Dal dialetto alla memoria: “Revèrs” custodisce 14 mila parole

Una biblioteca civica affollata ha accolto sabato 12 settembre a Riva del Garda la presentazione di “Revèrs. Raccolta dialettale dall’italiano al dialetto del basso Trentino… e non solo”, il nuovo lavoro di Alessandro Parisi e Carlo Pizzini pubblicato dall’associazione culturale “Giacomo Floriani”.
Più che una semplice raccolta di vocaboli, Revèrs rappresenta un lavoro di recupero e conservazione di un patrimonio linguistico che appartiene alla storia e all’identità delle comunità locali. Quasi 14 mila termini, ordinati partendo dalla parola italiana per arrivare alla corrispondente forma dialettale, sono il risultato di tre anni di ricerca, confronto e sistemazione di materiali provenienti da fonti diverse.
Alla base dell’opera ci sono infatti il vocabolario di Elio Fox, quello di Eliseo Fava e Maria Torbol, i lavori di Umberto Zanin e del figlio Luca, la raccolta dello stesso Alessandro Parisi e i contributi tratti dai vocabolari di Vittore Ricci, Danilo Bettini e Giambattista Azzolini. A questo patrimonio si sono aggiunti l’arricchimento lessicale di Gianni Nicolini e alcuni suggerimenti di Giuseppe De Lutti sull’etimologia delle parole.
Nel corso della presentazione Carlo Pizzini, pronipote di Lucia Pizzini, moglie del poeta Giacomo Floriani, ha ripercorso il lungo lavoro che ha portato alla costruzione della raccolta.
Alessandro Parisi ha illustrato al pubblico le scelte adottate per rendere il più possibile fedele la pronuncia. L’uso degli accenti tonici e fonici, i raddoppiamenti, in particolare delle lettere “s” e “z”, e alcune peculiarità ortografiche sono stati affrontati con l’obiettivo di permettere anche a chi conosce meno il dialetto di avvicinarsi alla corretta lettura dei vocaboli.
Un dettaglio apparentemente tecnico che rivela, in realtà, uno dei problemi centrali nella conservazione delle parlate locali: non basta salvare le parole, bisogna cercare di conservarne anche il suono. Emblematica, ad esempio, la presenza della “m” finale in termini come bechìm, sforzìm e vim, caratteristica della parlata del Basso Sarca.
Alla presentazione sono intervenute la responsabile della Biblioteca civica Anita Malossini e, per le amministrazioni comunali, gli assessori alla Cultura Stefania Pellegrini per Riva del Garda, Giancarla Tognoni per Tenno e Claudio Bombardelli per Arco, in sostituzione di Massimiliano Floriani.
Ne emerge un lavoro che guarda soprattutto al futuro. Il dialetto è infatti una lingua della memoria, ma non può vivere soltanto nei ricordi. Raccoglierne le parole, fissarne la grafia e indicarne la pronuncia significa lasciare una traccia utilizzabile anche dalle generazioni che lo parlano meno o non lo parlano più.
Alessandro Parisi ha infine rivolto i ringraziamenti a quanti hanno sostenuto la pubblicazione e la sua realizzazione, tra cui la Cassa Rurale Alto Garda-Rovereto, Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, Cartiere del Garda e Biblioteca civica di Riva del Garda.












