Arco, terremoto in maggioranza: Onda si spacca, Pd e Campobase all’attacco

Redazione18/04/20266min
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Un “terremoto” politico dentro la maggioranza e una domanda che resta sospesa: quanto è solida oggi l’amministrazione guidata dalla sindaca Arianna Fiorio? A sollevarla, con accenti diversi ma convergenti, sono due comunicati diffusi il 18 aprile: quello di Campobase Arco e quello del Partito Democratico di Arco. Al centro, la rottura interna al gruppo Onda, come raccontata ieri da La Busa online, con l’uscita dei consiglieri Letizia Vicari e Umberto Cristofari e le paventate dimissioni dell’assessora esterna Roberta Prandi.

“Dove sta andando la maggioranza?”
È Stefano Miori a sintetizzare il quadro con una domanda diretta: «Dove sta andando la maggioranza che sostiene la sindaca?».
Per Campobase Arco, quanto sta emergendo conferma criticità già note: una coalizione «inesperta, politicamente fragile e non del tutto coerente», oggi alle prese con «dinamiche interne di partito e difficoltà personali» che «inevitabilmente rallentano e indeboliscono l’azione amministrativa».
Il riferimento è esplicito anche al ruolo dell’assessora Prandi e alle tensioni che attraversano il gruppo Onda, già destinatario – sottolinea Miori – di «importanti riconoscimenti istituzionali», ma finito nel mirino del proprio referente provinciale Filippo Degasperi, che ne avrebbe definito l’operato «inadeguato» e «fallimentare».

 

 

Il Pd: “un terremoto” e molte domande aperte
Se Campobase punta sulla lettura politica complessiva, il Partito Democratico entra nel merito con un comunicato firmato dai consiglieri Gabriele Andreasi, Dario Ioppi e dal segretario di circolo Renato Miorelli.
Il quadro viene definito subito: «Apprendiamo oggi del terremoto creato da Onda nell’attuale amministrazione di Arco», tra uscita dei consiglieri e dimissioni annunciate dell’assessora Prandi.
Dietro la rottura, secondo quanto riportato, ci sarebbero divergenze sul servizio Bus&Go. E su questo il Pd prende posizione: «Si può apprendere con favore della presa di distanza» dei consiglieri, interpretata come un sostegno implicito al progetto.
Ma è sulla coerenza politica che il comunicato affonda: «Ci stupisce l’incoerenza dei consiglieri (ormai ex) di Onda», si legge, ricordando come uno di loro, Cristofari, avesse sottoscritto il documento oggi contestato. «Che abbia cambiato idea nel giro di poco tempo? O che abbia firmato un comunicato senza rendersi pienamente conto di cosa stava facendo? Il dubbio purtroppo, ancorché retorico, rimane».

Il caso Prandi e la questione etica
Altro punto centrale è quello delle possibili dimissioni dell’assessora Prandi, ancora non confermate ufficialmente. Il Pd usa cautela, ma solleva interrogativi precisi.
Se fosse vero che l’assessora aveva accettato fin dall’inizio un ruolo part-time, emergerebbe una contraddizione con quanto promesso in campagna elettorale dalla sindaca, che aveva annunciato una giunta «interamente dedicata al 100% all’attività amministrativa».
E non solo. «Nonostante l’ammissione dell’inconciliabilità tra vita privata e attività pubblica, non si dimette subito ma rimane in carica sino a data indefinita», osserva il Pd, ricordando che «il ruolo di assessore è un impegno che richiede etica e moralità […] e non un dopo-lavoro da mantenere fin quando ce la si fa».

Il nodo politico: rappresentanza e legittimazione
Il comunicato dem allarga poi il campo: l’uscita dei consiglieri da Onda apre anche una questione di legittimazione politica. «Il fatto che il gruppo Onda non abbia più alcuna rappresentanza in Consiglio comunale dovrebbe portare a una riflessione», si legge, anche rispetto agli incarichi ancora ricoperti, come quello di Letizia Vicari nella Comunità di Valle.

Opposizioni diverse, stessa richiesta: chiarezza
Pur con toni e approcci differenti, il messaggio che arriva dalle opposizioni è chiaro. Campobase rivendica un ruolo «coerente e responsabile», pronto a sostenere i provvedimenti utili ma anche a criticare «le scelte – o le mancate scelte – dell’amministrazione».
Il Pd, dal canto suo, chiede risposte: «Siamo fiduciosi che a breve i nostri quesiti troveranno i necessari chiarimenti da parte della sindaca».

Una fase delicata
Tra fratture interne, possibili dimissioni e tensioni politiche, la maggioranza entra in una fase delicata. Le crepe, finora contenute, emergono ora in modo evidente.
E la domanda iniziale – quella posta da Miori – resta lì, irrisolta. Non più solo una provocazione politica, ma il riflesso di una maggioranza che, oggi, appare tutt’altro che compatta. (n.f.)