Ponte di Arco, ripartono lavori e polemiche. Ottobre: «Il problema si chiama competenza»

Redazione24/08/20265min
ponte sarca 28 luglio 2026 01

 

Il cantiere può anche fermarsi, le polemiche no. E mentre sul ponte storico di Arco tornano uomini e mezzi dopo la pausa estiva, a riaccendere il confronto politico è Mauro Ottobre, consigliere comunale di Arco Dinamica, che punta il dito sulla programmazione dei lavori per le due nuove passerelle ciclopedonali. Sullo sfondo ci sono i semafori intelligenti, le code che hanno accompagnato buona parte dell’estate e, soprattutto, una domanda destinata a diventare ancora più pressante nelle prossime settimane: cosa accadrà con la riapertura delle scuole e il ritorno a pieno regime del traffico della Busa? Ottobre parte da un dato molto concreto: la pausa dell’impresa esecutrice. «È noto a tutti che l’impresa esecutrice dei lavori è in ferie da più di una settimana», afferma il consigliere, tornando così a pungolare direttamente il vicesindaco Marco Piantoni. «Questo dimostra che la mia tesi è corretta: si continuano a predisporre bandi pubblici senza considerare la nostra specificità di Comune turistico».

Dalle ferie alla programmazione
Il ragionamento di Ottobre sposta dunque il bersaglio. Non contesta la necessità di sostituire le passerelle del ponte, opera considerata ormai indispensabile anche per ragioni di sicurezza, ma torna sulle modalità e soprattutto sui tempi scelti per realizzarla.
Secondo il consigliere di Arco Dinamica, programmare un intervento così delicato durante una delle stagioni di maggiore pressione turistica avrebbe inevitabilmente amplificato le conseguenze sulla città: «Ciò comporta enormi disagi sia per i residenti arcensi, sia per i turisti, costretti a subire le code ai semafori».
È un nuovo capitolo di un confronto già acceso nelle scorse settimane. Piantoni aveva spiegato che il lavoro notturno era stato preso in considerazione ma non ritenuto praticabile come modalità ordinaria per ragioni economiche, organizzative e di sicurezza. Aveva inoltre ricordato che nel contratto è già previsto il premio di accelerazione nella misura massima consentita, insieme alle penali per eventuali ritardi.
Ottobre, però, oggi ribalta il ragionamento: «Inutile che mi si risponda che i tempi di esecuzione non potevano comunque essere accorciati e che siano state previste penali e premi: se l’impresa è in ferie con il cantiere fermo, è evidente che qualcosa non ha funzionato nella programmazione».

Ora l’incognita delle scuole
Il calendario, intanto, corre. E se agosto ha messo alla prova il sistema semaforico intelligente con migliaia di residenti e turisti in movimento, settembre porterà una variabile ulteriore.
Con la riapertura degli istituti scolastici dell’Alto Garda torneranno sulle strade, soprattutto nelle ore di punta del mattino, studenti, famiglie, lavoratori e autobus del trasporto pubblico. Una pressione destinata a concentrarsi proprio nelle fasce orarie nelle quali il sistema viario della Busa mostra tradizionalmente le maggiori criticità.
È qui che il ponte sul Sarca diventerà il vero banco di prova del sistema semaforico predisposto per governare il senso unico alternato durante i lavori.
La giunta Fiorio ha sempre difeso la scelta come tecnicamente necessaria. La stessa sindaca aveva avvertito fin dall’inizio che l’opera avrebbe comportato sacrifici, mentre il vice Piantoni ha più volte sottolineato la necessità di completarla prima che nel 2027 si aprano altri importanti cantieri sul territorio.
Ma per Ottobre il problema rimane a monte, nella programmazione. E chiude il suo intervento con la stoccata politica più dura: «Purtroppo ad Arco abbiamo un problema serio e si chiama competenza».
Parole destinate a riaccendere un confronto che, come i semafori del ponte, continua ad alternare rosso e verde. Con settembre alle porte, però, per amministrazione, automobilisti e trasporto pubblico la prova più difficile potrebbe ancora dover cominciare.

(n.f.)