Arco, quasi 400 adesioni ai Patti digitali: famiglie unite per proteggere i ragazzi dai rischi dei social

Quasi quattrocento adesioni in pochi mesi e una comunità che comincia a fare squadra per affrontare una delle sfide educative più delicate del nostro tempo: il rapporto tra bambini, adolescenti e nuove tecnologie. I Patti digitali promossi dal Comune di Arco si avvicinano alla soglia delle 400 sottoscrizioni, un risultato accolto con grande soddisfazione dall’assessore Mattia Mascher, titolare delle deleghe alle politiche giovanili e sociali, formazione, istruzione e prima infanzia nella Giunta guidata dalla sindaca Arianna Fiorio. Una crescita significativa rispetto alle 300 adesioni annunciate a settembre, che conferma l’interesse delle famiglie per un percorso educativo condiviso.
La novità, comunicata dallo stesso Mascher alla redazione de La Busa online, arriva all’indomani dell’incontro con Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e autore di numerosi libri dedicati all’educazione, che al Cantiere 26 ha richiamato oltre un centinaio di genitori.
Smartphone e social, i rischi di un accesso troppo precoce
«Ringraziamo Alberto Pellai per la preziosa serata di confronto con più di un centinaio di genitori presenti», commenta Mascher, sottolineando l’importanza di un’iniziativa che ha affrontato le conseguenze dell’utilizzo precoce e non regolato delle tecnologie digitali.
Al centro della riflessione, i possibili effetti sul benessere psicologico dei più giovani, dall’attenzione alla qualità delle relazioni, fino ai problemi legati all’ansia e all’immagine di sé.
Particolare attenzione è stata dedicata ai social network, soprattutto Instagram e TikTok, e alla continua esposizione a modelli estetici spesso irrealistici.
L’assessore richiama il fenomeno delle giovanissime influencer, delle routine di bellezza e della cosiddetta skincare, che possono alimentare confronti con immagini artificialmente perfezionate.
Preoccupazioni che trovano riscontro nel dibattito scientifico, pur richiedendo di distinguere le associazioni statistiche dai rapporti diretti di causa ed effetto.
Due regole condivise: smartphone a 14 anni, social a 16
Il cuore del progetto è rappresentato dai Patti digitali, accordi volontari attraverso i quali famiglie, scuole e realtà educative condividono comportamenti e regole comuni.
Due indicazioni vengono considerate fondamentali: niente smartphone personale prima dei 14 anni e niente social prima dei 16. «Se iniziamo a crederci e a diffondere queste semplici barriere di protezione in tutta la comunità educante, non è un obiettivo irraggiungibile», osserva Mascher.
L’obiettivo non è demonizzare la tecnologia, ma accompagnare bambini e adolescenti verso un utilizzo più consapevole, riducendo quella pressione sociale che spesso porta i genitori ad anticipare la consegna del primo smartphone per timore di escludere i figli dal gruppo dei coetanei.
Un progetto che coinvolge tutto l’Alto Garda
Il percorso, avviato ad Arco, sta coinvolgendo progressivamente anche le altre amministrazioni del territorio. L’assessore Mascher ringrazia il Distretto famiglia Alto Garda, la cooperativa Eliodoro, il gruppo Giovani Arco e le amministrazioni che hanno aderito all’iniziativa. Il programma di incontri proseguirà a Dro e presso la Comunità Alto Garda e Ledro, con appuntamenti che registrano già un’elevata partecipazione. Restano inoltre disponibili posti per la lectio magistralis online della professoressa Daniela Lucangeli, in programma il 19 gennaio 2027.
Intanto il numero delle sottoscrizioni continua a crescere. Un segnale incoraggiante per un progetto che punta a trasformare una preoccupazione condivisa in un impegno collettivo.
Perché educare all’uso del digitale, come ricorda il percorso promosso dal Comune, non può essere una responsabilità lasciata soltanto alle singole famiglie: serve un’intera comunità.
Il Patto digitale di Arco può essere letto e sottoscritto all’indirizzo https://pattidigitali.it/arco/.
(n.f.)










