Di Nina Roberta Bianchin Il professore usciva tutte le mattine alle otto. Due giri di chiave, un giro di tacchi sullo zerbino ed era in strada, la stessa da trentasei anni: un vialetto ombroso d'estate e brullo d'inverno, ma sempre lungo quattrocentoventidue passi. Le case, in tutti quegli anni, avevano cambiato colore, forma e intenzione, […]