Dro, stop alla gestione associata con Drena. Il Pd: “Scelta senza confronto”

Redazione16/07/20263min
Dro panorama marocche


 

La Giunta comunale di Dro, guidata dalla sindaca Ginetta Santoni, ha deciso di non rinnovare la convenzione con il Comune di Drena per la gestione associata di una serie di servizi comunali. La scelta è stata formalizzata con una delibera dell’esecutivo e apre una nuova fase nei rapporti tra le due amministrazioni, che negli ultimi anni hanno condiviso personale, uffici e funzioni amministrative nell’ambito della gestione associata.
Una decisione destinata ad avere ricadute sull’organizzazione dei servizi e che ha già acceso il confronto politico. A intervenire è il gruppo consiliare del Partito Democratico di Dro-Drena, che non contesta soltanto il merito della scelta, ma soprattutto il metodo seguito dall’amministrazione.

 

 

«Sorprende innanzitutto il modo: la gestione associata con Drena è un problema importante per entrambi i Comuni e presenta elementi complessi di analisi e valutazione, con aspetti positivi ed elementi critici», afferma il capogruppo Lucio Matteotti. Secondo il Pd, una questione di questa portata avrebbe dovuto essere discussa preventivamente in Consiglio comunale.
«Nessuna discussione in Consiglio, nessun dibattito politico. In piena canicola estiva una delibera di Giunta, quasi di nascosto, per un tema strategico per il nostro Comune come per quello di Drena», osserva Matteotti.
Il gruppo consiliare richiama anche le dichiarazioni della sindaca Santoni, che nei giorni scorsi aveva spiegato di voler attendere l’assestamento del bilancio provinciale per verificare l’eventuale disponibilità di nuove risorse. Per il Partito Democratico, tuttavia, il nodo riguarda anche il coinvolgimento della comunità.
«Non solo il Consiglio comunale è tagliato fuori da un tema così importante, ma l’intera comunità è tenuta all’oscuro su una questione che ha già segnato in passato il confronto fra i due Comuni», prosegue il capogruppo dem. Il riferimento è al referendum che, negli anni scorsi, respinse il progetto di fusione tra Dro e Drena.
«Proprio per aver sbagliato l’approccio è fallito il referendum per l’unificazione dei due Comuni. Anche allora non ci fu dibattito e non ci fu coinvolgimento delle popolazioni locali. Oggi si ripetono gli stessi errori», sostiene Matteotti. Da qui la richiesta di aprire un percorso partecipato prima di assumere decisioni definitive.
«Qualsiasi scelta si faccia bisogna coinvolgere il tessuto sociale dei due Comuni, le forze politiche, le associazioni, i sodalizi e, soprattutto, i Consigli comunali», conclude il gruppo consiliare del Partito Democratico.
La decisione della Giunta apre ora un nuovo capitolo nei rapporti istituzionali tra Dro e Drena. Un tema destinato con ogni probabilità ad approdare anche nel dibattito politico delle prossime settimane, chiamando amministrazione e opposizione a confrontarsi sul futuro della collaborazione tra i due Comuni. (n.f.)