A “Pieve Pensa” la criminologa Cristina Sartori entra nel labirinto di Garlasco

Un uomo condannato definitivamente a sedici anni di carcere. Un altro oggi al centro di una nuova ipotesi investigativa per lo stesso omicidio. E, nel mezzo, una domanda tanto semplice quanto difficile da ignorare: come si è arrivati fin qui?
È attorno a questo interrogativo che sabato 29 agosto, alle 21, calerà il sipario sull’edizione 2026 di Pieve Pensa. E dopo l’annuncio dell’appuntamento arrivano ora le parole della presidente della Pro Loco di Pieve di Ledro Cristina Sartori, criminalista specializzata in grafologia giudiziaria, a chiarire quale sarà lo spirito di “Il sangue di Garlasco”.
Una serata che promette di entrare in uno dei casi giudiziari italiani più discussi degli ultimi vent’anni, ma con una precisa avvertenza: niente tribunali improvvisati, niente colpevoli stabiliti sul palco e soprattutto niente “tifoserie”. «Non sarà un processo parallelo e non sarà una sfida tra tifoserie», chiarisce Sartori.
Una condanna definitiva e una nuova indagine
A Pieve di Ledro arriverà Gianluca Zanella, giornalista d’inchiesta, scrittore, fondatore del progetto indipendente DarkSide – Storia Segreta d’Italia e autore di Nel sangue di Garlasco. Da anni studia gli atti giudiziari relativi all’omicidio di Chiara Poggi e dialogherà con Sartori ripercorrendo il lungo iter che ha condotto alla condanna definitiva di Alberto Stasi, arrivata dopo due assoluzioni. Ma il cuore della serata sarà inevitabilmente anche il nuovo capitolo investigativo che riguarda Andrea Sempio, da considerarsi innocente fino a un’eventuale condanna definitiva.
«Non possiamo fingere che non esista una contraddizione enorme – sottolinea Sartori –: per l’omicidio di Chiara Poggi c’è un uomo condannato in via definitiva e oggi ce n’è un altro sul quale la Procura ha costruito una nuova ipotesi accusatoria».
Quali elementi hanno spinto gli inquirenti a tornare su una vicenda apparentemente chiusa? Quali sono le prove? Dove si trovano eventuali errori o vuoti investigativi? E quali domande sono rimaste ancora senza risposta?
«Documenti alla mano»
È qui che Pieve Pensa vuole provare a distinguersi dal grande racconto televisivo e mediatico costruito attorno a Garlasco. «Lo faremo documenti alla mano, senza schierarci ma con il desiderio di fare chiarezza», assicura Sartori. E l’affondo riguarda proprio la spettacolarizzazione del caso: «I mass media hanno messo in piazza fazioni opposte e trasformato il caso Garlasco in uno show, dove il fumo negli occhi rivolto all’audience conta più del contenuto. Noi vogliamo fare l’esatto contrario: tornare al contenuto, ai dati, alle indagini».
L’appuntamento è in piazza Müllheim a Pieve di Ledro, sabato 29 agosto alle 21, con ingresso libero. In caso di maltempo l’incontro si sposterà alla Sala al Lago.
Al termine sarà possibile acquistare Nel sangue di Garlasco e partecipare al firmacopie con Zanella.
E forse proprio quando sembrava che su Garlasco fosse già stato detto tutto, Pieve Pensa proverà a ripartire dagli atti.
Perché tra ipotesi, ricostruzioni e contrapposte tifoserie, alla fine vale sempre il vecchio adagio: “charta cantat”. Carta canta. (n.f.)










