Variante di Torbole, Perugini: «Tempo degli studi finito, ora scelte e tempi certi»

Il confronto sulla Variante di Torbole cambia ancora tono e torna a dividere la politica dell’Alto Garda. Dopo l’intervento del sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi, che aveva richiamato tutti al “rigore tecnico” e alla necessità di distinguere le preferenze politiche dalle conclusioni degli studi sui flussi di traffico, arriva ora la dura replica di Giovanni “Johnny” Perugini, consigliere comunale di Rinascita e Sviluppo e componente dell’Assemblea per la Pianificazione e lo Sviluppo della Comunità Alto Garda e Ledro.
Nei giorni scorsi Arco aveva trovato una convergenza trasversale sul tracciato C1, con innesto nell’area del Monte Creino, indicandolo come soluzione prioritaria e lasciando il C2 come alternativa subordinata. Il sindaco Morandi aveva invece invitato a non trasformare quella convergenza politica in una verità tecnica, sostenendo che per decidere serva integrare dati diversi, dai flussi rilevati dai sistemi provinciali alle informazioni origine-destinazione.
È proprio su questo punto che Perugini affonda il colpo. «Ci si aspettava da chi invoca il rigore scientifico il riferimento a studi tecnici solidi», osserva, contestando l’utilizzo dei dati TomTom e soprattutto il valore attribuito alle centraline provinciali. «Quegli strumenti contano le auto che transitano in un punto, ma non ci dicono da dove arrivano e dove sono dirette. Per progettare davvero la viabilità servono matrici origine-destinazione e modelli molto più complessi».
Perugini richiama anche la presentazione tecnica avvenuta in estate in Comunità di Valle. «In quella sede furono poste domande precise sui modelli matematici e sulla calibrazione delle matrici O/D. Domande alle quali, a nostro giudizio, non arrivarono risposte sufficienti».
La critica, però, va oltre il metodo. Secondo Perugini, l’Alto Garda avrebbe ormai raggiunto una convergenza sostanziale sulla necessità di una soluzione capace di alleggerire Torbole senza scaricare nuovo traffico sulla piana di Linfano. «Il territorio chiede una risposta strutturale – afferma –. Non possiamo continuare a rinviare. La circonvallazione serve e bisogna scegliere definitivamente il tracciato, procedendo poi con tutto ciò che è necessario per arrivare all’appalto».
Perugini torna infine sul tema della mobilità urbana di Torbole, già al centro di polemiche nelle scorse settimane dopo gli interventi legati alla Ciclovia e alle criticità del trivio.
«Non chiediamo scorciatoie né improvvisazioni – conclude –. Chiediamo visione, concretezza e tempi certi. L’Alto Garda non ha più tempo da perdere».
La distanza politica, dunque, resta netta: il sindaco Morandi chiede prudenza e rigore nella lettura dei dati. Perugini sostiene invece che il territorio abbia già discusso abbastanza e che ora debba arrivare la fase delle decisioni. (n.f.)










