Addio al maestro Antonino Fogliani, il dolore di Nicola Ulivieri

Redazione29/08/20264min
ulivieri saluta antonino

 

«Io non ci voglio credere, pensavo fosse uno schifosissimo scherzo». Comincia così, senza filtri e con il dolore incredulo delle notizie che nessuno vorrebbe ricevere, il saluto del basso arcense Nicola Ulivieri ad Antonino Fogliani, direttore d’orchestra di fama internazionale scomparso oggi, ad appena 50 anni dopo una lunga malattia.
Un addio che ha profondamente colpito il mondo della lirica e che arriva fino ad Arco attraverso le parole di un artista che con Fogliani aveva condiviso musica, palcoscenici, viaggi e amicizia. «Eri giovane, talentuosissimo, intelligente e simpatico, con una famiglia bellissima che ti ama davvero. Non doveva succedere! Non a te!», scrive Ulivieri.
Poi il commiato, breve e struggente: «Buon viaggio Antonino! Spero ti accolga il migliore degli altri mondi».
A quelle parole Ulivieri affida anche una fotografia privata. Nicola, a sinistra, e Antonino, a destra, sorridono seduti uno accanto all’altro durante un viaggio in aereo. Un’immagine serena, quasi quotidiana, che oggi diventa il ricordo concreto di un’amicizia vissuta anche attraverso la musica e i palcoscenici condivisi.

 


 

Una vita dedicata alla musica
Antonino Fogliani era nato a Messina il 29 giugno 1976 e viveva a Cadempino, in Svizzera. Lascia la moglie Angelica e il figlio Lorenzo.
La sua formazione era stata di altissimo livello: gli studi di composizione al Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna, il diploma a pieni voti in Direzione d’orchestra al “Giuseppe Verdi” di Milano con Vittorio Parisi, la laurea in Discipline della musica all’Università di Bologna e il perfezionamento all’Accademia Musicale Chigiana di Siena con Gianluigi Gelmetti. Aveva approfondito la composizione anche con Franco Donatoni ed Ennio Morricone.
Una preparazione diventata negli anni una prestigiosa carriera internazionale.
Anche il rapporto artistico con Ulivieri era passato attraverso produzioni importanti. Nel febbraio 2020 Fogliani diresse al Maggio Musicale Fiorentino il Don Pasquale di Donizetti, con il basso arcense nel ruolo del protagonista.

Fino agli ultimi giorni sul podio
Fogliani conviveva da tempo con la malattia, continuando però a dirigere con straordinaria determinazione. Soltanto negli ultimi giorni aveva dovuto rinunciare a due appuntamenti al Festival Puccini di Torre del Lago: Madama Butterfly il 22 agosto e La bohème il 28.
Poche settimane prima aveva festeggiato i suoi cinquant’anni insieme alla famiglia e agli amici a Cadempino. «Tra commozione e gioie intense ho toccato la felicità grazie a tutti voi. Vi amo», aveva scritto ringraziando la moglie Angelica, il figlio Lorenzo e quanti avevano condiviso con lui quel traguardo.
Tra i numerosi messaggi di cordoglio c’è quello del suo maestro Vittorio Parisi, che lo ricorda come un direttore «famoso e bravissimo», capace di continuare a lavorare «con una forza incredibile fino a pochi giorni fa».
Anche il Teatro Massimo di Palermo ne ricorda la profonda competenza musicale, la sensibilità e la generosità.
Da Arco, invece, arriva il saluto di un amico. E forse proprio quella fotografia dei due sorridenti racconta più di tante parole ciò che rimane quando il sipario cala troppo presto.
«Non doveva succedere. Non a te». Questa volta il silenzio lasciato dal maestro Antonino Fogliani pesa più di qualsiasi musica. (n.f.)