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RedazioneRedazione17/01/20202min72

Un nuovo modello organizzativo che prevede coordinamento e integrazione fra i medici di continuità assistenziale (ex guardie mediche), gli infermieri e le Rsa per il presidio delle sedi dislocate nelle zone di montagna o distanti dai servizi principali. È quanto intende sperimentare la Giunta provinciale tramite l’Azienda provinciale per i servizi sanitari. L’obiettivo è fornire una risposta in tempi rapidi ai centri di Pieve Tesino e Baselga di Pinè, dove la guardia medica non c’è più dal 2016.
“La nostra volontà è quella di avere tutti i medici di continuità assistenziale necessari per coprire i servizi attualmente carenti – spiega l’assessore Segnana – nel frattempo intendiamo dare corso a questo nuovo modello; a tal fine l’Apss ha aperto un avviso per l’apertura di un ambulatorio infermieristico a Pieve Tesino il sabato, la domenica e i festivi infrasettimanali, che potrà servire come presidio ed integrazione per il medico di continuità assistenziale. L’apertura dell’ambulatorio è sperimentale per un periodo di circa sei mesi, per valutare l’efficacia e la capacità di questo servizio di rispondere ai bisogni reali dei cittadini, prima della messa a regime. Crediamo sia un servizio importante – conclude l’assessore – per proseguire le terapie avviate in precedenza, per informazioni sulle cure in corso o per il monitoraggio dei parametri come pure per una prima valutazione di segni e sintomi”.

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RedazioneRedazione15/01/20203min142

Il viceministro alla salute, Pierpaolo Sileri visiterà il prossimo 31 gennaio l’Ospedale di Arco, insieme al sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro. A confermarlo è l’assessore provinciale alla salute, Stefania Segnana che oggi a Roma ha incontrato il rappresentante del Governo, insieme al direttore generale della programmazione sanitaria, Andrea Urbani e al presidente del Comitato Percorso Nascita nazionale, Gianfranco Jorizzo, per discutere delle prospettive del nosocomio trentino, con particolare riferimento alla questione della possibile riapertura del punto nascite. “È stato un incontro molto positivo – ha detto l’assessore, accompagnata dal dirigente generale del Dipartimento Salute e politiche sociali, Giancarlo Ruscitti e dal direttore dell’Azienda sanitaria provinciale, Paolo Bordon – nel quale abbiamo rappresentato al viceministro le criticità e le problematiche che interessano l’Ospedale dell’Alto Garda. Abbiamo registrato, da parte dei rappresentanti del Ministero la volontà di instaurare una trattativa concreta. Abbiamo evidenziato al viceministro come la riapertura del punto nascite sia estremamente importante per dare ai territori periferici che gravitano su quel nosocomio un servizio essenziale, contribuendo così a contrastare lo spopolamento di determinate aree del Trentino. È stato quindi concordato – ha aggiunto Stefania Segnana – di andare avanti su due binari: da un lato confermare da parte nostra la richiesta di riapertura del punto nascite di Arco in deroga al numero dei parti e, contemporaneamente, sostenere l’apertura di un tavolo per la revisione dei criteri che determinano le condizioni per aprire o meno questo servizi.
Tali criteri, è bene specificarlo, risalgono al 2010, quando i dati sulla natalità erano molto più alti. Con il fenomeno della denatalità, infatti, rimangono pochi i punti nascita che rispettano i parametri posti dai criteri attuali. Se questi possono andar bene, ad esempio, per Trento, è chiaro che i centri più piccoli fanno sempre più fatica a rispettarli. Ecco perché tra le argomentazioni che abbiamo sottoposto al Governo c’è anche quella del problema dello spopolamento delle aree periferiche. Arco, ad esempio, è punto di riferimento per una serie di paesi che si trovano nelle valli limitrofe e garantire servizi è la prima necessità per cercare di frenare la tendenza ad abbandonare i centri più piccoli e lontani”.

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RedazioneRedazione14/01/20202min188

La classe quinta B Amministrazione Finanza e Marketing dell’istituto tecnico «Giacomo Floriani» invita genitori, educatori e tutta la cittadinanza a un incontro formativo e informativo dal titolo «Prevenzione comportamenti a rischio: tossicodipendenze e stupefacenti», venerdì 17 gennaio all’auditorium del Conservatorio con inizio alle ore 20.30.
La classe, guidata dalle docenti Giovanna Amoretti ed Elena Chistè e con la supervisione della dirigente Antonella Zamboni, ha realizzato un progetto di sensibilizzazione dei ragazzi sul tema delle tossicodipendenze e degli stupefacenti, attraverso modalità di confronto e relazione, importante nei rapporti alla pari, in collaborazione con l’associazione Amici di San Patrignano di Lavis.
Il progetto si articola in diversi momenti: dopo una prima fase di aggiornamento e informazione scientifica, è seguito l’incontro con l’associazione Amici di San Patrignano, nella persona del responsabile Maurizio Folgheraiter, e con la testimonianza di Mirco Sadler, alla scoperta di un sentire autentico e della condivisione delle difficoltà incontrate durante il cammino di riabilitazione.
Il percorso si conclude ora con l’incontro di venerdì al quale interverranno la classe quinta B AFM che presenterà momenti di riflessione sul percorso effettuato e Maurizio Folgheraiter; sarà poi la volta di due testimonianze, quelle di Carla Pallaoro e di Lorenzo Prada.
«Ci teniamo a sottolineare il valore umano ed educativo che questa esperienza rappresenta per i giovani -spiegano le docenti Giovanna Amoretti ed Elena Chistè- per una esperienza in cui la scuola concorre a formare i cittadini di domani: informarli significa prepararli ad affrontare eventuali disagi, senza farli sentire diversi dagli altri.»

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Claudio ChiaraniClaudio Chiarani13/01/20201min2182

L’amministrazione comunale di Limone sul Garda, ai confini col Trentino, mette a segno un’altra importante iniziativa a favore dell’ospitalità e della sostenibilità, cosa che le farà certamente mantenere il secondo posto in Lombardia per presenze turistiche dopo Milano. In spiaggia non si fuma e il divieto è ampiamente rispettato da chiunque si sdrai su di un lettino per godere del sole che splende sul Borgo che dista appena 10 chilometri da Riva del Garda. Ad esprimere soddisfazione il vicesindaco Franceschino “Chicco” Risatti, già primo cittadino di Limone e fautore dell’importante opera che è la ciclopedonale del Garda cha va dall’Hotel Capo Reamol al confine con la nostra provincia. L’idea, dunque, di vietare il fumo in spiaggia al posto della distribuzione di portacenere è stata vincente. Così come posizionare sulle spiagge posti dedicati ai fumatori dove possono lasciare i mozziconi. Posacenere fissi, insomma, e così chi pulisce le spiagge non trova più mozziconi sotto la sabbia o in mezzo ai sassi. “Un esperimento coraggioso – ha detto Risatti – che però ha dato i suoi frutti.”

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RedazioneRedazione13/01/20202min144

La Provincia autonoma di Trento effettuerà in anticipo, rispetto agli ultimi anni, il versamento delle somme relative agli assegni in favore degli invalidi civili. Grazie all’impegno profuso dall’assessore provinciale alle politiche sociali, Stefania Segnana, la procedura di pagamento degli assegni ai circa 16mila aventi diritto è già stata avviata – consentendo il completamento dell’accredito tra la giornata odierna e lunedì – senza attendere la fine del mese, come previsto invece dalla norma: “Si tratta di uno strumento importante, a sostegno di quelle che sono le fasce più deboli della popolazione, sulle quali la nostra attenzione è massima – spiega l’assessore Segnana –, proprio per questo ci siamo impegnati, da subito, a superare questo ostacolo della normativa che prevede il pagamento dell’assegno, solo in gennaio, a fine mese. Grazie all’impegno degli uffici provinciali, l’accredito effettivo degli importi relativi alle pensioni e alle indennità di accompagnamento, nonché agli assegni di cura avverrà entro lunedì 13 gennaio”.
Nel corso dell’anno il pagamento viene effettuato puntualmente ogni primo giorno del mese. Il sistema prevede tuttavia che, per gli assegni di gennaio, non sia possibile né effettuare il pagamento a Capodanno – dato che la contabilità della Provincia sono, per ragioni tecniche, chiuse – né, per le normative vigenti, anticipare il pagamento a dicembre. L’assessore provinciale ha effettuato un approfondimento della questione ed ha stabilito che sia consentito, in via eccezionale ed in considerazione della natura e delle finalità di queste somme, anticipare il pagamento della mensilità di gennaio a metà mese.

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RedazioneRedazione11/01/20203min185

Partiranno a breve i corsi di formazione gratuiti per persone che assistono un familiare anziano non autosufficiente. I percorsi fanno parte del progetto “CuraInsieme”, frutto di una co-progettazione che ha visto impegnati Provincia, Comunità, APSS, UPIPA, Consulta per la salute e Fondazione Demarchi. CuraInsieme ha preso avvio lo scorso anno coinvolgendo i caregiver e, più in generale, tutte le persone interessate, in serate informative e di sensibilizzazione proposte sull’intero territorio provinciale.
I corsi 2020, che si terranno in tre sedi ovvero Trento, Rovereto e Vallarsa, si propongono di sviluppare le competenze tecniche e organizzative del familiare-caregiver per migliorare la sua capacità di assistenza in modo che possa affiancare e collaborare in maniera più efficace con i professionisti delle cure. Inoltre si vuole offrire un supporto alle famiglie, valorizzando il loro ruolo insostituibile, e contribuire al mantenimento del loro benessere psico-fisico.
Nei corsi saranno ripresi e approfonditi gli argomenti trattati nelle serate informative. Per ogni corso sono previsti 9 incontri di 2 ore ciascuno (di cui due laboratori presso le RSA) a cadenza settimanale. A supporto dei partecipanti saranno resi disponibili dei moduli on-line che anticipano i temi che saranno poi trattati e sviluppati negli incontri in aula. Inoltre proseguiranno anche nel 2020 le serate di informazione e sensibilizzazione.
I primi corsi partiranno nei prossimi mesi, in via sperimentale, nei Comuni di Trento, Rovereto e Vallarsa con il seguente calendario:

Comune di Trento (ore 17.30)
Luogo: Fondazione Franco Demarchi, piazza S Maria Maggiore 7
Modalità: il corso verrà attivato con un numero minimo di 14 iscritti e fino ad un massimo di 25 posti. Iscrizione obbligatoria entro il 31 gennaio
Date:
19-26 febbraio
4-11 marzo
18 -25 marzo – laboratori presso la RSA S. Bartolomeo – APSP Civica di Trento
1-8-15 aprile

Comune di Rovereto (ore 17.00)
Luogo: Comune Via Pasqui,10 Sala riunioni 3° piano
Modalità: il corso verrà attivato con un numero minimo di 14 iscritti e fino ad un massimo di 25 posti. Iscrizione obbligatoria entro il 31 gennaio
Date:
20-27 febbraio
5-12 marzo
19-26 marzo – laboratori presso la RSA M. Kolbe di Borgo Sacco di Rovereto –APSP Vannetti
2-9-16 aprile

Informazioni: www.trentinosalute.net
Info e iscrizioni:
Fondazione Franco Demarchi:
tel. 0461 273639 nel seguente orario 8.30 – 12.30 / 13.30 – 17.30
e-mail: [email protected]

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Claudio ChiaraniClaudio Chiarani10/01/20201min216

Dodicimila firme a sostegno della riapertura del punto nascite di Arco non sono poche, ecco perché il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro torna sull’argomento rassicurando la comunità trentina sull’interesse a livello governativo della questione. “Dopo la riapertura di Cavalese stiamo lavorando anche per Arco – ha dichiarato Fraccaro – perché garantire sicurezza per le prestazioni mediche di ginecologia, anestesia e pediatria anche a chi abita lontano dai capoluogo e dai grossi centri urbani”. Il parlamentare trentino ha dunque confermato la volontà dell’attuale Governo, sia nazionale sia provinciale, nel dare risposta positiva a quelle firme raccolte a sostegno di una “battaglia” che vede al centro la maternità e la possibilità di dare alle donne la tranquillità di poter dare alla luce i propri figli in totale sicurezza. “I rapporti tra Governo e Trentino Alto Adige – ha concluso Fraccaro – proseguono in maniera corretta e collaborativa su vari dossier tra i quali c’è, appunto, la questione del punto nascite di Arco.”

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RedazioneRedazione09/01/20202min89

Nonostante il tempo stabile e l’assenza di precipitazioni, le concentrazioni di PM10 in tutte le stazioni della rete provinciale sono risultate al di sotto del valore limite di media giornaliera, sia nel periodo prenatalizio sia in questi giorni. Inoltre, in base ai dati forniti da APPA – Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente -, i valori positivi misurati anche in questi giorni confermano peraltro un trend in miglioramento che, all’incirca a partire dal 2007-2008, vede in progressiva diminuzione il numero di giornate critiche per la qualità dell’aria in provincia di Trento, con il conseguente rispetto del valore limite per le PM10 ormai dal 2013.
Le condizioni meteorologiche di queste ultime settimane e giorni, caratterizzate da bel tempo stabile, assenza di precipitazioni, scarsa ventilazione e, da ultimo, moderate situazioni di inversione termica nelle valli, costituiscono il presupposto ideale e favorevole per l’accumulo degli inquinanti in atmosfera. E’ quanto sta accadendo nelle regioni del Nord Italia, e in particolare del Bacino Padano, dove i valori di concentrazione del particolato sottile PM10 sono in questi giorni diffusamente ed abbondantemente superiori al limite. Di contro la situazione in Trentino risulta essere del tutto nella norma, sia nel periodo precedente alle festività natalizie, sia a tutt’oggi. Valori che confermano un trend in miglioramento, dal punto di vista delle giornate critiche per la qualità dell’aria a partire dal 2007-2008 e, soprattutto, il rispetto del valore limite per le PM10 fin dal 2013.
Nel 2019 tale diminuzione è risultata ancora più evidente: rispetto agli anni precedenti si è registrato infatti il numero minore di giornate di superamento del limite di media giornaliera praticamente in tutte le stazioni di misura e, per la prima volta, le stazioni di Trento al Parco Santa Chiara e della Piana Rotaliana non hanno registrato alcun valore eccedente nell’arco dell’intero anno.

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RedazioneRedazione08/01/20202min345

Nei giorni scorsi è stato segnalato un caso di tubercolosi polmonare in Vallagarina. Le procedure di controllo per questa malattia prevedono che l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, tramite i Servizi di Igiene e sanità pubblica, si attivi per individuare i contatti stretti quali familiari, conviventi o compagni di classe e svolga gli accertamenti sanitari necessari. In questo caso, oltre ai familiari, sono stati contattati gli studenti che frequentano la classe con la persona contagiata che, al momento, è in buone condizioni di salute e ha iniziato la terapia specifica in ospedale.
Il caso di tubercolosi è stato notificato durante il periodo natalizio di chiusura delle scuole in una ragazza che frequenta il Liceo Rosmini di Rovereto. Il Servizio territoriale di Igiene pubblica di Rovereto ha effettuato tutti gli accertamenti previsti dal protocollo per i familiari, che per ora sono risultati tutti negativi. Con l’apertura della scuola sono iniziati i controlli preventivi nei contatti stretti, compagni di classe e insegnati. Gli accertamenti preventivi consistono nell’esecuzione del test Mantoux, una piccola iniezione superficiale nell’avambraccio, che ha lo scopo di rilevare eventuali contatti con il batterio. La lettura del test viene fatta dopo 48 ore e in caso di positività viene richiesta la radiografia del torace con una visita pneumologica. Non sono previste, in quanto non necessarie, altre misure preventive o restrittive nell’ambiente scolastico e nella comunità.
La tubercolosi è una malattia infettiva che si trasmette per via respiratoria ma la contagiosità è bassa e la trasmissione del germe non avviene con facilità. Meno della metà delle persone che vengono in contatto con un caso possono essere contagiate e di queste meno del 10% possono ammalarsi.
Nell’ultimo triennio i casi di tubercolosi in Trentino sono stati circa una cinquantina all’anno di cui la metà di tipologia polmonare, in linea con l’incidenza rilevata nel Nord-est.

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RedazioneRedazione03/01/20202min235

L’assessore provinciale alla salute Stefania Segnana interviene sulla questione dei medici di continuità assistenziale e in particolare sul servizio in Val di Ledro, precisando che “L’Amministrazione provinciale – ha dichiarato l’assessore – si sta impegnando assieme all’Azienda provinciale per i servizi sanitari per sopperire alla mancanza di medici. La ricerca non è facile, ma per difendere i territori di montagna è fondamentale garantire i servizi essenziali, come sono appunto tutti quelli sanitari e sociali. È di poco fa la conferma che un medico di continuità assistenziale prenderà servizio a Bezzecca a partire dal 4 gennaio. Lo stesso medico garantirà anche la sostituzione del medico di medicina generale recentemente pensionato”.
L’Azienda sanitaria sta approvando in questi giorni la graduatoria dei medici di medicina generale che hanno concorso per l’assegnazione delle località carenti. Considerando i tempi tecnici per la convocazione e l’assegnazione degli incarichi, il professionista della Val di Ledro comincerà l’attività entro marzo/aprile.
“Abbiamo sempre tenuto elevati la nostra attenzione e il nostro impegno per garantire la copertura di un presidio medico anche nei territori periferici della nostra provincia, così come definito negli orientamenti programmatici della Giunta in tema di sanità. Stiamo lavorando con Apss – ha concluso l’assessore – anche a delle possibili soluzioni integrative a supporto della continuità assistenziale, attraverso l’avvio, in alcune zone di ambulatori per garantire alla popolazione un punto di riferimento in caso di problematiche non urgenti da attivare nel caso in cui fosse impossibile garantire una presenza medica continuativa”.


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Il sito labusa.info è una iniziativa editoriale del fotoreporter Maestro Artigiano Fabio Galas per l’informazione quotidiana dell’Alto Garda, a complemento del fortunato mensile di attualità e cultura edito dal 2010. Sul portale trovano spazio anche i filmati di Telegarda Trentino, il canale televisivo … [segui]


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