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Claudio ChiaraniClaudio Chiarani17/01/20202min87

La terza frana dal Monte Brione, anche se per la seconda e la terza è più opportuno parlare di piccole “scariche” di sassi fuorusciti dalle reti di protezione e che hanno determinato la chiusura della statale 240 solamente per poche ore, è l’ora della messa in sicurezza. Ossia di pensare ad una circonvallazione che aggiri la montagna della Busa affinchè si possa garantire il transito, sia pedonale sia veicolare in tutta sicurezza. È vero, d’altronde, che nemmeno il primo evento franoso, quello che ha causato il distacco di un centinaio di metri cubi di materiale e che ha causato i disagi più consistenti ha causato feriti, però se questo è stato evitato grazie alla galleria paramassi artificiali costruita negli anni ’80, ora i distacchi sul resto del versante iniziano a preoccupare davvero. Alessio Zanoni, assessore rivano ai Lavori Pubblici lo ha confermato: “Nel breve periodo potranno esserci disagi sul fronte della circolazione, ma nel lungo periodo dovremo garantire stabilità e sicurezza della litoranea di competenza, lo ricordo, provinciale. Per questo la circonvallazione di Torbole è un’opera che sposterà il traffico privato esternamente alla statale 240 per la quale è previsto un utilizzo futuro dedicato al trasporto pubblico su di una corsia, ciclabile sull’altra e l’attuale ciclabile che sarà utilizzata solamente per andarci a piedi.” Un pensiero ed un invito alla giunta del presidente Fugatti di porre le basi di un prossimo ragionamento attuativo in merito, appunto, sulla nuova circonvallazione di Torbole.

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Claudio ChiaraniClaudio Chiarani17/01/20203min93

La sede del Circolo Vela Arco passa di proprietà dall’Amsa al Comune. Uno scambio che prevede anche la cessione dell’area sulla quale, in città, insistono l’ex macello e Oratorio che passa al braccio operativo comunale, l’Amsa appunto. Così il Circolo Vela potrà, una volta che tutte la burocrazia sarà espletata, sistemare l’area sulla quale opera per la sua attività velica. All’ex Oratorio sarà realizzato un Ostello per la gioventù, notizia che era già nell’aria. La permuta avrà validità trentennale, ed è stata formalizzata da una parte con le firme del vicesindaco Stefano Bresciani e del vicepresidente di Amsa Federico Chincarini dall’altra. L’operazione dovrebbe essere formalizzata entro fine legislatura corrente, ossia massimo entro la fine del prossimo mese di aprile, visto che le prossime elezioni comunali sono fissate per il 3 maggio. Un cambio di proprietà che, in sintesi, non cambia molto se non la titolarità a poter finalmente intervenire con la necessaria richiesta di contributo alla Provincia da parte dell’associazione velica guidata da Carlo Pompili. Le stime del valore delle due aree in oggetto sono pari a circa otto milioni di euro, dunque uno “scambio alla pari” come anche i tecnici comunali hanno valutato. Un passaggio “obbligato” che ora concede la possibilità di avviare la riqualificazione di entrambe le zone con, come detto, la realizzazione di un Ostello in via della Cinta e la riqualificazione dei terreni del Circolo Vela al Linfano. Il presidente del sodalizio velico Carlo Pompili si è detto soddisfatto dell’operazione, perché “ogni stagione velica noi come siamo messi ora perdiamo finanziamenti fino a mezzo milione di euro – dichiara dopo aver appreso dell’accordo tra Amsa e Comune di Arco – ma ci auguriamo di poter dare seguito al nostro sogno di sempre, avere una sede adeguata per il nostro Circolo al posto di container fatiscenti nei quali siamo sempre stati costretti ad operare.” Sono circa ottomila i metri quadri che passeranno, dunque, da Amsa a Comune nell’ambito dell’accordo sopra citato, spazio dove sorgerà una palazzina servizi e uffici degna dell’attività velica portata avanti dai volontari e dai soci sempre all’insegna del “provvisorio”. Ora la speranza è che, finalmente, tutto quel provvisorio possa diventare stabile e dignitoso.

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RedazioneRedazione16/01/20201min139

Per lavori di messa in sicurezza del versante roccioso, è chiusa al traffico la Statale 240 nel tratto tra il lido di Arco (Comune di Arco) e porto San Nicolò (Comune di Riva del Garda), dalle ore 8.30 di lunedì 20 gennaio fino al termine dei lavori (per i quali l’ordinanza indica le ore 18 di giovedì 23 gennaio, ma si prevede di concludere, salvo imprevisti, ancora la mattina).
Dopo la frana del 19 novembre e le successive scariche di sassi del 26 dicembre e del 4 gennaio, che hanno comportato la chiusura della strada (temporanea) e della ciclopedonale lungolago (tuttora in atto), e dopo gli interventi d’urgenza eseguiti a suo tempo, il Servizio gestione strade della Provincia procede ora alla messa in sicurezza del versante roccioso del monte Brione, che comporta la realizzazione di una barriera di protezione dalla caduta di sassi e ispezioni geologiche aggiuntive.
I lavori vengono eseguiti in questo periodo per limitare al massimo l’impatto sulla viabilità, vista l’assenza di eventi o manifestazioni di interesse pubblico, e in considerazione delle favorevoli previsioni meteo.

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RedazioneRedazione14/01/20202min229

Giovedì 9 gennaio la Squadra Volante del Commissariato di P.S. di Riva del Garda ha identificato e denunciato all’Autorità Giudiziaria due persone: un uomo, F.E., di 22 anni di Riva del Garda ed una minorenne di 17 anni di Rovereto, per truffa in concorso ed il solo uomo per porto ingiustificato di strumenti riproducenti armi.
La truffa architettata dai due giovani prende forma il 5 gennaio, allorquando la ragazza chiama il titolare di un residence di Riva del Garda e, utilizzando i codici di una carta di credito disattivata, prenota una stanza per 5 notti. I giovani conoscevano le abitudini del titolare del residence che, alla chiusura della reception, lascia le chiavi per accedere alle camere in un luogo concordato. Si presentano, quindi, fuori orario, prelevano le chiavi ed usufruiscono dei servizi concordati.
Due giorni dopo il titolare della struttura, non riuscendo ad identificare di persona gli ospiti, cerca di contattarli sull’utenza telefonica fornita ma la persona che risponde si dichiara totalmente estranea alla prenotazione. Compresa la truffa di cui è stato oggetto il titolare del residence denuncia i fatti al Commissariato di Riva. Gli investigatori, dopo aver visionato le immagini riprese dalle telecamere interne della struttura, riconoscono in uno degli autori un giovane rivano già noto alle forze dell’ordine.
A seguito delle indagini la Volante rintraccia l’uomo nel centro cittadino che, sottoposto a perquisizione, consegna una pistola semiautomatica Walther, una pistola semiautomatica Glock, entrambe prive del tappo rosso e 62 cartucce a salve.
Per tale motivo, valutato che egli non giustifica il motivo del porto, viene denunciato anche per porto ingiustificato di strumenti riproducenti armi.
Un errore è stato commesso anche da titolare dell’unità ricettinva: infatti avrebbe dovuto inviare immediatamente all’Autorità di Pubblica Sicurezza l’arrivo delle persone alloggiate, evitando quindi di subire il raggiro.

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Claudio ChiaraniClaudio Chiarani14/01/20202min318

Un nuovo ricorso è stato presentato dai privati Walter Rizzi e Maria Pia Bertolini “contro” la realizzazione del Vallo Tomo del Brione, sul lato est, nel comune di Arco. Sono i proprietari di un terreno che insiste sotto il versante da cui cadono massi e che si sono opposti all’esproprio di parte del loro terreno sul quale dovrebbe sorgere la nuova opera di protezione prevista dall’amministrazione comunale arcense. Il tutto in attesa di un accertamento tecnico sui terreni di loro proprietà interessati dall’opera stessa. Una decisione legittima, quella dei proprietari, che però porterà inevitabilmente ad uno slittamento dell’inizio dei lavori anche se Provincia e Comune intendono partire egualmente con l’opera ritenuta troppo importante per la sicurezza di chi abita sotto quel versante.
“Noi siamo intenzionati a procedere ugualmente – ha dichiarato il primo cittadino di Arco Alessandro Betta – perché di fronte alla pubblica incolumità tutto passa in secondo piano. Anche la stima fatta dai tecnici provinciali sul valore di quei terreni è esatta, per cui non abbiamo dubbi in merito”.
Gli “isti”, come Alessandro Betta indica le persone che sono contrarie a prescindere a qualsiasi cosa (abbreviazione di ambientalisti…), anche quando si tratta di pubblica incolumità, pare siano riusciti a bloccare nuovamente l’avvio dell’opera.

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Claudio ChiaraniClaudio Chiarani13/01/20201min994

Si svolgeranno martedì 14 gennaio con inizio alle 14.30 in chiesa arcipretale a Riva del Garda le esequie di Maria Mora, la responsabile dell’agenzia di affitti brevi e case vacanza “Happy Holidays Home”, trovata morta per cause naturali nel suo appartamento di viale Pascoli, a Riva del Garda martedì scorso 7 gennaio. Maria Mora viveva da sola e la scoperta della sua morte è avvenuta dopo che i vicini non la vedevano come al solito. Avvisati i Carabinieri, la triste scoperta della donna che era deceduta per cause naturali mentre si trovava ancora a letto. Responsabile della sezione “service” dell’agenzia Happy Holidays Home, un lavoro che aveva iniziato nel novembre di due anni fa, in precedenza aveva lavorato nel settore dell’incoming alberghiero e negli anni ’80 del secolo scorso aveva iniziato la sua vita professionale con la mamma, contabile, all’ufficio viaggi “Garda” della famiglia Briscoli con la signora Erna e il marito Armando. Ad allarmarsi della sua assenza anche il collega di lavoro dell’ufficio di Riva in viale Dante, il quale l’aveva salutata venerdì 3 gennaio al termine della giornata di lavoro dandosi appuntamento per riprendere il 7 gennaio.

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Claudio ChiaraniClaudio Chiarani12/01/20201min1127

Un giovane crossista straniero di dieci anni si è infortunato questa mattina cadendo durante una sessione d’allenamento al crossodromo del Ciclamino a Pietramurata di Dro. Immediati i soccorsi con l’intervento dell’elicottero del Nucleo dei Vigili del Fuoco di Trento e i volontari dalla caserma di Dro per dare supporto. L’incidente è accaduto poco dopo le 11 e subito si è capito che non era un infortunio da poco. Dalle prime cure si è capito che un arto era fratturato ma quello che preoccupava maggiormente era la botta in testa rimediata nella caduta. Tuttavia il ragazzo è sempre rimasto cosciente fino all’arrivo dei sanitari che sono giunti sul luogo aprendo un varco nella rete di recinzione del crossodromo e gli hanno prestato le prima cure stabilizzando per il successivo elitrasporto all’ospedale di Trento.

  • (foto d’archivio)
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Claudio ChiaraniClaudio Chiarani12/01/20202min540

I lavori per la realizzazione di un bypass che permetta ai pedoni e ai ciclisti di spostarsi tra Riva del Garda e Torbole, laddove la galleria paramassi fu investita dalla frana del 19 novembre scorso, slitteranno di alcuni giorni. Attesi per venerdì 10 gennaio, è probabile che le maestranze siano all’opera, invece, nei primi giorni della seconda settimana di gennaio. Un rinvio che ha messo qualche preoccupazione per i gestori delle attività in zona unito al fatto delle due scariche di sassi successive che, per poco tempo ma pur sempre quello necessario alle verifiche da parte del geologo della Provincia, ha reso necessaria la chiusura anche il transito veicolare sull’adiacente statale. Ovviamente nell’ottica della prossima Pasqua che, per il Garda trentino, significa il via della stagione turistica. D’accordo, aprile è ancora lontano, ma i ritardi nell’avvio dei lavori, uniti a quelli necessari per mettere in sicurezza il versante sopra la paramassi che è stata investita in pieno dall’evento di novembre con oltre cento metri cubi di materiale staccatosi dal Monte Brione preoccupano e non poco. A dirlo Emanuela Nodari dell’Hotel Baia Azzurra e Francesco Mandelli del Camping Bellavista, titolari delle due attività che insistono proprio sotto quel versante. Un sollecito cortese verso la Provincia nell’attivarsi entro breve con i lavori di messa in sicurezza (vanno ripristinate le reti sopra la paramassi completamente divelte) che prevedono anche la riapertura del tratto di ciclabile che dalla Baia Azzurra sbuca nei pressi della statale poco dopo l’uscita dalla paramassi stessa. Nodari e Mandelli chiedono in una lettera, che ha l’avvallo della locale sezione degli albergatori, al presidente Maurizio Fugatti di poterlo incontrare allo scopo. Senza polemiche, solo per essere messi al corrente dell’avvio dei lavori, del by pass momentaneo e della sicurezza che per Pasqua da lì si possa passare in auto, in moto, a piedi o in sella alla propria bicicletta che sia in tranquillità.

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Claudio ChiaraniClaudio Chiarani11/01/20201min558

Con una toccante quanto delicata lettera come se fosse scritta da Eleonora Perraro sua mamma, Mariangela Boscaini, chiede che la figlia possa finalmente riposare in pace. La giovane donna fu trovata uccisa a Nago, come si ricorderà, ai primi di settembre 2019 nel giardino del bar “Sesto Grado”. Il toccante messaggio della madre è stato scritto sulla pagina Facebook di “Progetto Alba Chiara” Baroni, l’altra ragazza vittima di femminicidio due anni fa a Tenno, scrivendo che il dolore di saperla in una fredda cella frigorifera, al buio, non le dà pace. “Sono rinchiusa al buio – scrive – io che amavo tanto la luce. Sono come un carcerato che attende di poter rivedere il sole”. Parole toccanti, pensieri concisi, richieste che si “scontrano” con le perizie che devono ancora dare una risposta precisa: chi l’ha uccisa? Per ora in carcere c’è Marco Manfrini, il marito unico indiziato, ma il procedimento è in fase preliminare e, dunque, il diritto alla difesa l’accusato può esercitarlo anche così.


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