Maxi intervento sull’acquedotto di Riva, Mascaro: «Non effetti scenici, ma opere necessarie»

Non tutte le opere sono destinate a cambiare il volto di una città. Alcune corrono sotto le strade, lontano dagli occhi, ma incidono direttamente sulla qualità della vita e sul futuro di una comunità. Loredana Mascaro, consigliera comunale di Campobase–Noi per Riva e presidente della Commissione Mobilità e Ambiente, parte proprio da qui per commentare l’approvazione del progetto esecutivo per il rifacimento di un importante tratto dell’acquedotto di Riva del Garda. «Ci sono opere che cercano visibilità e opere che invece sono necessarie. Il progetto di rifacimento dell’acquedotto lungo via Ardaro appartiene pienamente a questa seconda categoria», sottolinea Mascaro.
Un investimento da 1,8 milioni
L’intervento assume particolare rilevanza alla luce delle condizioni della rete idrica rivana. Già nell’ottobre 2024 un report tecnico di Alto Garda Servizi aveva evidenziato dispersioni particolarmente elevate: dei circa 4,7 milioni di metri cubi di acqua immessi nella rete, il 56% risultava non utilizzato. Ora il progetto esecutivo, dal valore di 1,8 milioni di euro, prevede la sostituzione della vecchia condotta che dal serbatoio Dom alimenta il centro storico, per uno sviluppo complessivo di circa 1,3 chilometri.
La nuova tubazione interesserà inizialmente per circa 330 metri la provinciale 37, proseguendo verso Foci San Giacomo e via Ardaro fino al riduttore di pressione, per poi raccordarsi con la condotta di via Canella. Contestualmente sarà rifatto anche l’impianto di illuminazione.
Con l’approvazione dell’esecutivo si apre ora la strada alla gara per l’affidamento. I lavori dovrebbero iniziare nel prossimo inverno e avere una durata di circa un anno e mezzo.
Mascaro: «Ridurre sprechi e prevenire vulnerabilità»
Per la presidente della Commissione Mobilità e Ambiente il punto centrale è proprio la natura strutturale dell’investimento. «Intervenire sulla rete idrica non significa inseguire effetti scenici, ma garantire efficienza, sicurezza e continuità di un servizio primario per cittadini, famiglie e attività economiche».
Mascaro lega inoltre l’intervento a una riflessione più ampia sulla gestione delle risorse e sulle conseguenze dei cambiamenti climatici: «Affrontare le priorità strutturali del territorio è un dovere imprescindibile». Una programmazione, aggiunge, che deve puntare a «migliorare la qualità della vita, ridurre sprechi, prevenire vulnerabilità e rispondere in modo concreto ai bisogni reali della comunità».
Quello di via Ardaro rappresenta peraltro soltanto un primo passo. Come spiegato dall’assessore alla mobilità Gabriele Bertoldi, è prevista anche la compartimentazione dell’acquedotto, con un ulteriore investimento stimato tra 700 e 800 mila euro. Il progetto dovrebbe essere pronto in autunno e consentire, secondo le stime indicate dall’assessore, una riduzione delle perdite nell’ordine del 15-20%. E proprio davanti a periodi di siccità ed emergenze idriche sempre più frequenti, Mascaro richiama «serietà, pianificazione e lungimiranza».
Con una considerazione finale che racchiude il senso del suo intervento: «Le opere necessarie non sempre si vedono, ma sono quelle che rendono solida una comunità». (n.f.)









