Nuovo parcheggio di Caneve, la sindaca: «Le opere pubbliche sono una cosa seria, basta rendering non reali»

Il Consiglio comunale ha deciso, ma la battaglia politica sul parcheggio di Caneve è tutt’altro che conclusa. Anzi, sotto la rupe del Castello di Arco lo scontro si accende ulteriormente. A prendere posizione, questa volta, è direttamente la sindaca Arianna Fiorio, che domenica 1° novembre ha affidato ai social una lunga e articolata difesa del progetto sostenuto dalla sua Amministrazione. Con una premessa che suona anche come un richiamo agli oppositori: «Le opere pubbliche sono una cosa seria. Anche il confronto lo dovrebbe essere».
L’intervento arriva dopo la combattuta seduta consiliare del 28 ottobre, conclusa con 13 voti favorevoli e sette contrari. Approvato il Documento di indirizzo alla progettazione del parcheggio «Alla Sarca», respinti dieci ordini del giorno delle minoranze. Una scelta che conferma l’orientamento verso la soluzione sopraelevata, con un investimento previsto di circa 6,6 milioni di euro.
Il progetto contempla 245 posti auto, otto stalli per autobus, spazi per camper e biciclette, distribuiti in tre aree funzionali. Una struttura destinata, nelle intenzioni della Giunta, ad alleggerire la pressione automobilistica sul centro storico.
Fiorio ricorda che l’area di Caneve è individuata da anni come parcheggio strategico e che l’intervento si inserisce nel percorso del Piano urbano della mobilità sostenibile, approvato nel 2023. Rispetto alle ipotesi della precedente Amministrazione, è stata eliminata la nuova stazione delle corriere. Meglio, sostiene la sindaca, recuperare l’edificio esistente e limitare il consumo di suolo.
Il bersaglio principale della sua riflessione sono però le alternative progettuali circolate nelle ultime settimane, in particolare quella sostenuta da Roberto Malfer e Dave Michelotti, promotori della petizione contro il sopraelevato. Dopo la raccolta di oltre 400 firme, i due hanno rilanciato l’idea di un parcheggio interrato su due livelli, capace, secondo le loro stime, di ospitare fino a 400 automobili, con un parco pubblico in superficie.
Fiorio contesta soprattutto il metodo utilizzato per presentare queste ipotesi, accompagnate da rappresentazioni elaborate con l’intelligenza artificiale. «Non basta chiedere a ChatGPT di disegnare un sottopasso al ponte o un parcheggio interrato, magari circondato da fiori e bambini, per avere una soluzione tecnica ed economicamente sostenibile», osserva.
La sindaca elenca quindi le criticità di un’opera sotterranea: costi di costruzione più elevati, presenza della falda acquifera, impermeabilizzazioni, ventilazione, illuminazione, impianti antincendio, vie di fuga e maggiori oneri di manutenzione. Senza dimenticare i rischi di infiltrazioni e allagamenti, la complessità del cantiere e la scarsa reversibilità della struttura. Questioni che, sottolinea, richiedono valutazioni tecniche approfondite, non semplici simulazioni grafiche.
Resta tuttavia aperto il nodo politico. Le opposizioni contestano soprattutto la mancata comparazione pubblica dei costi e dei benefici delle diverse soluzioni. Malfer e Michelotti denunciano lo scarso ascolto riservato ai firmatari e ritengono l’interrato meno impattante sul paesaggio. La Giunta, invece, rivendica la coerenza della propria scelta con la pianificazione comunale.
Fiorio non esclude il confronto, ma pretende che si fondi su documenti e argomentazioni concrete. E, richiamando una precedente provocazione dei contestatori, conclude: «Le idee sono benvenute e le critiche sono necessarie. Ma amministrare, e confrontarsi con chi amministra, richiede serietà e possibilmente educazione, perciò i muli lasciamoli in pace».
Nel mese di novembre sono annunciati almeno due incontri pubblici, durante i quali anche i promotori della petizione potranno illustrare le proprie ragioni.
Il voto consiliare ha indicato la direzione, non ha ancora approvato un progetto esecutivo. E il confronto sul futuro di Caneve, tra esigenze di mobilità, costi e tutela del paesaggio, resta aperto. (n.f.)










