Sarca, Fucina Comune: «I principi ambientali dipendono da chi governa?»

Il Sarca cambia volto, alle porte di Arco. Le ruspe lavorano. Le sponde vengono ridisegnate. Il paesaggio, inevitabilmente, cambia. Fin qui, nulla di nuovo: manutenzione e sicurezza del fiume sono temi che la città delle Palme conosce bene. Ma per Fucina Comune il vero punto è un altro. Sei anni fa interventi simili scatenavano proteste, accuse di “scempio” e battaglie ambientaliste. Oggi, sostiene il movimento, il rumore delle critiche sembra molto più debole.
Da qui la domanda che Arco Fucina Comune mette al centro del proprio intervento: i principi valgono sempre o cambiano a seconda di chi governa?
Il movimento chiarisce subito di non essere contrario ai lavori sul Sarca. Anzi: si dice favorevole alla manutenzione, alla messa in sicurezza e alla tutela del fiume. La critica riguarda piuttosto quella che viene descritta come una forte differenza di atteggiamento rispetto al 2020.
Allora, dopo gli eventi alluvionali che avevano colpito duramente anche il territorio arcense, gli interventi urgenti lungo il corso d’acqua alimentarono un confronto molto acceso. Sui social si parlava di alberi abbattuti, ambiente compromesso, paesaggio ferito e di vero e proprio «scempio».
Oggi, davanti a un cantiere che prosegue da mesi e comporta interventi importanti sulle sponde, Fucina Comune chiede che fine abbiano fatto «le proteste, le indignazioni e i grandi principi ambientalisti che infiammavano Arco sei anni fa».
Il tono è volutamente provocatorio. «Cos’è successo in questi sei anni? Un corso accelerato di idraulica fluviale? Un master in gestione delle emergenze? Oppure, più semplicemente, è cambiato chi governa?», scrive il movimento “capitanato” da Barbara Zanoni.
Nel ragionamento entra anche il tema del parcheggio sopraelevato di Caneve, altro intervento che Fucina Comune considera di forte impatto paesaggistico e sul quale il gruppo ha già espresso pubblicamente una posizione critica.
Il post richiama inoltre il clima pesante che accompagnò il 2020, ricordando anche l’incendio doloso del capanno dell’allora sindaco, Alessandro Betta, episodio definito «gravissimo e intimidatorio». Su eventuali sviluppi investigativi, però, il movimento invita correttamente a lasciare spazio agli accertamenti e alla magistratura.
La conclusione prova a riportare il confronto sul merito. «Siamo favorevoli a interventi seri, competenti e rispettosi dell’ambiente. Ma quando bisogna scegliere una priorità, per noi viene prima di tutto la sicurezza delle persone». Per Fucina Comune, dunque, il tema non è scegliere tra ambiente e sicurezza, ma trovare un equilibrio tra fiume, paesaggio, territorio e comunità. E soprattutto evitare che il metro di giudizio cambi con il colore dell’amministrazione.
(n.f.)










