Loppio-Busa, l’UF4 è ancora da definire: tre milioni per via Aldo Moro, Calzà (PD) chiede un confronto
La Loppio-Busa avanza, ma il completamento della nuova viabilità dell’Alto Garda presenta ancora importanti interrogativi. Mentre l’attenzione è concentrata sull’UF3 e sulle conseguenze che l’apertura del collegamento potrà avere sul traffico di Arco e dell’Oltresarca, per l’UF4, il tratto destinato a completare il sistema viario verso via Sabbioni e via Aldo Moro, non risulta ancora definita una soluzione progettuale definitiva. È questo il dato principale che emerge dalla risposta della Giunta provinciale a un’interrogazione della consigliera del Partito Democratico Michela Calzà, già vicesindaca del Comune di Dro.
La risposta arriva a oltre due anni dall’interrogazione presentata il 17 agosto 2024. Un intervallo significativo, soprattutto considerando l’importanza strategica dell’opera per la mobilità dell’intero Alto Garda.
Lo studio viabilistico relativo all’UF4 risulta ancora in fase di completamento. Le diverse alternative dovranno essere valutate prima di individuare la soluzione da sviluppare. Soltanto successivamente sarà possibile definire con maggiore precisione i costi e le successive fasi della progettazione.
Un elemento concreto riguarda invece via Aldo Moro, per la quale vengono confermati tre milioni di euro destinati a un primo intervento di messa in sicurezza, con particolare attenzione alla mobilità pedonale e ciclabile. Si tratta di un intervento distinto dalla realizzazione complessiva dell’UF4, che resta ancora da definire.
La questione riguarda soprattutto il coordinamento fra le opere. L’UF3 è destinata a modificare la distribuzione dei veicoli in ingresso nella Busa e resta da chiarire come la viabilità esistente potrà assorbire i nuovi flussi prima del completamento degli ulteriori collegamenti.
Su questo punto Calzà invita a superare una programmazione per singoli interventi, considerando insieme Loppio-Busa, variante di Torbole, variante di San Giorgio, collegamenti ciclabili e trasporto pubblico. «È il momento di fermarsi e aprire un confronto vero, non per bloccare le opere, ma per evitare che scelte parziali o affrettate producano conseguenze difficili da gestire nel tempo», afferma la consigliera provinciale dem.
La posizione della Provincia, per quanto emerge dalla risposta, è che le alternative siano ancora al vaglio dell’amministrazione comunale di Arco e che la definizione dei successivi passaggi dipenda anche dalla scelta di una soluzione condivisa. Non si tratta quindi di un abbandono dell’UF4, ma di un percorso progettuale ancora aperto.
Calzà chiede che il confronto coinvolga, oltre alla Provincia e al Comune, la Comunità Alto Garda e Ledro e le categorie economiche, per valutare gli effetti delle diverse soluzioni sulla sicurezza, sulla mobilità e sulla qualità della vita dei residenti.
La novità, dunque, è duplice: tre milioni già programmati per la sicurezza di via Aldo Moro, ma nessuna soluzione definitiva ancora individuata per l’intera UF4. E, mentre si avvicinano le prossime fasi della Loppio-Busa, resta aperta una domanda fondamentale per il territorio: come evitare che il miglioramento di un collegamento finisca per trasferire le criticità del traffico sulle strade di Arco?
(n.f.)









