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RedazioneRedazione10/01/20201min393

La televisione austriaca ORF ha mandato in onda un servizio speciale, girato a Torbole qualche giorno fa, dedicato alla produzione del broccolo, definendolo “Kind des Windes” figlio del vento. I sapori della tradizione culinaria del Garda Trentino sono di nuovo portagonisti di una trasmissione televisiva.
A questo link è possibile visualizzare il filmato:
https://tvthek.orf.at/profile/Suedtirol-heute/1277675/Suedtirol-heute/14037325/Broccolo-di-Torbole-Kind-des-Windes/14620500

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Claudio ChiaraniClaudio Chiarani29/12/20192min1770

Il famoso ortaggio “figlio del vento”, il broccolo di Torbole, ha alcune virtù e qualità organolettiche rare ma Luca Rigatti, rappresentante dei produttori locali, ha spiegato che il settore dedicato al tipico ortaggio è in pieno sviluppo e che la sua azienda è pronta al “lancio” di una varietà di broccolo biologico. Come? Attuando la conversione dei terreni utilizzati per la coltura. “Produrrò inizialmente con la mia azienda – ha detto Rigatti – ma poi il settore subirà uno sviluppo intenso verso il biologico. Aldo Rosà, ad esempio, un altro coltivatore del broccolo di Torbole, ha iniziato il percorso di “conversione” dei sui terreni verso la produzione bio.” La conversione richiede almeno tre anni di tempo durante il quale i quattro produttori oggi sul mercato (Rigatti, Rosà, Briosi e Ghezzi) saranno impegnati, oltre che verso la produzione integralmente biologica dell’ortaggio, all’incremento del raccolto. Oggi si raccolgono dalle 150 alle 180 frutti del figlio del vento, presidio Slow Food, per una cucina che ne fa utilizzo sempre più gradito grazie alle qualità salutari. Un’eccellenza tra i suoi simili data dal fatto che la pianta, anche in inverno, non soffre il gelo grazie al vento che soffia da nord a sud al mattino e viceversa il pomeriggio ed impedisce il formarsi della brina tra le sue foglie.

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RedazioneRedazione07/12/20192min290

Ogni anno circa 20.000 terreni agricoli cambiano tipo di coltivazione – da meleto a vigneto, ad esempio, oppure da pascolo a frutteto eccetera – e tali variazioni devono essere denunciate e dichiarate sia al servizio Agricoltura, ai fini della richiesta di un contributo, sia al Servizio Catasto. Il Catasto trentino offre ora un nuovo servizio che solleva l’agricoltore di un ulteriore obbligo burocratico, quello appunto di comunicare al Catasto ogni variazione nel tipo di coltura praticata in un proprio terreno agricolo. Grazie alla collaborazione, attivata su interessamento degli assessori Mario Tonina e Giulia Zanotelli, fra il Servizio Catasto ed il Servizio Agricoltura, viene garantito un flusso dati, con cadenza annuale, che permette l’acquisizione automatica delle denunce di variazione colturale, dispensando l’agricoltore dalla segnalazione al Catasto.
Tutto parte da quanto dichiarato dai proprietari e/o conduttori dei fondi agricoli con la Domanda Unica di contribuzione, redatta dai Centri di Assistenza Agricola. La dichiarazione nella Domanda Unica della coltura praticata sostituisce a tutti gli effetti l’obbligo di presentare la denuncia di variazione colturale anche al Catasto.
Questo progetto si prefigura come strumento volto a migliorare i servizi al cittadino, nel caso specifico rivolto al mondo agricolo, agevolando gli adempimenti burocratici connessi alle variazioni colturali (di fatto quasi azzerandoli) e si concretizza in un concreto risparmio, sia in termini economici che di tempo.

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RedazioneRedazione04/12/20193min384

Ma chi lo ha detto che l’agricoltura è un lavoro passato di moda? Specie nell’Alto Garda sono molti i giovani che hanno deciso di diventare imprenditori con un’attività legata alla terra. Giovedì 5 dicembre a centro Giovani a Prabi di Arco, il Cantiere 26, a partire dalle ore 18 dieci giovani agricoltori del territorio presentano la loro attività: aziende agricole che producono piccoli frutti o il broccolo di Torbole (presidio slow food), pregiato olio del Garda, vino senza impurità o marroni. C’è chi commercia batteri per ridurre l’inquinamento in agricoltura e chi miele con le erbe officinali di montagna e chi alleva bovini in montagna.
E naturalmente si potranno assaggiare i loro prodotti.
Il programma della serata prevede alle 18 una breve conferenza dal titolo “Giovani cooperative agricole e cooperative di comunità: il caso Fuoco” in cui Luca Riccadonna, presidente dei Giovani Cooperatori Trentini, dialoga con Paolo Campagnano direttore di Impact Hub Trentino.
Dalle 18.30 ci sarà invece l’aperitivo e le degustazioni a km zero e si potranno conoscere:
Cantine Naturali Torboli: due giovani intraprendenti che hanno deciso di estrarre succhi d’uva senza inquinarlo nelle fasi di lavorazione per ottenere vino esente da impurità;
Enrico Matteotti che, sulla base degli insegnamenti di Teuro Higa, divulga e commercializza microrganismi effettivi che possono essere utilizzati nell’agricoltura e nella riduzione dell’inquinamento;
Nicola Leonardi, azienda agricola che coltiva ortaggi, olive e piccoli frutti da cui produce olio, paté e confetture 100% bio;
Le Terre di Gu, azienda agricola di montagna biologica, etica e sostenibile, che produce ortaggi, olio frutti di bosco, noci e marroni di Pranzo con il minor impatto ambientale,
Alveare del borgo, produce del dolcissimo miele e derivati dall’apicoltura direttamente dai fiori e dalle piante officinali delle montagne trentine;
Azienda agricola e agriturismo Comai: azienda che da generazioni produce ottimi vini, olio e miele nel cuore dell’Alto Garda;
Azienda Agricola Bagozzi Roberto, produce ortaggi e tuberi in modo biologico e tradizionale sfruttando la naturale fertilità del suolo;
Azienda agricola Misonet, un piccolo allevamento che vuol valorizzare un territorio montano tramite la trasformazione e la vendita diretta di latticini;
Maso Botes: agriturismo che produce dell’ottimo olio sfruttando al meglio gli effetti benefici del clima del Garda;
Matteo Briosi, che grazie alla passione ereditata dal nonno coltiva ortaggi ed il famoso broccolo di Torbole, premiato con la certificazione del presidio Slow Food.
“Giovani a KM 0” è un evento di Coworking26, progetto finanziato da Piano Giovani Alto Garda e Ledro in partenariato con Cantiere 26 e Impact Hub Trentino.

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RedazioneRedazione02/12/20193min280

Si rinnova l’appuntamento con la manifestazione che vede protagonista, nel Ponte dell’Immacolata, la grappa artigianale trentina, celebrata nell’incantevole borgo della Valle dei Laghi con le performance della Compagnia Teatrale Koinè in una cornice di pubblico sempre più numeroso. Ultimi posti disponibili per gli spettacoli del 6 dicembre.
Dal 6 all’8 dicembre l’affascinante borgo di Santa Massenza di Vallelaghi si anima per celebrare uno dei suoi prodotti simbolo, la grappa artigianale trentina, tradizione secolare portata avanti con determinazione da cinque distillerie a conduzione familiare: Distilleria Casimiro, Distilleria Francesco, Distilleria Giovanni Poli, Distilleria Giulio & Mauro e Maxentia.
L’occasione è data da La notte degli alambicchi accesi, un evento capace di richiamare in Valle dei Laghi un sempre più folto pubblico di appassionati e curiosi provenienti da tutta la Penisola.
Il cuore della kermesse è lo spettacolo itinerante che intende illustrare – con tono divulgativo e divertente e un generoso pizzico di ironia – gli aspetti fisici, storici e antropologici dell’arte della distillazione della grappa trentina, praticata da distillatori che utilizzano modeste quantità quando la vinaccia è ancora fresca e profumata e prediligono un riscaldamento uniforme, lento e continuo del contenuto, al fine di ottenere una migliore estrazione degli aromi.
Gli spettatori vengono divisi in gruppi, dotati di radiocuffie e guidati dall’inconfondibile voce narrante del conduttore tv Patrizio Roversi, all’interno delle cinque distillerie del paese.
Ogni tappa rappresenta l’occasione anche per degustare una delle grappe proposte: tra queste, la grappa di Nosiola, vitigno rappresentativo della Valle dei Laghi e unica varietà a bacca bianca autoctona della provincia, quella di Vino Santo, vera chicca ottenuta dalle vinacce degli acini di Nosiola lasciati appassire fino a primavera, e quella di Rebo.
Già tutto esaurito per gli spettacoli di sabato 7 e domenica 8 dicembre, rimane la possibilità di assistere a questo particolarissimo spettacolo nella serata di venerdì 6 dicembre, alle 17.00 oppure alle 21.00.
A rendere ancora più speciale la visita di Santa Massenza, inoltre, nelle giornate di sabato e domenica, ci sarà il progetto di animazione territoriale Vite di luce, che proporrà non solo un mercatino in grado di offrire selezionatissime eccellenze artigiane ed enogastronomiche, ma anche spettacoli in strada e intrattenimento per i più piccoli.
Per informazioni: www.tastetrentino.it/nottealambicchi e Pagina Facebook La notte degli alambicchi accesi.

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RedazioneRedazione02/12/20191min277

“Tranquillizzo gli agricoltori della Vallagarina e della Val d’Adige che hanno espresso preoccupazione per il possibile impatto sul territorio legato alla realizzazione della terza corsia dinamica sull’A22. Nell’evidenziare l’importanza dell’opera per lo sviluppo del Trentino è stato chiarito come verranno utilizzati gli spazi che oggi sono già occupati dall’autostrada. Entro i prossimi tre anni la terza corsia dinamica verrà dunque realizzata nel tratto compreso tra Trento Sud e Verona Nord”. Ad annunciarlo è stato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, intervenuto all’assemblea dei Viticoltori di Avio.

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RedazioneRedazione01/12/20192min172

Dal 10 dicembre al 20 febbraio 2020 gli agricoltori non associati ad organizzazioni di produttori potranno presentare domanda per ottenere dalla Provincia un contributo per l’acquisto e la posa di reti di protezione dai danni causati agli impianti frutticoli dalla Drosophila Suzukii e dalla Cimice asiatica. Lo stabilisce la delibera dell’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli, approvata dalla Giunta provinciale.
Il provvedimento prevede quali beneficiari le aziende frutticole che commercializzano direttamente il proprio prodotto senza essere associate ad una Organizzazione di produttori.
Queste ultime hanno previsto un intervento analogo nei rispettivi programmi operativi che ricevono un finanziamento con risorse a totale carico del bilancio della Comunità europea.
A partire dall’anno 2010 il settore dei piccoli frutti e del ciliegio è stato caratterizzato da importanti e numerosi casi di infestazioni di Drosophila Suzukii che hanno causato rilevanti danni a carico delle imprese agricole. Negli ultimi anni, inoltre, si è aggiunta la presenza della cimice asiatica, per la quale la Giunta ha varato proprio oggi uno specifico Piano d’azione. Stante la limitata efficacia della difesa chimica nel contrasto di tali infestazioni, uno dei sistemi di difesa più efficaci – assieme al controllo biologico tramite parassitoidi antagonisti – è la copertura degli impianti con reti antinsetto che consentono di salvare la produzione dagli attacchi di questi due insetti. Di qui la decisione della Giunta provinciale di attivare un bando che consenta alle imprese agricole di coprire parte dei costi sostenuti per l’acquisto di tali reti.
Per tale intervento la Provincia mette a disposizione 200.000 euro.
È ammessa la realizzazione di impianti di protezione a blocco o a monofilare. Nel caso di frutteti già dotati di impianto antigrandine è ammesso l’acquisto della rete, della paleria, degli accessori e i costi di posa in opera per la completa chiusura del blocco.
L’intensità dell’aiuto è il 40% della spesa ammissibile.


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Il sito labusa.info è una iniziativa editoriale del fotoreporter Maestro Artigiano Fabio Galas per l’informazione quotidiana dell’Alto Garda, a complemento del fortunato mensile di attualità e cultura edito dal 2010. Sul portale trovano spazio anche i filmati di Telegarda Trentino, il canale televisivo … [segui]


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