A Nago una memoria della Grande Guerra: “Zaini di pietra e destini di ferro”

Redazione08/04/20263min
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Un viaggio nella storia del Trentino durante la Prima guerra mondiale, tra oggetti, testimonianze e vicende umane spesso dimenticate. È questo il cuore dell’incontro “Zaini di pietra e destini di ferro”, in programma giovedì 9 aprile alle 20.30 al Teatro dell’Oratorio di Nago.
L’iniziativa, promossa dall’associazione SOS Altissimo, vedrà come protagonista Lodovico Tavernini, storico del Museo Alto Garda, noto per la sua capacità divulgativa e per uno stile coinvolgente. A moderare la serata sarà Donatella Mazzoldi, che nei giorni scorsi ha lanciato anche un appello alla partecipazione invitando la comunità a prendere parte all’evento e a diffondere l’invito: “Segnate la data e venite con noi”, è il messaggio condiviso, accompagnato da un caloroso “passaparola”.

 

L’incontro proporrà un racconto delle “testimonianze materiali del Trentino in guerra (1914-1920)”, soffermandosi su oggetti quotidiani e reperti che raccontano la vita dei trentini tra fronte, profuganza e prigionia. Un periodo drammatico, in cui il territorio era ancora parte dell’Impero austro-ungarico e si trovò improvvisamente al centro del conflitto.
Furono migliaia i trentini coinvolti: molti partirono come soldati dell’esercito austro-ungarico, altri furono costretti a lasciare le proprie case diventando profughi in varie regioni dell’Impero, mentre intere comunità di confine vissero sulla linea del fronte. Le montagne dell’Alto Garda, del Monte Baldo e delle Giudicarie conservano ancora oggi tracce di trincee, fortificazioni e storie di sacrificio.
Proprio da questi segni del passato nasce l’idea della serata: recuperare la memoria attraverso oggetti concreti, “zaini di pietra” e “destini di ferro” che raccontano vite segnate dalla guerra, ma anche la resilienza delle comunità locali.
L’ingresso è libero e non è richiesta prenotazione, un elemento che gli organizzatori sottolineano come invito aperto a tutta la cittadinanza. L’obiettivo è coinvolgere non solo gli appassionati di storia, ma anche i più giovani, affinché possano conoscere e comprendere una pagina fondamentale del territorio.
Un’occasione, dunque, per fermarsi, ascoltare e riscoprire un passato che, tra le montagne del Garda trentino, è ancora profondamente presente. (n.f.)