Esposto sul centro equestre a Pratosaiano d’Arco, Calzà respinge le accuse

Redazione04/06/20263min
PERFORMANCE HORSES CENTRO IPPICO CALZà ARCO (2)


 

La vicenda che coinvolge Romano Calzà, imprenditore agricolo e presidente di Coldiretti Alto Garda, è esplosa nelle ultime ore e sta tenendo banco ad Arco. Al centro dell’attenzione c’è un esposto presentato nei mesi scorsi agli uffici comunali, all’Appa, al Servizio Agricoltura della Provincia e successivamente trasmesso anche alla Procura della Repubblica di Rovereto, relativo ad alcune opere e attività svolte all’interno del compendio agricolo di proprietà della famiglia Calzà in località Fibbie, a Pratosaiano.

 

 

L’esposto solleva una serie di contestazioni che riguardano principalmente l’utilizzo di strutture autorizzate per finalità agricole e che, secondo i segnalanti, sarebbero state impiegate anche per attività equestri, sportive e ricreative. Tra gli aspetti segnalati figurano la presenza di box per animali, la gestione delle deiezioni, l’utilizzo di alcune strutture esistenti e lo svolgimento di attività aperte al pubblico.
A seguito della segnalazione sono stati effettuati diversi controlli da parte degli enti competenti. Da quanto emerso, le verifiche ambientali e relative all’attività zootecnica non avrebbero evidenziato particolari criticità. Diverso invece il quadro sul fronte urbanistico-edilizio, dove sarebbero state rilevate alcune difformità che hanno portato all’emissione di un’ordinanza di ripristino e all’avvio di una pratica di sanatoria, tuttora in fase istruttoria presso il Comune di Arco.
Calzà, dal canto suo, respinge con decisione le accuse più pesanti e sostiene che la situazione sia stata ampiamente verificata dagli organi competenti. Secondo la sua ricostruzione, le contestazioni riguarderebbero aspetti limitati e in parte già risolti attraverso la rimozione di alcune strutture e l’adeguamento di quanto richiesto dagli uffici.
Il presidente di Coldiretti Alto Garda ritiene inoltre che la vicenda non possa essere letta esclusivamente sotto il profilo tecnico-amministrativo. A suo giudizio, infatti, l’esposto sarebbe maturato all’interno di un contesto di tensioni e contrapposizioni sviluppatesi negli ultimi anni attorno a temi agricoli e urbanistici particolarmente sensibili per il territorio arcense.
Calzà si dichiara comunque tranquillo rispetto all’esito degli accertamenti e sottolinea come le attività agricole, didattiche ed equestri svolte nell’area siano state oggetto di verifiche da parte degli enti preposti. Nel frattempo prosegue l’iter amministrativo per definire le difformità riscontrate e chiarire definitivamente la posizione dell’azienda.
La vicenda resta quindi aperta e potrebbe conoscere ulteriori sviluppi nelle prossime settimane, sia sul piano amministrativo sia sotto il profilo degli accertamenti già avviati dagli enti coinvolti.