All’Ospedale Arco nuove tecnologie per le patologie urologiche

Più servizi vicino a casa, meno spostamenti fuori provincia e percorsi di cura sempre più sicuri e accurati. L’ospedale di Arco potenzia l’assistenza in ambito urologico con l’avvio di due nuove attività specialistiche: la litotrissia extracorporea a onde d’urto (ESWL) per il trattamento dei calcoli urinari e le biopsie prostatiche transperineali ecoguidate, dedicate alla diagnosi delle patologie della prostata ed effettuate grazie all’acquisizione di un ecografo ad alta definizione di ultima generazione.
La nuova attività attivata ad Arco consente di trattare la calcolosi urinaria in regime ambulatoriale mediante onde d’urto generate all’esterno del corpo e focalizzate sul calcolo. I frammenti ottenuti vengono poi eliminati per via naturale, evitando procedure chirurgiche invasive e garantendo efficacia, ridotta invasività e tempi di recupero brevi. L’introduzione di questa tecnologia consente ad Asuit di completare l’intero percorso assistenziale per la calcolosi, affiancando l’ESWL alle terapie mediche e alle tecniche endoscopiche mini-invasive già disponibili. La presenza di questo servizio sul territorio permette inoltre di ridurre drasticamente la mobilità passiva verso l’ospedale di Bolzano, finora principale punto di riferimento per la litotrissia extracorporea, evitando ai pazienti continui spostamenti fuori provincia.
La gestione della calcolosi urinaria rappresenta una sfida di primaria importanza nella pratica urologica quotidiana. Si tratta infatti di una delle patologie più frequenti in ambito urologico, caratterizzata dalla formazione di calcoli all’interno delle vie urinarie, prevalentemente a livello di reni e ureteri. La malattia, oltre a incidere pesantemente sulla qualità di vita dei pazienti, costituisce una delle principali cause di accesso al Pronto soccorso. In Italia si stima una prevalenza tra il 6% e il 9% della popolazione (con circa 100.000 casi all’anno e un rischio nell’arco della vita che può raggiungere il 12%), mentre in Trentino il dato è ancora più rilevante, con una prevalenza che tocca il 15%. A ciò si aggiunge un’elevata tendenza alle recidive: circa la metà dei pazienti sviluppa infatti un nuovo episodio entro 5-10 anni dal primo evento. Un trend in crescita legato a modificazioni delle abitudini alimentari, stili di vita sedentari, sovrappeso e ridotto apporto idrico, che rende indispensabile disporre sul territorio di un adeguato percorso di prevenzione, follow-up e trattamenti moderni e poco invasivi.
Parallelamente, l’acquisizione del nuovo ecografo ad alta definizione rafforza in modo determinante il percorso dedicato alla diagnosi precoce del tumore della prostata. La nuova apparecchiatura permette infatti di eseguire biopsie prostatiche ecoguidate mediante la tecnica transperineale, un approccio avanzato che assicura una migliore identificazione e un campionamento più preciso delle aree sospette. Rispetto ai metodi tradizionali, la via transperineale consente di raggiungere con elevata accuratezza tutte le regioni ghiandolari e riduce in modo significativo il rischio di complicanze infettive, offrendo standard diagnostici elevati e una maggiore sicurezza per il paziente.









