Lago di Garda, l’allarme del WWF: «Il gambero rosso minaccia la biodiversità»

Un invasore silenzioso, armato di potenti chele, sta conquistando i piccoli corsi d’acqua del lago di Garda, mettendo a rischio pesci, anfibi, vegetazione acquatica e persino la stabilità degli argini. È il gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii), una specie esotica invasiva la cui diffusione preoccupa sempre più gli ambientalisti. A lanciare un nuovo allarme è il WWF Bergamo Brescia, che documenta attraverso un video la situazione nelle zone umide del medio e basso Garda, dove l’arrivo dell’autunno e delle piogge favorisce gli spostamenti e la colonizzazione di nuovi ambienti.
«In quel punto, un tempo, c’era la frega dei pesci. Oggi restano solo loro», denuncia l’associazione, mostrando un corso d’acqua apparentemente tranquillo, ma profondamente trasformato dalla presenza dei crostacei.
Un predatore che altera gli equilibri naturali
Originario del Nord America, il gambero rosso è particolarmente resistente, prolifico e adattabile. Si nutre di larve, uova, piccoli pesci, invertebrati e vegetazione sommersa, impoverendo gli habitat e compromettendo le condizioni necessarie alla riproduzione delle specie acquatiche. Con i terreni umidi, inoltre, può spostarsi fuori dall’acqua, raggiungendo fossi, stagni e aree allagate. Ma il problema non riguarda soltanto la biodiversità. Le gallerie scavate nelle sponde possono indebolire gli argini e danneggiare le opere di regimazione idraulica, creando ulteriori criticità nella gestione dei corsi d’acqua.
A rischio anche il gambero autoctono
Particolarmente grave è la minaccia per il gambero di fiume autoctono (Austropotamobius pallipes), già in declino. Il gambero rosso può infatti trasmettere la cosiddetta peste del gambero, una malattia capace di provocare elevata mortalità nelle popolazioni native.
Il WWF Bergamo Brescia sta conducendo un monitoraggio delle zone umide gardesane per documentare l’avanzata della specie e sostenere gli interventi di contenimento.
L’associazione ricorda che il gambero rosso è inserito nell’elenco europeo delle specie invasive di rilevanza unionale e che sono vietati, tra l’altro, allevamento, trasporto e rilascio in natura, salvo specifiche deroghe previste dalla normativa.
L’appello ai cittadini è chiaro: non liberare animali esotici negli ambienti acquatici, pulire accuratamente stivali e attrezzature utilizzati nei corsi d’acqua e segnalare nuove presenze agli enti competenti. «Una zona umida compromessa recupera con enorme difficoltà. Agire adesso significa evitare perdite che poi non si riparano», conclude il WWF.
(nf)










