Parcheggio Caneve, Campobase rilancia: «L’interrato costa meno»

Redazione27/10/20264min
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Un parcheggio interrato da 272 posti auto, senza espropri e con un costo inferiore stimato in circa 850 mila euro rispetto alla soluzione sopraelevata prevista dal Comune. È questa l’alternativa che il gruppo consiliare Campobase propone per il futuro parcheggio di Caneve, ad Arco, chiedendo all’Amministrazione comunale di valutarne concretamente la fattibilità prima di procedere con il progetto già individuato.

 



 

«Non sosteniamo che l’interrato sia già la soluzione migliore – precisano i consiglieri di Campobase – Diciamo che oggi c’è un’alternativa concreta: 272 posti previsti, nessun esproprio e un quadro economico che, nelle stime disponibili, è inferiore a quello del sopraelevato».
La proposta, accompagnata da elaborati progettuali e da un quadro economico preliminare, prevede la realizzazione di un piano interrato a 3,40 metri di profondità capace di ospitare 152 automobili, mantenendo altri 120 posti in superficie. Complessivamente 27 stalli in più rispetto ai 245 richiesti dal Documento di indirizzo alla progettazione comunale.
La differenza più significativa riguarda l’utilizzo del suolo, argomento tanto caro alla Giunta Fiorio. L’intervento proposto da Campobase rimarrebbe interamente all’interno dell’attuale parcheggio pubblico, che occupa circa 5.886 metri quadrati, mentre la soluzione sopraelevata comporterebbe l’acquisizione di circa 3.400 metri quadrati di terreni privati.
«Il progetto utilizza il terreno su cui il parcheggio esiste già – sottolinea Campobase – Sono elementi sufficienti per chiedere una verifica seria, non un semplice rinvio».
Anche il confronto economico merita attenzione. Il progetto comunale prevede una spesa complessiva di 6,6 milioni di euro, forse un po’ troppo per un sopraelevato in metallo, mentre l’alternativa interrata presenta una stima di 5.749.346 euro comprensiva di lavori, spese tecniche, imprevisti e IVA. Una differenza di oltre 850 mila euro che, tuttavia, dovrà essere confermata attraverso verifiche tecniche e un confronto dettagliato delle singole voci di spesa.
Un altro aspetto riguarda la presenza della falda acquifera. Secondo le certificazioni provinciali richiamate nella proposta questa si troverebbe indicativamente a 12 metri di profondità, ben al di sotto del piano interrato previsto. Un elemento favorevole, che necessita comunque di specifiche indagini geologiche e idrogeologiche.
Campobase richiama inoltre l’attenzione sull’impatto paesaggistico della struttura sopraelevata, considerando la vicinanza al fiume Sarca e la visibilità dell’area dal Castello di Arco. Chiede quindi che entrambe le soluzioni siano confrontate anche sotto il profilo ambientale, della sicurezza e dei futuri costi di gestione.
Non manca il riferimento alla petizione sottoscritta da oltre 400 cittadini contrari alla soluzione sopraelevata che chiedono di valutare alternative meno impattanti. «Le oltre 400 firme meritano una risposta», sostiene il gruppo, sollecitando un confronto pubblico con i promotori e i firmatari.
La questione riguarda infine il futuro ruolo di Caneve come nodo della mobilità, anche in relazione ai collegamenti con il polo culturale dell’ex Quisisana.
«Questo parcheggio – conclude Campobase – deve essere costruito con una visione a lungo termine, tenendo conto che si trova in una posizione strategica di partenza per le ciclabili della zona, specialmente quando sarà ultimata la ciclovia. Se le verifiche daranno esito positivo vogliamo che questa proposta possa diventare un’opera, non restare un’ipotesi scartata in partenza».