La Cucina italiana patrimonio dell’Umanità UNESCO: l’Accademia celebra cultura e territorio

Si è svolta al Ristorante Maso Palù di Brentonico la prima conviviale del 2026 della Sezione Rovereto–Alto Garda dell’Accademia Italiana della Cucina. Un appuntamento dal valore speciale, come ha sottolineato il presidente Germano Berteotti, perché ha segnato l’avvio del decimo anno di attività della sezione e, soprattutto, la celebrazione di un traguardo storico: il riconoscimento della Cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità da parte dell’UNESCO.
La cena, organizzata con cura dal Segretario Filippo Tranquillini, ha fatto da cornice a una riflessione più ampia sul significato autentico del riconoscimento UNESCO approfondito nel corso della serata dal Direttore del Centro Studi territoriale e Accademico Vittorio Rasera.
Il cuore del messaggio è chiaro: «Non sono soltanto i piatti o le ricette ad essere stati riconosciuti, ma l’intera cultura culinaria italiana», ha spiegato Berteotti. Una cultura che trova il suo minimo comune denominatore nella famiglia, nel calore umano, nell’ospitalità e nella convivialità. «È il gusto di stare insieme e di condividere la tavola ciò che rende unica la nostra cucina», ha aggiunto, richiamando valori profondamente radicati anche nel territorio trentino.
Nel suo intervento il presidente ha ripercorso le tappe che hanno condotto a questo risultato, ricordando la proposta iniziale del 2019 avanzata dalla rivista La Cucina Italiana e il ruolo fondamentale dell’Accademia Italiana della Cucina e della Fondazione Casa Artusi nel Comitato promotore. Centrale la preparazione del dossier affidata al professor Massimo Montanari, con il contributo del professor Pier Luigi Petrillo.
Il documento, intitolato “La cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale”, ha messo in luce un patrimonio gastronomico «che cambia da valle a valle, da città a città», un mosaico di tradizioni locali capace però di trovare unità nella convivialità e nella condivisione. Temi già al centro del convegno organizzato a Riva del Garda nel maggio 2022.
La candidatura ufficiale, presentata dal Governo italiano il 23 marzo 2023, ha trovato il suo compimento il 10 dicembre scorso a New Delhi con il voto unanime del Comitato intergovernativo UNESCO, preceduto dalla positiva valutazione tecnica del 10 novembre.
Un successo corale che, come ricordato citando il messaggio del Presidente nazionale Paolo Petroni, porta con sé una responsabilità accresciuta. «Come Accademici siamo chiamati a dare continuità al grande valore della Cucina italiana – ha concluso Berteotti – Una cucina regionale, legata al territorio, alle tradizioni, ai prodotti tipici e alla biodiversità, per renderla sempre più degna dell’alto riconoscimento ottenuto».
Una responsabilità che, a partire da luoghi simbolici come il Maso Palù di Brentonico, si traduce in impegno quotidiano a tutela di una cultura viva, condivisa e profondamente identitaria.
Oltre agli Accademici erano presenti alla serata anche Claudio Soini, Presidente del Consiglio Provinciale, Carla Costa, Direttrice dell’APT Rovereto, Vallagarina e Monte Baldo e il parroco di Brentonico don Daniele Laghi.

























