Nel fondale del Garda matura lo Spumante di Agraria Riva

RedazioneRedazione27/06/20203min1680
I Vigili del Fuoco calano il cassone di Spumante
Riva Del Garda, Porto S. Nicolò , pRiva Del Garda, Porto S. Nic
Le operazione di immersione
Massimo Fia, direttore di Cantina Riva del Garda esce dal lago
20200627_DSC3125 RIVA IMMERSIONE BOTTIGLIE AGRARIA NEL GARDA
20200627_DSC3095 RIVA IMMERSIONE BOTTIGLIE AGRARIA NEL GARDA
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La mattina del 27 giugno 1.216 bottiglie di quello che diventerà il “Brezza Riva Riserva Blanc de Blancs” (TrentoDOC Spumante Metodo Classico) sono state collocate a 38 metri di profondità nelle acque del Lago di Garda difronte a Porto San Nicolò a Riva, dove riposeranno per dodici mesi. Una operazione effettuata da Cantina Riva del Garda che permetterà alle prestigiose bottiglie di Spumante di proseguire la loro maturazione in condizioni di temperatura, pressione e luce del tutto particolari.
“A queste profondità – spiega Furio Battelini, enologo di Cantina Riva del Garda – con una temperatura costante che oscilla in modo lento tra i 9 e i 13 gradi, in assenza di luce e rumori, le bottiglie di spumante troveranno le migliori condizioni per una lenta e incessante maturazione. Un processo di vinificazione iniziato con la pressatura soffice delle uve e solo il primo 55% della Cuvée utilizzata, proseguito un mese fa con il tiraggio e ora con la maturazione nelle profondità del Lago di Garda”.
Con una spettacolare operazione di immersione della gabbia di acciaio contenente le bottiglie da parte del Gruppo Sommozzatori di Riva del Garda, coadiuvati dai Vigili del Fuoco Volontari di Riva del Garda, è quindi iniziata la fase di maturazione delle bottiglie che rappresenteranno la punta di diamante della produzione di Cantina Riva del Garda. Si tratta di uve Chardonnay che crescono in un prezioso vigneto collocato nell’Alto Tennese e coltivato interamente in modo biologico, per una resa che non supera i 40 hl per ettaro. Quindi ci si aspetta uno spumante con perlage fine e persistente che tra dodici mesi emergerà dal profondo del lago e consumerà la sua ultima fase di maturazione per ulteriori due anni, fino alla commercializzazione come Pas Dosè.
Il dolce cullare delle correnti che a quelle profondità accarezzano le bottiglie, impedirà che al loro interno, nella importante fase di autolisi, si formino depositi e stratificazioni, in particolare dei lieviti, i quali in condizioni normali decadono. Invece, sarà proprio quel cullare perpetuo a mantenere il moto dei sedimenti all’interno delle bottiglie, i quali arricchiranno ancora di più lo spumante di profumi e struttura. In altre parole, sarà la Brezza del Lago e le sue correnti ad occuparsi e prendersi cura delle 1.216 bottiglie, in una situazione impossibile da riprodurre artificialmente.

La Busa

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