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RedazioneRedazione18/01/20203min102

Grazie al Rotary Club l’architetto Roberto Codroico è tornato nelle sale della Rocca di Riva del Garda dopo 35 dalla sua direzione dei lavori di restauro, incarico dal quale venne sollevato per alcune incomprensioni con l’Assessore alla Cultura.
L’architetto, nato in Germania e residente a Trento, dal 1977 è stato dipendente della Provincia Autonoma di Trento nel comparto dei Beni Culturali. È stato direttore dei Lavori di circa 40 interventi di restauro sui più importanti edifici del Trentino. Tra di essi anche la Rocca di Riva del Garda, l’importante edificio storico al quale tra il 1977 e il 1985 ha dedicato molte delle sue energie e nel quale non era più ritornato dopo che dal cantiere di restauro, di cui era l’artefice, fu sollevato dall’incarico di direttore dei lavori a causa d’una “incomprensione” con l’allora Assessore alla cultura della Provincia. Per 35 anni non aveva più messo piede in Rocca, cosa che è stata possibile grazie all’invito del Rotary ad uno dei tradizionali incontri mensili.
Il rapporto Rocca – Codroico si può dire abbia avuto inizio con il suo arrivo nel Trentino, da Padova, in quanto vincitore del concorso per architetto nel Ruolo speciale dei beni Culturali. “Ricordo molto bene – ha raccontato – quando mi fu chiesto di predisporre, in poche ore, un’idea per il restauro della Rocca di Riva da sottoporre all’Amministrazione del Comune di Riva del Garda. Non ero mai stato a Riva e così il giorno seguente, munito di carta stradale, arrivai nella cittadina gardesana e, fatto il biglietto d’ingresso, visitai in incognito lo storico maniero. Il successivo incontro con il Sindaco, il professor Matteotti, e la Giunta comunale fu di soddisfazione da ambo le parti”.
Codroico ammette d’essere stato molto preoccupato per l’incarico ricevuto: “Per guadagnare tempo avevo iniziato con il rifacimento dei tetti e lo studio sistematico dell’edificio, sia negli aspetti architettonici, che della sua storia. Avevo chiesto il parere al prof. Nicolò Rasmo, ultimo Soprintendente dello Stato, e dovuto affrontare il problema dello sgombero del sottotetto, ove s’erano insediati gli artisti locali tra i quali anche il Sindaco”.
Già verso la fine del luglio del 1978 alcune sale furono aperte al pubblico, con mostre e la presenza di molte Autorità, ma soprattutto dei rivani. Man mano che alcuni spazi restaurati si erano resi disponibili furono allestite mostre, organizzate conferenze ed incontri culturali.
A questo punto l’architetto Codroico ha accennato ad incomprensioni ed invidie che determinarono il suo spostamento dal cantiere della Rocca di Riva ad altrettanto importanti interventi di restauro sul Duomo di Trento, Castello del Buonconsiglio, Palazzo delle Albere, chiesa di Santa Maria Maggiore e molti altri.

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RedazioneRedazione17/01/20202min229

Un documento datato 1799 e redatto dall’allora reverendo don Carlo Palladini, decano del borgo di Cassone nel comune di Malcesine, è stato ritrovato durante i lavori di restauro dell’organo della chiesa dedicata ai Santi Benigno e Caro. “A sola gloria di Dio fu fatto” la scritta sul documento ben leggibile cui seguono le firme del reverendo e di alcuni cittadini che componevano, probabilmente, una sorta di “comitato” che diede il via alla costruzione dello strumento. L’organo “Zavarise”, dal nome del costruttore Girolamo, è stato recentemente restaurato da Daniele Michelotto e proprio durante i lavori da una delle canne è spuntato il documento, una sorta di “ex voto” che i residenti fecero per ingraziarsi del fatto che durante la guerra tra Cisalpini e Francesi il paese non fu toccato dagli eventi bellici. Si combatteva per il possesso delle terre nel basso veronese, ma la paura che il conflitto arrivasse anche sulle sponde del lago di Garda era tanta. Per questo, dunque, fu commissionato l’organo che ora torna a suonare grazie all’organista Marco Ruggeri accompagnato dal coro “Le voci dell’Aril” diretto dal maestro Guido Trebo. Il concerto si terrà sabato 18 gennaio nella chiesa di Cassone con inizio alle 20.45

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RedazioneRedazione14/01/20203min98

Venticinquesima edizione per la rassegna di teatro amatoriale dialettale intitolata a Bruno Cattoi (1919-1984), illustre arcense attore e autore di testi teatrali caratterizzati dalla graffiante ironia e dall’utilizzo del dialetto. Anche quest’anno sono cinque gli spettacoli, che vanno in scena al teatro alla Casa della Comunità di Nago tutti i sabati dal 18 gennaio al 15 febbraio con inizio alle ore 21. Con l’apprezzato servizio di bus navetta gratuito (per chi dispone dell’abbonamento o del biglietto in prevendita), con fermate ad Arco e a Bolognano (la prenotazione si fa al momento dell’acquisto in Cassa Rurale).
Punto di forza della rassegna rimane la salvaguardia del dialetto e la valorizzazione delle tradizioni, dei costumi e di vizi e virtù che contraddistinguono la cultura e la quotidianità locali, attraverso una selezione di spettacoli scelti tra le più interessanti nuove proposte delle filodrammatiche trentine e un programma pensato per offrire un’idea il più possibile completa del panorama teatrale del momento. Gli spettacoli sono tutti in dialetto, di repertorio tradizionale, con autori che sono riferimenti nel mondo del teatro amatoriale, ma anche nuove interpretazioni. La rassegna è organizzata dal Servizio attività culturali del Comune di Arco in collaborazione con il Comune di Nago-Torbole.
Si parte quindi il 18 gennaio con «Vago oltre», monologo brillante in dialetto trentino di e con Loredana Cont.
Le altre proposte: il 25 gennaio la compagnia di Cavaion Veronese Teatro dell’Attorchio propone la commedia comica dialettale di Igino Dalle Vedove «Cantiere a luci rosse»; il primo febbraio la compagnia di Revò La Revodana porta in scena «Na fiola da maridar», commedia dialettale brillante nell’adattamento di Stefano Palmucci: l’8 febbraio l’ospite è la Filobastia di Preore con «Ti posso spiegare» di Michele La Ginestra e Adriano Bennicelli; la rassegna si chiude il 15 febbraio con la compagnia di Cogollo (comune di Tregnago, provincia di Verona) La Nogara e la commedia brillantissima in due atti di Loredana Cont «Le me toca tute».
Ingressi
biglietto unico: 7 euro
abbonamento alle cinque serate: 28 euro
Servizio di prevendita Primi alla Prima delle Casse Rurali del Trentino:
dal 23 dicembre 2019: solo abbonamenti
dal 09 gennaio 2020: abbonamenti e biglietti singoli spettacoli
Servizio cassa in teatro a partire dalle ore 20.30 del giorno dello spettacolo (limitatamente ai biglietti invenduti).
I posti in abbonamento non occupati entro le ore 20.55 saranno rimessi in vendita
Servizio di bus-navetta
Per chi acquista l’abbonamento o il biglietto in prevendita, è previsto un servizio bus-navetta gratuito, da prenotare al momento dell’emissione in Cassa Rurale. Partenza: ore 20.30 dal parcheggio Alla Sarca (nuovo parcheggio di Caneve); ore 20.35 da piazza Vittoria a Bolognano. Fino all’esaurimento dei posti (54)

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RedazioneRedazione14/01/20204min62

74 opere di pittura e scultura, provenienti da collezioni private, che indagano in diversa misura il paesaggio, la cultura e le tradizioni alpine. È stata inaugurata a Palazzo Trentini la mostra “Alpicultura, rappresentazione dell’identità alpina nell’arte trentina dalla fine dell’800 ai giorni nostri”.
Pittori e scultori come Umberto Moggioli, Fortunato Depero, Eugenio Prati, Dario e Remo Wolf, Bartolomeo Bezzi, Tullio Garbari, Luigi Senesi, Gino Pancheri, Bruno Colorio, Gino Castelli, Carlo Sartori, Riccardo Schweizer, Eraldo Fozzer solo per citare alcuni dei 56 artisti rappresentati. Le opere, raccolte dopo un lungo e accurato lavoro di ricerca, sono in taluni casi inedite e condivise per la prima volta con il grande pubblico, grazie alla generosità dei collezionisti, come il Gruppo del Brenta di Luigi Ratini o il trittico dell’inaugurazione della Funivia di Fai della Paganella di Davide Campestrini, infrastruttura collaudata da Umberto Nobile, oppure accora il Tramonto sulla Zillertal di Giulio Cesare Prati.
Altri lavori sono stati strappati all’oblio e restituiti alla comunità, come i due busti in gesso di Fozzer “scoperti per caso” dallo stesso Parolini e da Riccardo Decarli nella Biblioteca della Sat e restaurati appositamente per questa mostra grazie alla collaborazione con la Soprintendenza di Trento, due opere dedicate dal noto scultore trentino alla memoria di Adriano Dallago, morto sulla Marmolada nel 1938.
Alcuni profili alpini, grazie alla collaborazione con gli esperti di montagna della Sat, hanno trovato finalmente una corrispondenza “geografica”, come il Gruppo del Sassolungo visto dal Passo Pordoi di Moggioli, fino ad oggi “senza titolo”, oppure il lago di Molveno di Angelico Dallabrida, oppure il dipinto dei laghi dei Piani nelle Dolomiti di Sesto di Augusto Tommasini, che erroneamente si pensava rappresentasse il lago di Braies.
Ma accanto alle montagne e ai paesaggi alpini, ci sono opere che, con diverse tecniche e soggetti, si ispirano al lavoro in montagna. Come i ritratti delle guide alpine di Gianfranco Campestrini, di Cesarina Seppi e di Remo Wolf. Non mancano le feste in campagna fissate nell’omonimo dipinto di Carlo Sartori o le tradizioni del Carnevale mocheno interpretate da Pietro Verdini nel suo originalissimo stile.
Come sineddochi, il fagotto iperrealista di Gianluigi Rocca, il tronco d’albero di Paolo Vallorz, le pareti rocciose di Bruno Colorio, ci trasportano immediatamente in un rifugio alpino, ai bordi di un sentiero o in un bosco ferito.
Accompagna la rassegna un catalogo a colori, completo delle foto di tutte le opere esposte e con i contributi di Massimo Parolini e i due saggi di Giovanni Kezich e Roberto Pancheri che riflettono sull’idea di alpinità moderna e sul concetto di sublime, in cui le Alpi finiscono per rappresentare l’orrido per diventare protagoniste.
La mostra è visitabile a Palazzo Trentini fino al 7 febbraio prossimo. Dal lunedì al venerdì e la mattina del sabato.

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RedazioneRedazione06/01/20203min754

“Un’annata particolarmente laboriosa e positiva quella del 2019 per l’associazione Pinter di Riva del Garda, che quest’anno celebra il suo 24° anno di attività, caratterizzata dal successo del concorso scolastico Ghirotti e da tante soddisfazioni, a cominciare dalla nuova toponomastica di Riva”. Con queste parole il presidente dell’associazione Pinter, Graziano Riccadonna, ha aperto l’assemblea natalizia della Pinter, riunita presso la sede SAT di Riva del Garda e presieduta da Isabella Iandarino, che ha portato i saluti del Comune.
L’antica tradizione per lo scambio di auguri in amicizia con una bicchierata e il dolce natalizio ha visto la partecipazione numerosa dei soci convocati anche per il rinnovo del direttivo dell’associazione. Tra i successi 2019, oltre ad un incremento dei soci, da segnalare il concorso di disegno per le elementari e scuola d’infanzia “Lorenzo Ghirotti”, accanto all’accoglimento di numerose proposte della Pinter per la nuova toponomastica con le due sale pubbliche intitolate a Egidio Molinari e Alex Langer e le vie o parchi intitolati a Vittorio Bonuzzi Confalonieri, Umberto Maganzini, Basilio Armani e Giacomo Floriani, quest’ultima in collaborazione con l’associazione di Arco che porta il nome del famoso poeta dialettale.
Tra le iniziative qualificanti del 2019 l’edizione, col comune di Riva e l’archivio storico, de “L’Epistola alli Cittadini di Riva di Trento (1550) dell’eretico Georgio Siculo”, di cui la Chiesa tridentina ha fatto scomparire ogni copia tranne quella scoperta da Cantimori all’Archiginnasio di Bologna. Inoltre il concorso per le scuole superiori intitolato al compianto professor Luciano Baroni e l’appello a favore della Miralago.
Per il progetto “Altrove” hanno relazionato Monica Ronchini, Elisabetta Giacchi, Thomas Saglia, per la difesa dell’ambiente Paolo Matteotti, rappresentante nel comitato dell’ambientalismo pro Villa Angerer, per la Ponale e la sua valorizzazione con Araba Fenice tramite la bella pubblicazione “A picco sul lago” Donato Riccadonna, per le iniziative dell’archivio storico Federica Fanizza, per la filantropia e il mondo missionario Lino Valandro.
L’assemblea ha provveduto al rinnovo del direttivo uscente, confermato con alcune novità. Anzitutto entra nel direttivo Gualtiero Toniolo al posto del dimissionario Lorenzo Malacarne. Quindi il nuovo direttivo è composto da Graziano Riccadonna (presidente), Gabriele Ghirotti (vicepresidente), Giovanni Menotti (segretario), Federica Fanizza, Gualtiero Toniolo.

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RedazioneRedazione05/01/20204min214

Trentino Film Commission nell’ultimo bando del 2019 ha approvato 7 progetti, suddivisi in 3 produzioni cinematografiche e televisive, un documentario e 3 produzioni locali, a fronte di 13 presentati, assegnando attraverso il Film Fund un contributo complessivo di 263.450 euro.
I requisiti minimi in termini di spesa che i beneficiari di tale finanziamenti devono rispettare, sono: sostenere una spesa sul territorio pari ad almeno il 150% del contributo richiesto e assumere professionisti locali pari ad almeno il 20% della troupe, durante le riprese in Trentino, anche se i dati effettivi relativi alle spese sostenute dalle produzioni hanno dimostrato che la spesa sul territorio è spesso più alta, arrivando anche al 400% del contributo ricevuto. In più da oltre due anni a questa parte è prevista l’attribuzione di un punteggio specifico basato sulle caratteristiche di sostenibilità ambientale che la produzione dimostra di possedere, sulla base del disciplinare “T-Green Film”. Il disciplinare, predisposto da Trentino Film Commission in collaborazione con Appa – Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, Trentino Sviluppo e TIS engineering, premia le produzioni che scelgono la strada della sostenibilità in campo cinematografico.

Produzioni cinematografiche e televisive:

Takeaway
Regia di Renzo Carbonera
Prodotto da 39 Films srl
Il regista di “Resina” torna in Trentino con un nuovo lungometraggio.

Happy Motors
Regia di Riccardo Recchia
Prodotto da A_Lab srl
Un nuovo divertente format TV prodotto per il canale Zelig che sullo sfondo degli scenari del Trentino gioca con il mondo dei motori.

Diario di spezie
Regia di Massimo Donati
Prodotto da Master Five Cinematografica srl
Tratto dall’omonimo romanzo: un oscuro legame unisce Luca Trevisan, cuoco esperto di spezie, e Andreas Dürren-Fischer, celebre restauratore di quadri fiamminghi.

Produzioni di documentario:

My upside down world
Regia di Elena Goatelli
Prodotto da Albolina Film
La regista trentina Elena Goatelli racconta la vita dell’arrampicatrice italiana Angelika Rainer, tre volte campionessa mondiale di arrampicata su ghiaccio. Un viaggio di avventure sportive e sfide personali

Produzioni locali:

Sconosciuti puri
Regia di Valentina Cicogna e Mattia Colombo
Prodotto da Jump Cut
La casa di produzione trentina con il suo nuovo documentario affronta il tema dell’identità da un punto di vista completamente inedito seguendo le vicende legate allo straordinario lavoro della protagonista, la dottoressa Cristina Cattaneo.

Complexion
Regia di Lia Beltrami Giovanazzi
Prodotto da Aurora Film
Un viaggio insieme a Nina Davuluri, la prima Miss America di origini indiane, alla scoperta di radici e sogni, passato e futuro, racchiusi nella bellezza che è il colore, la carnagione, la consistenza e la forma di ognuno – a livello fisico e spirituale.

Sospesa – Vita di Sara Grippo
Regia di Luca Albrisi
Prodotto da Busacca Produzioni Video
Il documentario racconta la vita di Sara Grippo ripercorrendo alcuni dei passaggi fondamentali della sua incurabile malattia che la mantiene permanentemente “sospesa” tra il sogno di un’esistenza “normale” e l’incubo di precipitare nuovamente in una condizione di estrema sofferenza.

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Claudio ChiaraniClaudio Chiarani04/01/20202min2282

La Collegiata di Arco ha ricordato con una Messa in suffragio Re Francesco II di Borbone, ultimo Re del Regno delle Due Sicilie, a 125 dalla morte. Francesco II morì ad Arco, dove veniva spesso per curarsi, il 27 dicembre del 1894. La Collegiata ne ospitò le spoglie fino al 1915, anno in cui l’Italia entrò in guerra contro l’Austria. In seguito la salma fu trasportata a Trento nella chiesa di San Francesco Saverio per tornare poi nella terra dove aveva regnato, ossia Napoli, nella basilica di Santa Chiara. La chiesa è il Pantheon della famiglia dei Borboni, perché li riposano ben sette generazioni dei regnanti delle Due Sicilie.
La Messa è stata officiata dal parroco Don Francesco Scarin, mentre l’iniziativa è della Fondazione dedicata a Francesco II che ha sede in Arco ed è presieduta da Pantaleo Losapio.
Presenti diverse associazioni tra le quali la delegazione del Triveneto del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, quella degli Schützen arcensi, Arco Asburgica, Arco 800, VivilaCittà di Rovereto, Nova Civilitas di Trento. La cerimonia religiosa è stata preceduta dalla deposizione di una corona in via Francesco II di Borbone.
Al termine della funzione religiosa è stato dato l’annuncio del possibile avvio della pratica di beatificazione di Re Francesco II di Borbone

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RedazioneRedazione04/01/20202min505

Rispettata anche quest’anno la tradizione del ritrovo dei Cavalieri della Repubblica d’Italia a Riva del Garda per festeggiare l’annata trascorsa e discutere del futuro, riscuotendo un buon successo di partecipazione. L’incontro si è svolto presso il ristorante Centrale.
Dopo il tradizionale scambio di auguri, il presidente provinciale della Sezione U.N.C.I. di Trento Franco Zambiasi si è complimentato per la presenza massiccia di Cavalieri da ogni parte del Trentino ed ha elencato il programma per il 2020.
Erano presenti il vicepresidente uff Renato Trinco, il segretario cav Rino Angheben, l’amministratore cav Pierangelo Berghi, il delegato di zona delle Valli di Non e Sole cav Mariano Bonanno.
Facevano gli onori di casa il delegato Alto Garda cav Franco Gamba e l’addetto stampa provinciale cav Graziano Riccadonna, che hanno relazionato sull’attività altogardesana confermando la ripetizione della apprezzata escursione sul lago a Sirmione. Il cav. Gianfranco Tonelli, amico personale di Chico Forti nonché membro del “Comitato Spontaneo Alto Garda Chico back home”, ha perorato la causa del cittadino italiano ingiustamente detenuto in America proponendo una forte azione di pressione per salvarlo mediante un’iniziativa decisa a livello nazionale da parte dell’UNCI. Non è mancato l’intrattenimento musicale col sassofono del cav Renzo Calliari, che dall’alto delle sue 95 primavere ha allietato piacevolmente gli ospiti.
La giornata si è conclusa con la visita al Villaggio del Gusto e la visita alla mostra di Giovanni Segantini presso la Rocca di Riva del Garda.

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RedazioneRedazione03/01/20202min284

È dedicato al ricordo del Maestro Riccardo Giavina, recentemente scomparso, il tradizionale concerto dell’Epifania del coro Anzolim de la Tor che si svolgerà sabato 4 gennaio nella chiesa di Santa Maria Assunta a Riva del Garda alle ore 20.30.
Nel prima parte del concerto saranno eseguite musiche della tradizione natalizia, da parte del gruppo femminile Vox Cordis, del coro voci bianche e del gruppo giovanile, con brani di Rutter, Stopford, Arnesen e Williams, per citarne solo alcuni. La seconda parte del concerto sarà completamente dedicata al ricordo del Mo. Riccardo Giavina, a cura del gruppo Vox Cordis, del gruppo solistico e del coro misto.
Riccardo Giavina, pianista e compositore, è nato a Lesa (Novara) nel 1937. Nel 1971 si è trasferito a Riva del Garda, dove fino al 2003 è stato docente e fiduciario presso la Sezione staccata del Conservatorio F. A. Bonporti. Quale pianista si è distinto in concorsi nazionali e internazionali, ottenendo tra l’altro il primo premio alla Rassegna Lombarda Giovani Concertisti (1963) e risultando fra i primi dieci al prestigioso Concours international d’exécution musicale de Genève (1966). Ha inciso registrazioni radiofoniche e televisive per la Rai e nella sua produzione musicale figurano molte composizioni per strumento solista e per organici di vario genere, musiche di scena, musica corale con numerose composizioni originali ed elaborazioni di canti popolari italiani e di altri paesi, alcune risultate vincitrici e premiate in concorsi nazionali ed internazionali.
Nel 2007 Riccardo Giavina fu insignito dal Consiglio comunale della medaglia d’oro al merito del Comune di Riva del Garda quale particolare segno di riconoscimento della comunità cittadina «per l’impegno civico, artistico e di dedizione alla professione». Nell’ultima seduta, venerdì 20 dicembre, il Consiglio comunale ha osservato un minuto di silenzio in sua memoria.

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Claudio ChiaraniClaudio Chiarani29/12/20192min2298

La “Ponatale” 2019 a Riva del Garda è stata l’edizione dei record. Più di seicento persone si sono presentate alle otto di sera di Santo Stefano, giovedì 26 dicembre, per recarsi lungo la vecchia strada che collegava la valle di Ledro a Riva del Garda.
Una camminata alla scoperta dei “tesori” che la Grande Guerra ha lasciato sul territorio del Garda trentino come la “Tagliata”, una lunga scalinata di quasi duecento scalini che collega la parte superiore della strada, la Ponale appunto con la sottostante Gardesana dove gli austriaci avevano le postazioni di tiro per combattere gli italiani sul Monte Altissimo di Nago. Molto di questo è stato spiegato dagli storici Donato Riccadonna, Lodovico Tavernini e Mauro Zattera anche se per tutti le loro parole non sono state udibili perché, in effetti, c’era tantissima gente ovunque e senza microfono lungo il sentiero per molti è stato blackout. È stata comunque l’occasione per tante persone conoscere i camminamenti in roccia che collegavano le postazioni, vedere, toccare con mano, chiedere a un domani con meno gente magari, vedere meglio. Un lungo serpentone di persone con luci l’ha percorsa fino alla scalinata, dove i volontari hanno distribuito thè caldo, vim brulé e dolci per tutti. L’undicesima edizione della Ponatale, dunque, è stata un successo che andrà pianificato per l’edizione del 2020. Con un parcheggio auto disponibile, magari una navetta che porti la gente all’inizio del sentiero e, possibilmente, postazioni di racconto dotate di microfono amplificato per raccontare la storia di un vero “tesoro” culturale che il Garda trentino ha dentro le sue “viscere”.


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Il sito labusa.info è una iniziativa editoriale del fotoreporter Maestro Artigiano Fabio Galas per l’informazione quotidiana dell’Alto Garda, a complemento del fortunato mensile di attualità e cultura edito dal 2010. Sul portale trovano spazio anche i filmati di Telegarda Trentino, il canale televisivo … [segui]


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