Tour de Pance, tra cipolle e sfottò “Mago G” beffa “L’Ombroso”

Undici anni di digiuno, una cipolla da piangere e sette punti di vantaggio. Tanto è bastato a Mirko Marchi, in arte “Mago G”, per tornare sul trono del Tour de Pance conquistando il quarto successo personale al termine di una sfida che avrebbe fatto impallidire anche il più navigato dei cronisti del Tour de France. Con una differenza sostanziale: qui, più che i chilometri nelle gambe, contano le buone forchette, lo spirito goliardico e una buona dose di fortuna.
Il gran finale dell’edizione 2026 è andato in scena mercoledì 28 ottobre alla Capanna Grassi, ribattezzata affettuosamente dai partecipanti la “casa madre” del Tour. Una serata di festa, sfottò e colpi di scena, naturalmente preceduta da un’abbondante cena. Perché al Tour de Pance si può anche perdere la maglia gialla, ma guai a presentarsi a tavola senza il giusto appetito.
Esaurite le fatiche gastronomiche, spazio alle premiazioni. Il primo riconoscimento, quello di personaggio dell’anno, è andato al giovane Andrea “Cavazzin”, rappresentante della Next Generation del Tour, accolto dagli applausi dei veterani e visibilmente emozionato nel ricevere il quadretto a lui dedicato. A Marzia, conosciuta nell’ambiente come “Superpulc”, è andato invece il titolo femminile, anche in questo caso accompagnato da una meritata ovazione.
Ma il momento più atteso doveva ancora arrivare. A decidere la classifica definitiva erano infatti le famigerate schedine compilate dopo la prima tappa, nelle quali ogni concorrente aveva pronosticato i primi dieci classificati dell’ultima prova. Un meccanismo diabolico, capace di trasformare una vittoria apparentemente sicura in una disfatta sportiva.
La lettura della classifica, rigorosamente dal decimo posto verso l’alto, ha fatto salire la tensione. Sul terzo gradino del podio si è accomodato “Codefer” Scudellari, con 641 punti. Restavano due pretendenti alla corona: il Mago G e l’eterno rivale Walter “l’Ombroso”, dominatore delle ultime due edizioni e già cinque volte vincitore.
Quando è stato annunciato che uno dei contendenti aveva stabilito il record di schedine indovinate, Marchi, bersagliato dagli sfottò per tutta la serata, ha pensato che fosse davvero finita. A peggiorare la situazione, la consegna di una cipolla come premio “piangina”. Un riconoscimento poco prestigioso, soprattutto per chi sognava di tornare sul gradino più alto del podio.
E invece, proprio quando il Mago sembrava destinato a ingoiare l’ennesimo boccone amaro, ecco il colpo di teatro: vincitore del Tour de Pance 2026, Mirko “Mago G” Marchi!
Appena sette punti il margine su Walter l’Ombroso. Un’inezia, l’equivalente di pochi secondi in una corsa a tappe vera. Quanto basta, però, per interrompere un digiuno che durava dal 2015 e aggiungere il quarto titolo a quelli conquistati nel 2008, 2010 e 2015. Per Walter, invece, sfuma per un soffio la sesta corona. La rivincita, naturalmente, è già servita.
La serata si è conclusa in modo più serio con un momento di sincera commozione. Un lungo applauso è stato dedicato a Claudio “Gas” CHiarani recentemente scomparso, amico del gruppo e narratore per antonomasia delle imprese del Tour de Pance che con i suoi racconti aveva fatto conoscere questa singolare epopea sportivo-gastronomica ben oltre i confini locali. Un ricordo che accompagnerà certamente anche la prossima edizione, quella del 2027, destinata a celebrare il quarto di secolo della manifestazione. Un traguardo importante per una competizione nella quale cambiano i campioni, passano gli anni, ma lo spirito rimane sempre lo stesso: l’importante non è partecipare, ma arrivare fino in fondo.












