Teatro di Arco, aperto il concorso per un’opera d’arte

Dopo gli scavi, l’acqua, gli imprevisti e una gestazione lunga e complessa, il nuovo teatro ipogeo di Arco comincia finalmente a pensare anche alla propria anima. Mentre il cantiere dell’area ex Quisisana entra nella delicata fase delle finiture e degli allestimenti, arriva un nuovo tassello: il Comune ha aperto un concorso per realizzare un’opera d’arte destinata ad arricchire e qualificare il futuro teatro. Il bando, approvato con la determinazione dirigenziale numero 394 del 20 agosto, firmata dal dirigente dell’Area tecnica Carmelo Capizzi, mette a disposizione 15 mila euro. Le proposte dovranno arrivare entro le ore 12 del 3 novembre 2026.
È l’ultimo capitolo di una delle opere pubbliche più attese e travagliate di Arco.
Nato come auditorium seminterrato e successivamente trasformato in vero teatro, l’edificio è caratterizzato dalla grande copertura verde, pensata per richiamare l’antica destinazione dell’area, e dalla scenografica “lama” di vetro, collegata alla “spina tecnica” che mette in relazione i diversi edifici del complesso e ospita anche gli elementi tecnici della macchina scenica.
Negli anni il cantiere ha dovuto fare i conti anche con problemi importanti, a partire dalle infiltrazioni d’acqua nella parte più bassa della struttura. Ora, però, gli atti dell’estate raccontano un’opera che si sta progressivamente spostando verso arredi, finiture, scenotecnica, impianti, collaudi e futura fruibilità.
Tre spazi per lasciare un segno
Particolarmente interessante è la libertà lasciata agli artisti. Il tema è libero, purché dialoghi con la natura teatrale dell’edificio, e sono state individuate tre possibili collocazioni.
La prima interessa le gradonate esterne, con un elemento capace di guardare idealmente verso l’asse ottocentesco della città; la seconda è la vasca d’acqua vicino all’ingresso; la terza, forse la più suggestiva, riguarda la sommità interna della lama di vetro. Qui il bando apre anche alle nuove tecnologie e alle videoproiezioni, immaginando una forma di “arte immateriale” visibile nelle ore serali.
Potranno partecipare artisti italiani e stranieri, singolarmente oppure in gruppo.
La commissione sarà presieduta dall’assessore alla Cultura e Opere pubbliche Massimiliano Floriani e comprenderà l’architetto Federico Rosa, Tessa Battisti e Gabriele Salvaterra.
Qualità artistica, originalità, rapporto con l’architettura, sicurezza e qualità realizzativa saranno i criteri della selezione. Il vincitore avrà poi 90 giorni dalla stipula del contratto per completare e installare l’opera.
Un dettaglio, certo, rispetto alla lunga e complessa storia del teatro. Ma anche un segnale: dopo aver costruito lo spazio, Arco comincia a immaginare ciò che dovrà renderlo riconoscibile, vivo e finalmente parte della città.
(n.f.)










