La festa dei sapori del Garda: la Sardelada con il segreto del “Sisam”

Redazione10/07/20264min
sardelada 25

 

C’è un profumo che, ogni estate, riesce a riportare indietro nel tempo intere generazioni di gardesani. È quello delle sarde di lago sulla griglia, della polenta appena versata e del “Sisam“, una ricetta antica che racconta la storia di pescatori, reti e notti trascorse sulle acque del Garda.
Sabato 11 luglio, dalle 18.30, il Parco del Brolio di Riva del Garda tornerà ad accogliere la 28ª edizione della “Sardelada”, la tradizionale sagra del pesce di lago organizzata dall’associazione Amici della Tirlindana Garda Trentino, appuntamento ormai irrinunciabile per residenti e turisti.
Ma quest’anno gli organizzatori promettono anche «succose novità». E tra le protagoniste ci sarà proprio lei: il “Sisam”, una preparazione che profuma di tradizione e che rischiava di finire dimenticata.

 


 

Il Sisam, quando bastavano pochi ingredienti
La ricetta è semplice, come tutte quelle nate dalla cucina povera. Le protagoniste sono naturalmente le sarde di lago, accompagnate da cipolla, vino bianco, aceto, alloro e pepe in grani.
Ingredienti essenziali che, sapientemente dosati, danno vita a una marinatura intensa e profumata, capace di conservare il pesce e di esaltarne tutto il sapore.
Un piatto che racconta il Garda di una volta, quando nulla veniva sprecato e la cucina nasceva dall’ingegno delle famiglie dei pescatori.

Una tradizione che arriva da lontano
Come ricordano gli Amici della Tirlindana, la Sardelada affonda le proprie radici in un’antica usanza locale.
Le barche rientravano all’alba dopo una notte di pesca sulla celebre “Tirlindana”, il vasto pianoro sommerso al centro del lago, particolarmente ricco di sardine. I pescatori accendevano il fuoco sulla riva e cuocevano il pescato appena sbarcato, condividendolo con amici e curiosi arrivati ad assistere al rientro delle reti.
Da quel momento di convivialità è nata una delle feste più amate dell’estate gardesana.
Ancora oggi la preparazione segue un rituale che inizia molto prima dell’apertura degli stand: la pesca nelle ore notturne, il lavaggio accurato del pesce alle prime luci del mattino, la pulizia manuale e infine la cottura, che richiede il lavoro di decine di volontari.

Fritte, alla griglia o in Sisam
Sabato sera i visitatori potranno scegliere tra le sarde fritte, quelle grigliate oppure il tradizionale Sisam, tutte rigorosamente accompagnate dalla classica polenta, simbolo della cucina gardesana.
Nel bicchiere non mancheranno vino bianco, prosecco, birra o acqua, per una serata che unisce sapori autentici, amicizia e identità locale.
Perché la Sardelada non è soltanto una festa gastronomica. È un pezzo di storia del Garda che continua a vivere grazie alla passione dei volontari, capaci ogni anno di trasformare un’antica ricetta di pescatori in un appuntamento che richiama centinaia di persone.
E forse è proprio questo il suo ingrediente più prezioso. Non solo il Sisam, ma il desiderio di tramandare una tradizione che sa ancora di lago, di estate e di casa.

(n.f.)