Ospedale di Arco, Onda all’attacco: “La sanità dell’Alto Garda è in… rianimazione”

Redazione08/07/20264min
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Nuovo affondo di Onda Alto Garda e Ledro sul futuro dell’ospedale di Arco e, più in generale, sull’organizzazione della sanità territoriale. Nel mirino del movimento civico trentino finiscono le recenti dichiarazioni dell’assessore provinciale alla salute, Mario Tonina, che durante un incontro del Rotary Club di Riva del Garda avrebbe indicato il presidio arcense come futuro punto di riferimento per l’ortopedia, annunciando anche l’arrivo di un robot dedicato.
Per Onda si tratta dell’ennesima promessa destinata ad alimentare aspettative senza risolvere le criticità quotidiane vissute dai cittadini. Nel comunicato, dal titolo provocatorio “La ruota della fortuna dell’ospedale di Arco“, il movimento paragona infatti il futuro del nosocomio a una ruota che, negli anni, si ferma ogni volta su una diversa specializzazione.
«Oggi la lancetta si è fermata sull’ortopedia», osserva Johnny Perugini per Onda, ricordando però che «chi arriva al Pronto Soccorso di Arco con una semplice frattura, dopo ore di attesa, viene comunque trasferito a Rovereto».
Il movimento contesta anche la strategia della progressiva centralizzazione dei servizi sanitari, giudicata poco compatibile con le caratteristiche viarie dell’Alto Garda. A sostegno della propria tesi richiama il recente episodio del traffico sulla statale Loppio-Busa, che avrebbe rallentato il trasporto di farmaci destinati ai pazienti oncologici. «Un servizio d’eccellenza non può restare appeso al bollettino del traffico di Passo San Giovanni», si legge nella nota.
Onda ripercorre quindi gli ultimi dieci anni di programmazione sanitaria, ricordando le diverse vocazioni attribuite nel tempo all’ospedale di Arco: dalla pneumologia annunciata nel 2016 dopo la chiusura del Punto nascita, fino ai successivi progetti legati a neurologia e psichiatria. Quest’ultimo settore, secondo il movimento, oggi risulterebbe di fatto ridimensionato con servizi trasferiti al centro “Le Palme”, mentre il presidio ospedaliero appare «svuotato e parzialmente demolito dai cantieri».
Nel comunicato trova spazio anche una critica alla medicina territoriale. Onda denuncia la progressiva riduzione dei medici di medicina generale, gli ambulatori accorpati e le difficoltà di accesso per anziani e persone fragili, chiedendo inoltre risposte sull’effettiva operatività della Casa della Comunità. Il riferimento è all’interrogazione presentata in Consiglio provinciale dal consigliere Filippo Degasperi, che, secondo il movimento, attende ancora riscontri.
Non manca infine un ringraziamento agli operatori sanitari, «medici, infermieri e personale che continuano a garantire il servizio pubblico nonostante le carenze del sistema», chiamati a rispondere alle esigenze di un bacino di oltre 50 mila residenti, cui si aggiungono milioni di presenze turistiche ogni anno.
Per Onda, la priorità resta quella di investire su Pronto Soccorso, Casa della Comunità, viabilità dedicata alle emergenze e mantenimento dei servizi essenziali sul territorio. «Le giunte passano, le specialità continuano a girare nella ruota della fortuna dell’ospedale di Arco. Intanto, ad aspettare ore al Pronto Soccorso o bloccati sulla Loppio-Busa, ci siamo sempre noi», conclude il movimento. (n.f.)