Caneve, il Comitato non si arrende: «Parcheggio interrato e un parco al posto del cemento»

Il Consiglio comunale ha deciso: no all’interrato, sì all’acciaio. Ma la partita sul futuro di Caneve, almeno per quel gruppo di cittadini che contestano il parcheggio sopraelevato, non è ancora chiusa. Roberto Malfer (area PATT) e Dave Michelotti (XArco) suonano ancora la carica. Non soltanto con nuove critiche alla Giunta Fiorio, ma con una proposta alternativa: un parcheggio interrato su due livelli, fino a 400 posti auto, e sopra un grande spazio verde pubblico, con servizi e vista sul Castello di Arco.
Un’idea che arriva all’indomani della lunga e combattuta seduta consiliare del 28 ottobre, conclusa con 13 voti favorevoli e sette contrari. La maggioranza ha approvato il Documento di indirizzo alla progettazione del nuovo parcheggio “Alla Sarca“: una struttura sopraelevata da 6,6 milioni di euro, con 245 posti auto, otto stalli per autobus e spazi per camper e biciclette. Respinti tutti e dieci gli ordini del giorno delle minoranze.
Malfer e Michelotti, promotori della petizione sottoscritta da 422 cittadini, non condividono la decisione. E rilanciano con una nuova ipotesi, corredata da una rappresentazione grafica e da indicazioni preliminari.
La proposta punta a spostare le automobili nel sottosuolo, attraverso una rampa a doppio senso di marcia collocata ai margini dell’attuale piazzale. Due livelli interrati potrebbero ospitare, secondo i promotori, tra 350 e 400 vetture. In superficie resterebbero gli spazi per autobus, camper, scooter e biciclette.
La vera novità riguarda però il verde. Sopra il parcheggio verrebbe realizzato un parco pubblico con area giochi, chiosco panoramico affacciato sul Castello e servizi igienici. Previsto anche lo spostamento dell’attuale parco giochi di Caneve, per recuperare ulteriori spazi destinati ai residenti.
L’obiettivo dichiarato è aumentare la capacità di sosta senza realizzare nuovi volumi sopraelevati, riducendo l’impatto sul paesaggio.
«Solo i muli non cambiano idea», scrive Malfer, invitando l’amministrazione a riconsiderare la scelta. I promotori contestano soprattutto la coerenza ambientale della maggioranza, che rivendica la tutela del territorio ma sostiene un intervento destinato a interessare anche terreni agricoli.
Un nodo diventato ancora più delicato dopo la vicenda raccontata da La Busa online del giovane agricoltore Samuel Biondi (leggi), che rischia di perdere l’ultimo appezzamento agricolo della famiglia. Un terreno già ridimensionato in passato per realizzare il parcheggio, sul quale il giovane ha costruito la propria attività imprenditoriale.
«Ho investito ingenti risorse e lavoro per il mio futuro», ha scritto Biondi alla Giunta Fiorio, chiedendo un ripensamento e la tutela della sua azienda.
Resta naturalmente la questione economica. Malfer richiama il caso di Viterbo, dove l’amministrazione ha approvato nel settembre scorso un documento di fattibilità per un parcheggio interrato su due livelli nell’area di Pratogiardino, con una spesa stimata di circa 4,9 milioni di euro. Un precedente interessante, ma non direttamente confrontabile con Caneve.
La proposta dei due promotori non è ancora un progetto tecnico validato. Capacità effettiva, costi, falda acquifera, sicurezza degli scavi e possibilità di recuperare materiali richiederebbero verifiche approfondite.
Sono proprio questi i problemi richiamati dal vicesindaco Marco Piantoni, che difende il sopraelevato considerandolo la soluzione più sostenibile economicamente e funzionalmente. Secondo le valutazioni dell’amministrazione, l’interrato potrebbe comportare costi sensibilmente superiori, anche per la vicinanza del Sarca.
Il voto consiliare ha fissato l’indirizzo politico, ma non rappresenta ancora l’approvazione del progetto esecutivo né l’avvio degli espropri.
Caneve resta così al centro di una domanda che va oltre i parcheggi: quanto spazio è ancora possibile dedicare alle automobili senza sacrificare paesaggio, terreni agricoli e qualità della vita? (n.f.)










