Variante di Torbole: Arco sulla C1, il sindaco Morandi chiede rigore

Redazione08/09/20263min
TUNNEL LOPPIO BUSA 2025 12


 

La variante di Torbole torna a dividere l’Alto Garda. Da una parte Arco, dove maggioranza e minoranze hanno trovato una rara compattezza attorno al tracciato C1, con innesto ai piedi del monte Creino. Dall’altra Nago-Torbole, dove il sindaco Gianni Morandi invita a distinguere nettamente le preferenze politiche dalle valutazioni tecniche.
Il confronto si accende così attorno a una delle opere più delicate per il futuro della viabilità della Busa.
Ad Arco la mozione unitaria chiede a sindaca e giunta di sostenere il C1, indicato come soluzione preferenziale per evitare lo sbocco al Linfano e ridurre l’impatto sul territorio agricolo e paesaggistico. La sindaca Arianna Fiorio considera il documento un segnale di forte responsabilità istituzionale, non limitato ai confini comunali di Arco. La sua posizione è che un’infrastruttura di questa portata abbia inevitabilmente effetti sull’intero Alto Garda e che la compattezza del consiglio comunale rafforzi la posizione degli amministratori chiamati a confrontarsi con la Provincia.
Particolare attenzione viene posta sul Linfano, sia per le conseguenze paesaggistiche sia per quelle viabilistiche. Fiorio ha inoltre richiamato la necessità di evitare, quando esistono alternative, che il costo delle grandi opere venga ancora una volta scaricato sul comparto agricolo.

 

 

Di tono diverso la posizione di Gianni Morandi. Il sindaco di Nago-Torbole non mette in discussione la legittimità politica di Arco nel preferire una soluzione rispetto a un’altra, ma contesta l’idea che quella preferenza possa essere presentata come una conclusione tecnica già acquisita.
Morandi insiste soprattutto sulla corretta lettura dei dati sul traffico. Le rilevazioni TomTom e quelle delle centraline provinciali, osserva, misurano fenomeni differenti: le prime sono utili per ricostruire gli spostamenti e le direttrici origine-destinazione, le seconde per misurare il numero dei veicoli che transitano in un determinato punto. Per progettare una variante, secondo il sindaco, entrambe devono essere considerate e analizzate insieme.
Lo stesso ragionamento viene applicato al Piano territoriale di comunità. Morandi ritiene che una previsione pianificatoria risalente nel tempo non possa essere letta oggi come un tracciato immutabile, perché nel frattempo sono cambiati scenari, opere e flussi. Le indicazioni del piano, nella sua lettura, hanno natura strategica e orientativa e devono quindi essere confrontate con la situazione attuale.
Il punto politico resta aperto. Arco ha scelto una linea precisa e compatta sul C1, mentre Nago-Torbole chiede che la decisione finale venga costruita attraverso un confronto tecnico completo su traffico, sicurezza, ambiente, costi e impatto territoriale.
Due approcci differenti sulla stessa opera, destinata a restare uno dei nodi centrali del futuro viabilistico dell’Alto Garda.

(n.f.)