo 31 gennaio l’Ospedale di Arco, insieme al sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro. A confermarlo è l’assessore provinciale alla salute, Stefania Segnana che oggi a Roma ha incontrato il rappresentante del Governo, insieme al direttore generale della programmazione sanitaria, Andrea Urbani e al presidente del Comitato Percorso Nascita nazionale, Gianfranco Jorizzo, per discutere delle prospettive del nosocomio trentino, con particolare riferimento alla questione della possibile riapertura del punto nascite. “È stato un incontro molto positivo – ha detto l’assessore, accompagnata dal dirigente generale del Dipartimento Salute e politiche sociali, Giancarlo Ruscitti e dal direttore dell’Azienda sanitaria provinciale, Paolo Bordon – nel quale abbiamo rappresentato al viceministro le criticità e le problematiche che interessano l’Ospedale dell’Alto Garda. Abbiamo registrato, da parte dei rappresentanti del Ministero la volontà di instaurare una trattativa concreta. Abbiamo evidenziato al viceministro come la riapertura del punto nascite sia estremamente importante per dare ai territori periferici che gravitano su quel nosocomio un servizio essenziale, contribuendo così a contrastare lo spopolamento di determinate aree del Trentino. È stato quindi concordato – ha aggiunto Stefania Segnana – di andare avanti su due binari: da un lato confermare da parte nostra la richiesta di riapertura del punto nascite di Arco in deroga al numero dei parti e, contemporaneamente, sostenere l’apertura di un tavolo per la revisione dei criteri che determinano le condizioni per aprire o meno questo servizi.
Tali criteri, è bene specificarlo, risalgono al 2010, quando i dati sulla natalità erano molto più alti. Con il fenomeno della denatalità, infatti, rimangono pochi i punti nascita che rispettano i parametri posti dai criteri attuali. Se questi possono andar bene, ad esempio, per Trento, è chiaro che i centri più piccoli fanno sempre più fatica a rispettarli. Ecco perché tra le argomentazioni che abbiamo sottoposto al Governo c’è anche quella del problema dello spopolamento delle aree periferiche. Arco, ad esempio, è punto di riferimento per una serie di paesi che si trovano nelle valli limitrofe e garantire servizi è la prima necessità per cercare di frenare la tendenza ad abbandonare i centri più piccoli e lontani”.

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Claudio ChiaraniClaudio Chiarani15/01/20201min138

Annunciata in campagna elettorale, mantenuta ora che siede sullo scranno del Comune di Tenno. Giuliano Marocchi, sindaco del Borgo che sovrasta la Busa col suo castello, esce dalla gestione associata con Riva del Garda. Non andava bene così come ideata e allora meglio fare da sé, come aveva promesso l’anno scorso, passando ora dalle parole ai fatti. Marocchi lo fa avvalendosi della nuova normativa provinciale. Tenno e Riva avevano in comune la segreteria, ora Tenno darà l’incarico di segretario ufficiale a Marilena Boschetti, attualmente vicesegretario. Un atto formale che, con un semplice procedimento, sancirà quanto detto, ossia che la funzionaria avrà pieno titolo nella “macchina amministrativa” tennese. Una separazione che dovrà essere sancita dal voto in Consiglio comunale il 20 gennaio prossimo. “In aula ci sarà anche l’assessore provinciale agli Enti locali Mattia Gottardi col quale abbiamo condiviso ogni passaggio – ha detto Marocchi – mentre il sindaco di Riva Adalberto Mosaner ne è informato da tempo”. Marocchi non è contrario alle gestioni associate ma ha ritenuto che ogni realtà territoriale ha le proprie specificità.

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RedazioneRedazione15/01/20202min109

Qualche giorno fa gli Agenti del Commissariato di Polizia di Riva del Garda hanno contestato a padre e figlio, residenti nella provincia di Mantova, la violazione della Legge che vieta, ai non autorizzati, la navigazione a motore nella parte trentina delle acque del lago di Garda, comminando una sanzione che può andare da 172 a 516 euro.
La pattuglia del Commissariato, impegnata nella vigilanza delle acque ha fermato ed identificato i due che a bordo di una canoa dotata di motore a propulsione elettrica stavano pescando nel lago. Durante il controllo è inoltre emerso che a bordo del mezzo non vi erano equipaggiamenti di sicurezza, anche se allo stato non obbligatori.
I due, che erano vestiti con un normale abbigliamento invernale, sono stati invitati a prestare massima attenzione poiché, stante la poca stabilità del mezzo, nel caso di caduta in acqua (per l’abbigliamento e per il fatto che calzavano stivali da pesca) e la mancanza di equipaggiamenti di sicurezza avrebbero rischiato l’annegamento.
Per tale motivo si invitano tutti coloro che navigano il Garda a dotarsi, soprattutto in questo periodo dell’anno, dei mezzi e dell’abbigliamento adeguato, senza dimenticarsi degli strumenti necessari per evitare spiacevoli incidenti.
L’operazione si è svolta nell’ambito dei costanti controlli e della vigilanza delle acque del lago di Garda.

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RedazioneRedazione14/01/20203min89

Venticinquesima edizione per la rassegna di teatro amatoriale dialettale intitolata a Bruno Cattoi (1919-1984), illustre arcense attore e autore di testi teatrali caratterizzati dalla graffiante ironia e dall’utilizzo del dialetto. Anche quest’anno sono cinque gli spettacoli, che vanno in scena al teatro alla Casa della Comunità di Nago tutti i sabati dal 18 gennaio al 15 febbraio con inizio alle ore 21. Con l’apprezzato servizio di bus navetta gratuito (per chi dispone dell’abbonamento o del biglietto in prevendita), con fermate ad Arco e a Bolognano (la prenotazione si fa al momento dell’acquisto in Cassa Rurale).
Punto di forza della rassegna rimane la salvaguardia del dialetto e la valorizzazione delle tradizioni, dei costumi e di vizi e virtù che contraddistinguono la cultura e la quotidianità locali, attraverso una selezione di spettacoli scelti tra le più interessanti nuove proposte delle filodrammatiche trentine e un programma pensato per offrire un’idea il più possibile completa del panorama teatrale del momento. Gli spettacoli sono tutti in dialetto, di repertorio tradizionale, con autori che sono riferimenti nel mondo del teatro amatoriale, ma anche nuove interpretazioni. La rassegna è organizzata dal Servizio attività culturali del Comune di Arco in collaborazione con il Comune di Nago-Torbole.
Si parte quindi il 18 gennaio con «Vago oltre», monologo brillante in dialetto trentino di e con Loredana Cont.
Le altre proposte: il 25 gennaio la compagnia di Cavaion Veronese Teatro dell’Attorchio propone la commedia comica dialettale di Igino Dalle Vedove «Cantiere a luci rosse»; il primo febbraio la compagnia di Revò La Revodana porta in scena «Na fiola da maridar», commedia dialettale brillante nell’adattamento di Stefano Palmucci: l’8 febbraio l’ospite è la Filobastia di Preore con «Ti posso spiegare» di Michele La Ginestra e Adriano Bennicelli; la rassegna si chiude il 15 febbraio con la compagnia di Cogollo (comune di Tregnago, provincia di Verona) La Nogara e la commedia brillantissima in due atti di Loredana Cont «Le me toca tute».
Ingressi
biglietto unico: 7 euro
abbonamento alle cinque serate: 28 euro
Servizio di prevendita Primi alla Prima delle Casse Rurali del Trentino:
dal 23 dicembre 2019: solo abbonamenti
dal 09 gennaio 2020: abbonamenti e biglietti singoli spettacoli
Servizio cassa in teatro a partire dalle ore 20.30 del giorno dello spettacolo (limitatamente ai biglietti invenduti).
I posti in abbonamento non occupati entro le ore 20.55 saranno rimessi in vendita
Servizio di bus-navetta
Per chi acquista l’abbonamento o il biglietto in prevendita, è previsto un servizio bus-navetta gratuito, da prenotare al momento dell’emissione in Cassa Rurale. Partenza: ore 20.30 dal parcheggio Alla Sarca (nuovo parcheggio di Caneve); ore 20.35 da piazza Vittoria a Bolognano. Fino all’esaurimento dei posti (54)

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Claudio ChiaraniClaudio Chiarani14/01/20202min313

Un nuovo ricorso è stato presentato dai privati Walter Rizzi e Maria Pia Bertolini “contro” la realizzazione del Vallo Tomo del Brione, sul lato est, nel comune di Arco. Sono i proprietari di un terreno che insiste sotto il versante da cui cadono massi e che si sono opposti all’esproprio di parte del loro terreno sul quale dovrebbe sorgere la nuova opera di protezione prevista dall’amministrazione comunale arcense. Il tutto in attesa di un accertamento tecnico sui terreni di loro proprietà interessati dall’opera stessa. Una decisione legittima, quella dei proprietari, che però porterà inevitabilmente ad uno slittamento dell’inizio dei lavori anche se Provincia e Comune intendono partire egualmente con l’opera ritenuta troppo importante per la sicurezza di chi abita sotto quel versante.
“Noi siamo intenzionati a procedere ugualmente – ha dichiarato il primo cittadino di Arco Alessandro Betta – perché di fronte alla pubblica incolumità tutto passa in secondo piano. Anche la stima fatta dai tecnici provinciali sul valore di quei terreni è esatta, per cui non abbiamo dubbi in merito”.
Gli “isti”, come Alessandro Betta indica le persone che sono contrarie a prescindere a qualsiasi cosa (abbreviazione di ambientalisti…), anche quando si tratta di pubblica incolumità, pare siano riusciti a bloccare nuovamente l’avvio dell’opera.


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Il sito labusa.info è una iniziativa editoriale del fotoreporter Maestro Artigiano Fabio Galas per l’informazione quotidiana dell’Alto Garda, a complemento del fortunato mensile di attualità e cultura edito dal 2010. Sul portale trovano spazio anche i filmati di Telegarda Trentino, il canale televisivo … [segui]


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