Variante agricola di Arco: 510 emendamenti, maratona in Consiglio

Redazione12/10/20265min
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Una variante urbanistica che divide la politica, 510 emendamenti e una seduta fiume. Si è aperto in un clima di forte contrapposizione il Consiglio comunale di Arco chiamato a discutere la contestata variante per la tutela dei terreni agricoli voluta dall’Amministrazione della sindaca Arianna Fiorio. La seduta, convocata alle 19 di lunedì 12 ottobre nella sala consiliare del Casinò municipale, ha messo a confronto due esigenze: salvaguardare il territorio dall’espansione edilizia e garantire opportunità alle imprese agricole e alle famiglie residenti nelle campagne.
Sul tavolo c’è la prima adozione della variante al Piano regolatore generale, pensata per contenere le possibilità edificatorie anche alla luce delle recenti disposizioni provinciali sugli agriturismi, che deve essere approvata entro oggi.

 



 

510 emendamenti, confronto ad alta tensione
Gli emendamenti predisposti per contrastare il provvedimento sono 510, un numero che prospetta una discussione inevitabilmente lunga. Per questo la maggioranza ha messo in votazione, con approvazione del Consiglio ma forti critiche da parte delle opposizioni, due variazioni che accorciano i tempi: la durata di un minuto anziché 5 per la presentazione di ogni emendamento e la votazione per alzata di mano.
Il Consiglio è infatti convocato per una sola serata, senza una prosecuzione già programmata per martedì a causa della concomitanza di un evento sportivo, e l’approvazione deve avvenire entro il Consiglio odierno. Nel momento in cui scriviamo il Consiglio Comunale è ancora in corso e, secondo i calcoli, la votazione per gli emendamenti si protrarrà fino a tarda notte.

Nicola Cattoi, ex assessore e oggi consigliere di opposizione per Campobase, ha espresso perplessità su una variante «seppur condivisibile nei principi». «Causa il poco coinvolgimento, la frettolosità e le criticità rilevate, faremo valere la nostra posizione come minoranze», ha spiegato Cattoi.

Coldiretti: «Fermare le speculazioni, tutelare le vere aziende»
Tra le posizioni più articolate emerse in questi giorni quella di Coldiretti Alto Garda e Ledro. Il presidente Romano Calzà condivide l’obiettivo di contrastare le speculazioni edilizie, ma chiede modifiche per non penalizzare le imprese agricole professionali. «È essenziale distinguere tra speculatori e veri agricoltori», sottolinea Calzà.
Le richieste riguardano il mantenimento della soglia di due ettari, conteggiando anche terreni nei Comuni limitrofi, del lotto minimo di 3.000 metri quadrati per le strutture di servizio e della possibilità di realizzare interrati fino a 500 metri quadrati. Coldiretti chiede inoltre di salvaguardare l’utilizzo del 30% della superficie utile netta delle strutture esistenti per attività connesse all’agricoltura.
Perplessità riguardano anche la mappatura dei nuovi Ambiti Agricoli Identitari, dove sono previste limitazioni particolarmente severe.

Andreasi: il problema delle case e delle famiglie
Sul fronte politico, Gabriele Andreasi, consigliere comunale del PD, chiede di rinviare la variante, contestando soprattutto le conseguenze per le abitazioni già esistenti nelle aree agricole.
Secondo Andreasi, le nuove norme eliminerebbero anche possibilità di ampliamento del 20%, con ricadute sulle famiglie che intendono ricavare spazi abitativi per i figli. Critiche anche all’inasprimento dei requisiti per i centri aziendali e alle limitazioni sugli agriturismi. Si tratta di effetti prospettati dal consigliere, da verificare nel dettaglio delle norme urbanistiche.

Fucina Comune: «Ancora un no ai cittadini»
Sulla stessa linea critica interviene Arco Fucina Comune, che denuncia il rischio di penalizzare giovani agricoltori e residenti. «Le regole devono essere ragionevoli: non possono trasformarsi in ostacoli insormontabili per chi vuole lavorare, investire, ampliare la propria abitazione o costruire il proprio futuro ad Arco», sostiene il movimento.

Una variante che viene da lontano
Il percorso era stato avviato nella primavera scorsa. L’amministrazione Fiorio punta a proteggere le campagne arcensi dalla pressione edilizia e turistica, introducendo maggiori tutele per le aree di particolare valore paesaggistico. Nel dibattito sono intervenuti anche i consiglieri provinciali PD Michela Calzà e Alessio Manica, richiamando le criticità delle norme provinciali che ampliano le possibilità edificatorie e demandano ai Comuni eventuali restrizioni.
Tra difesa del suolo agricolo, sviluppo economico e necessità abitative, il confronto resta aperto. E la prima adozione, qualora approvata, rappresenterebbe soltanto una tappa del percorso urbanistico.

(nf)