Olio del Garda, proposta di Amistadi: «Formazione e stage per salvare il settore»

Redazione12/09/20264min
olivicoltura lago di garda

 

L’oro verde dell’Alto Garda non ha soltanto bisogno di aiuti: ha bisogno di futuro. E il futuro, per Alessandro Amistadi, passa soprattutto dai giovani, dalla formazione e dalla capacità di rimettere al centro una cultura agricola che rischia lentamente di indebolirsi. Il consigliere comunale arcense è intervenuto sul tema dell’olivicoltura gardesana dopo lo stanziamento provinciale di 500 mila euro destinato alle aziende colpite dal crollo produttivo del 2025. Una misura che ha riaperto il confronto su un settore che, tra Arco, Riva, Tenno, Dro e le colline affacciate sul lago, non rappresenta soltanto economia agricola ma paesaggio, memoria e identità.
Nel post pubblicato sul proprio profilo social, Amistadi parte da un allarme preciso: «Ci sono problemi che si vedono arrivare da lontano e problemi che invece colpevolmente si ignorano».
Poi individua il nodo: «Che l’età media degli olivicoltori del nostro Garda sia ormai di oltre sessant’anni è evidentemente un problema grave, e potenzialmente gravissimo».

 


 

Il ragionamento si allarga quindi alla filiera: «Attorno alla produzione dell’olio gira un’intera economia, e il suo impoverimento avrebbe effetti devastanti su tutta la filiera».
Da qui anche il giudizio positivo sull’intervento provinciale: «Bene, quindi, benissimo l’interesse della Provincia autonoma a intervenire su questo problema. L’olio del Garda è troppo importante, e la sua preservazione riguarda tutte e tutti noi e la nostra comunità».
Il post ha immediatamente acceso il confronto, con commenti che hanno richiamato il tema della passione, della fatica necessaria per mantenere gli oliveti, della mosca olearia e del rischio concreto di abbandono.
Ma è nel successivo confronto con la redazione de La Busa online che Amistadi ha sviluppato in maniera più articolata la propria proposta.
«Piuttosto che dare contributi indistinti, credo davvero che sarebbe il caso di contribuire a far sviluppare nelle nostre giovani generazioni l’attaccamento alla potatura dell’olivo, collaborando con l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige».
Quindi rilancia un’idea già contenuta nel proprio programma elettorale: «Creare ad Arco un distaccamento potrebbe essere un’idea utile per sviluppare percorsi di stage per tante ragazze e tanti ragazzi che potrebbero così essere coinvolti nelle necessarie attività che ruotano attorno alla nostra olivicoltura».
Una proposta che punta direttamente al ricambio generazionale, oggi forse il vero punto debole del comparto. «Dobbiamo insomma rimboccarci le maniche e lavorare – aggiunge Amistadi alla Busa online –. L’olio del nostro Garda va tutelato e difeso, e l’età media degli olivicoltori dovrà necessariamente scendere, se vogliamo che questo importante, vitale settore abbia il futuro che merita».
In un territorio dove l’olio rappresenta da sempre uno dei simboli più riconoscibili, il tema va ben oltre il prossimo raccolto. Difendere l’olivicoltura significa difendere un paesaggio, una cultura e una parte profonda dell’identità dell’Alto Garda.
Nicola Filippi