Halloween o Ognissanti? Mauro Ottobre accende il dibattito

Redazione30/10/20263min
Halloween

Una zucca intagliata, un lumino acceso e il ricordo di chi non c’è più. Gesti semplici che per generazioni hanno accompagnato l’arrivo di novembre nelle famiglie trentine. Oggi, tra maschere, dolcetti e feste di Halloween, quelle consuetudini sembrano trovare sempre meno spazio. A riaccendere il confronto è Mauro Ottobre, consigliere comunale di Arco Dinamica, che con poche parole pubblicate sui social ha riportato l’attenzione sulle radici cristiane e popolari della commemorazione dei defunti. Suscitando consensi, ma anche qualche vivace obiezione.

 



 

«Sono di quella generazione che ha imparato in Trentino che i morti si rispettano. Non ci si traveste da morto. Si accende un lumino e si sta in silenzio». Comincia così la riflessione pubblicata oggi, venerdì 30 ottobre, dall’esponente politico arcense, profondamente legato alle tradizioni della propria famiglia e del territorio. «Le zucche intagliate le facevamo anche noi, ma per far luce alle anime, non per gioco. Il resto non è la nostra tradizione. Buon Ognissanti a tutti, e un lumino per chi non c’è più». Parole che richiamano un mondo fatto di visite al cimitero, fiori sulle tombe, preghiere e candele accese nelle case. Consuetudini familiari legate a due ricorrenze distinte: Ognissanti, il 1° novembre, e la commemorazione dei defunti, il 2 novembre. Anche le zucche illuminate appartenevano a diverse tradizioni popolari italiane, ben prima della diffusione commerciale di Halloween. Un’usanza che Ottobre ricorda nella propria esperienza trentina.
Il suo intervento ha provocato numerose reazioni.
C’è chi condivide il richiamo alla memoria e al rispetto dei defunti, chi lamenta la progressiva perdita delle tradizioni locali e chi esprime dispiacere nel vedere iniziative dedicate ad Halloween organizzate persino sui sagrati di alcune chiese.
Ma non tutti condividono questa contrapposizione. «I bambini si divertono e quando suonano per dolcetto o scherzetto a me piacciono vederli sorridenti e felici», osserva una cittadina, invitando a lasciare spazio alla spensieratezza dell’infanzia. E ricorda che il rispetto per i propri cari scomparsi dovrebbe accompagnarci durante tutto l’anno, non soltanto nei giorni dedicati alla loro memoria.
Un’altra voce pone una domanda diretta: «E perché con Halloween non si rispettano?», contestando l’idea che partecipare alla festa significhi necessariamente dimenticare le proprie radici.
Del resto, la stessa parola Halloween deriva dall’inglese All Hallows’ Eve, vigilia di Ognissanti. Le sue origini affondano in tradizioni europee molto più antiche della versione commerciale americana.
Forse il vero interrogativo non è scegliere tra una zucca e un lumino, ma capire quanto delle nostre tradizioni siamo ancora capaci di raccontare ai più giovani.
Perché il divertimento può convivere con la memoria. E ricordare chi ci ha preceduto resta un gesto che nessuna moda dovrebbe farci dimenticare.

(n.f.)