Riva, la presidente Mascaro sul tema sicurezza: «Prevenzione, coordinamento e meno polemiche»

Un episodio grave, certamente. Ma non, secondo Loredana Mascaro, il segnale di una città precipitata in una spirale di violenza. Dopo il duplice accoltellamento avvenuto nei giorni scorsi in via dei Molini, il confronto politico sulla sicurezza a Riva del Garda continua ad allargarsi e Mascaro invita a tenere insieme attenzione, prudenza e senso delle proporzioni.
Consigliera comunale di Campobase – Noi per Riva, presidente della Commissione Mobilità e Ambiente e componente delle commissioni Urbanistica ed Edilizia e Statuto e Regolamento, Mascaro interviene spesso sui temi che riguardano la qualità urbana e la vita quotidiana della città. Questa volta il suo richiamo è soprattutto alla misura con cui affrontare una vicenda di cronaca tanto delicata.
Il fatto resta pesante. Quattro giovani coinvolti, due feriti, due coltelli recuperati poco distante e un’indagine della Procura di Rovereto ancora impegnata a ricostruire con precisione dinamica e responsabilità. Uno dei feriti, minorenne, è stato ricoverato al Santa Chiara di Trento, mentre altri due ragazzi sono stati denunciati a piede libero.
Una vicenda che ha riacceso immediatamente il dibattito sulla sicurezza urbana. Fratelli d’Italia aveva parlato di un degrado crescente e di un punto di non ritorno, chiamando in causa l’amministrazione comunale. Mascaro, attraverso il proprio profilo social, propone però una lettura diversa. «Il fatto avvenuto è grave e richiede serietà, non una narrazione emergenziale e parziale», scrive, sottolineando come le informazioni emerse finora descrivano un episodio circoscritto, con quattro giovani coinvolti e una dinamica ancora in fase di accertamento.
Secondo Mascaro, parlare di una città fuori controllo significherebbe andare oltre ciò che i fatti consentono di affermare. La consigliera richiama anche un precedente analogo risalente al 2024, ricordando come all’epoca Riva fosse amministrata da una maggioranza di centrodestra, e invita quindi a evitare letture politiche costruite sull’emotività del momento.
Il cuore del suo intervento riguarda però le responsabilità istituzionali.
Mascaro ricorda che sicurezza pubblica, indagini e ordine pubblico competono a Questura e forze dell’ordine, mentre al Comune spettano altri strumenti: prevenzione, Polizia Locale, gestione degli spazi pubblici, ascolto dei residenti e interventi mirati sul territorio.
«La sicurezza non è una bandiera da agitare quando accade un fatto grave», osserva, sostenendo che richieda invece lavoro quotidiano, coordinamento e continuità.
Il messaggio finale è quindi rivolto tanto alla politica quanto alla comunità: attenzione alta, nessuna sottovalutazione, ma anche niente rappresentazioni esasperate.
Per Mascaro, chi vuole avanzare proposte concrete deve poterlo fare in un clima di collaborazione, perché la risposta a episodi come quello di via dei Molini non può essere soltanto lo scontro tra maggioranza e opposizione, ma deve tradursi in una maggiore consapevolezza collettiva sul tema della sicurezza. (n.f.)










