Sirmione, overtourism e regole: Tar e Consiglio di Stato danno ragione al Comune

Redazione02/05/20265min
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Da meta iconica del Lago di Garda a caso emblematico di overtourism. Negli ultimi anni Sirmione è diventata un laboratorio reale sulle criticità del turismo di massa, tra numeri record e nuove strategie di gestione che ora trovano anche un importante riscontro sul piano normativo.

Numeri record e squilibrio
Oltre 1,2 milioni di presenze turistiche all’anno a fronte di poco più di 8.000 residenti: un rapporto che fotografa con chiarezza la pressione esercitata sul territorio. La conformazione del centro storico, sviluppato su una stretta penisola con un unico accesso, amplifica ulteriormente l’impatto dei flussi.

Il 2025: il punto di rottura
Il fenomeno esplode mediaticamente nel 2025, in particolare durante il ponte del Primo Maggio, quando decine di migliaia di visitatori prendono d’assalto il borgo. Code prolungate, traffico paralizzato e servizi sotto pressione trasformano Sirmione in un caso internazionale di turismo fuori controllo.
Da episodio straordinario, il sovraffollamento si consolida come fenomeno strutturale.

 

 

Le criticità
Il modello turistico attuale evidenzia diversi punti di tensione: accessi limitati e mobilità congestionata, pressione su servizi pubblici e sicurezza, crescita degli affitti brevi e riduzione della residenzialità, impatti ambientali. turismo “mordi e fuggi” con ritorni economici limitati. Uno scenario che alimenta il dibattito tra sviluppo economico e qualità della vita.

Le risposte: gestione dei flussi e sicurezza
Già nel 2025 il Comune ha avviato un piano per contenere gli effetti dell’overtourism, introducendo strumenti come gli “street tutor” e rafforzando il presidio del territorio.
Nel 2026 le misure si sono ampliate, con maggiore presenza di servizi sanitari e di sicurezza e una gestione più strutturata dei picchi di afflusso. Sullo sfondo resta il confronto su interventi più incisivi, come eventuali limitazioni agli accessi.

La svolta normativa: arrivano le sentenze
A rafforzare l’azione dell’amministrazione arrivano ora due pronunce rilevanti sul piano giuridico.
Il TAR Lombardia (22 aprile) ha confermato la legittimità del regolamento comunale sulle locazioni turistiche.
Il Consiglio di Stato (24 aprile) ha dato il via libera al regolamento su attività e somministrazione.
Due decisioni che consolidano l’impianto normativo adottato dal Comune per governare il turismo e affrontare le criticità legate all’overtourism.
Secondo l’amministrazione comunale, si tratta di un riconoscimento importante della linea seguita: tutela della qualità della vita, sicurezza e equilibrio urbano.
Parallelamente, dalla Regione Lombardia è arrivata un’apertura al confronto per costruire una disciplina condivisa sulle locazioni turistiche, tema centrale nella gestione dei flussi e della residenzialità.

Il dibattito: quantità o qualità?
Il caso Sirmione porta al centro una questione sempre più attuale: il turismo, così com’è oggi, è sostenibile?
Se da un lato resta il motore economico principale, dall’altro cresce la necessità di un cambio di paradigma:
– meno turismo di massa, più qualità;
– maggiore permanenza media;
– redistribuzione dei flussi sul territorio.

Un caso che riguarda tutto il Garda
Le dinamiche di Sirmione non sono isolate. Pressione turistica, trasformazioni urbane e criticità ambientali interessano sempre più località del Lago di Garda.
Per l’Alto Garda e Ledro, il caso rappresenta un segnale chiaro: la gestione dei flussi turistici è destinata a diventare una delle principali sfide dei prossimi anni.
Il successo turistico rischia di diventare un limite. Le recenti sentenze rafforzano gli strumenti a disposizione del Comune, ma la partita resta aperta: trovare un equilibrio tra attrattività e sostenibilità sarà decisivo non solo per Sirmione, ma per l’intero sistema turistico gardesano.

(n.f.)