Casinò di Arco, bufera sul contributo GSE non richiesto da AMSA

Redazione23/08/20263min
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Un Consiglio comunale convocato d’urgenza, un investimento da quasi quattro milioni di euro e un contributo atteso da circa 2,25 milioni. Ma soprattutto una domanda che, quattro mesi dopo, risulta non essere mai partita. Si apre un nuovo e delicato capitolo sulla riqualificazione energetica del Casinò municipale di Arco: i consiglieri Nicola Cattoi (Campobase), Dario Ioppi e Gabriele Andreasi (PD) hanno depositato un’interrogazione che chiama direttamente in causa l’Amministrazione comunale e il rapporto di controllo con AMSA.
La vicenda parte dal 9 aprile quando il Consiglio venne convocato in seduta straordinaria per aggiornare gli strumenti programmatori di AMSA. Negli atti l’urgenza era collegata alla possibilità di presentare dal 13 aprile la richiesta al GSE per accedere al Conto Termico 3.0. Il progetto valeva circa 3,9 milioni di euro, con un incentivo previsto di 2,25 milioni. Il Consiglio approvò all’unanimità, 19 voti su 19.

 



 

La pratica caricata, ma mai trasmessa
Il punto di svolta arriva dall’accesso agli atti dei consiglieri. Con una nota del 14 agosto, AMSA ha comunicato che la pratica era stata compilata il 20 aprile e caricata sul portale, ma mai trasmessa al GSE: nessun protocollo, nessuna istruttoria e dunque nessun procedimento avviato.
La ragione indicata è tecnica: AMSA aveva individuato come modalità di accesso la prenotazione dell’incentivo, ma questa non risultava disponibile sul sistema informatico del GSE.
Ed è proprio qui che l’interrogazione diventa politica. Il 28 luglio, durante il Question Time, Cattoi aveva chiesto alla sindaca Arianna Fiorio lo stato della pratica, ricevendo come risposta che non ne era a conoscenza e si sarebbe informata. «Questo è il punto politico più grave», sostengono i consiglieri: se AMSA non aveva informato il Comune, osservano, si porrebbe un problema nel controllo esercitato sull’unica società interamente partecipata; se invece l’amministrazione era stata informata, chiedono perché Consiglio e cittadinanza non siano stati aggiornati.

«Servono date, documenti e responsabilità»
L’interrogazione pone cinque blocchi di domande: presupposti tecnici dell’urgenza, comunicazioni tra AMSA e Comune, informazioni fornite alla cittadinanza, costi e tenuta del cronoprogramma, fino alle responsabilità. Sul tavolo finisce anche il futuro del bar del Casinò, chiuso dal maggio 2025, la cui riapertura era collegata alla riqualificazione dell’edificio.
La domanda conclusiva dei tre consiglieri è semplice quanto pesante: chi verificò, prima di convocare d’urgenza il Consiglio, che dal 13 aprile fosse realmente possibile presentare la pratica?
«Un Consiglio comunale può anche essere convocato d’urgenza – concludono – Ma prima bisognerebbe almeno essere certi che l’urgenza esista davvero».