Dalla vecchia cava all’energia pulita: il futuro del Piscolo passa dal fotovoltaico

Da storica cava di argilla a grande area per la produzione di energia solare. Il futuro del Piscolo, al confine tra i territori di Arco, Riva del Garda e Tenno, è stato al centro di un sopralluogo effettuato dalla III Commissione permanente del Consiglio provinciale.
Il progetto, del valore superiore ai 5 milioni di euro, è portato avanti dall’imprenditore arcense Lucio Carli e prevede il riempimento dei vuoti lasciati dalla vecchia attività estrattiva, la messa in sicurezza del versante e successivamente la realizzazione di un parco fotovoltaico. La Commissione è stata accolta nella sede di Varignano, all’indomani della conferenza dei servizi provinciale che potrebbe portare a conclusione il complesso iter autorizzativo.
I tempi previsti per il riempimento sono di tre-quattro anni. La cava nacque nel primo dopoguerra per l’estrazione dell’argilla, passò negli anni Sessanta all’imprenditore Mandelli e successivamente al gruppo Buzzi, prima di essere acquistata da Carli nel 2017. Nel 2001 il sito fu interessato da una grossa frana interna. Ora la Perini Scavi srl punta a una completa messa in sicurezza del versante.
Una volta completato il recupero, l’impianto dovrebbe essere in grado di produrre una quantità di energia elettrica pulita paragonabile a un quarto dell’intero consumo di Arco. Il progetto prevede un sistema di drenaggio delle acque, un profilo ondulato del nuovo versante con pendenza massima di 21 gradi e reti di contenimento nella parte superiore. La porzione situata nel territorio di Riva sarà destinata a olivaia, mentre sul versante arcense troveranno posto i pannelli fotovoltaici, collegati alla rete della Comunità energetica del Bim del Sarca.
Uno dei nodi più delicati riguarda però il materiale destinato al riempimento. Una parte arriverà dal grande scavo del bypass ferroviario di Trento. Carli ha assicurato che verrà utilizzato esclusivamente materiale certificato di colonna A e quindi non pericoloso.
C’è poi il problema del traffico pesante. Secondo quanto illustrato durante il sopralluogo, attraverso la strettoia in prossimità delle abitazioni di Ceole transiteranno 40 camion al giorno, sei giorni alla settimana, per quattro anni. Una prospettiva che preoccupa residenti e attivisti del Coordinamento ambiente locale, presenti durante la visita. L’imprenditore ha assicurato che i mezzi saranno lavati prima di lasciare la cava e che saranno adottate misure per ridurne l’impatto.
Resta infine la questione paesaggistica. I rendering presentati alla Commissione mostrano come il vallo-tomo previsto a valle dovrebbe nascondere alla vista buona parte dei pannelli. La presidente Vanessa Masè ha sottolineato le opportunità legate al recupero di un’area problematica, evidenziando al tempo stesso l’importanza delle opere di mitigazione, della messa in sicurezza e del confronto con i tecnici provinciali.












