L’Alto Garda “non è un paese per giovani”? Arco e Riva: «C’è molto, ma si può fare di più»

Il bicchiere è mezzo vuoto oppure mezzo pieno? Sul tavolo ci sono le richieste dei giovani, una petizione nata attorno alla Spiaggia degli Olivi, il bisogno dichiarato di maggiori occasioni di aggregazione durante tutto l’anno. Ma ci sono anche eventi, associazioni, progetti e investimenti che le amministrazioni rivendicano e che, sostengono, non possono essere cancellati con un semplice «qui non c’è niente».
Il dibattito che da settimane attraversa l’Alto Garda compie così un nuovo passo. Dopo le richieste avanzate dai ragazzi e un confronto diventato anche politico, Arco e Riva del Garda scelgono una risposta congiunta, affidata alla vicesindaca e assessora alle politiche giovanili e sociali di Riva Barbara Angelini, all’assessore arcense Mattia Mascher e ai consiglieri delegati alle politiche giovanili Matilde Giupponi e Alessandro Manara.
Una presa di posizione che arriva mentre il gruppo promotore della petizione, attraverso Edoardo Zambotti, ha ribadito di voler rimanere fuori dallo scontro politico, chiedendo invece «soluzioni strutturate per i giovani distribuite durante tutto l’anno» e annunciando un percorso destinato a proseguire anche dopo la raccolta firme, con la costituzione di una nuova associazione giovanile.
«Davvero per i giovani non c’è nulla?»
Arco e Riva partono da una domanda: «Ma davvero l’Alto Garda e Ledro non è un “paese per giovani”? Davvero per loro non c’è nulla?». Le amministrazioni si dicono «molto rammaricate» per una narrazione che ritengono distorta, anche perché rischierebbe di oscurare il lavoro delle numerose associazioni e dei comitati del territorio.
E mettono sul tavolo i numeri.
Nelle sole prime due settimane di agosto, ricordano, sono stati organizzati 12 eventi dedicati ai giovani, tra musica, dj set, festival, laboratori, natura e socialità: dall’Era Ora Festival al Terra Cruda Party, dal Guerrilla Live ai beach party di Molina e Sabbioni, fino al Torbole Summer Party e alle iniziative arcensi. Un’offerta, sostengono, «diversificata e diffusa, capace di intercettare diversi gusti e diversi target di età fra i giovani».
Cantiere 26, Piano B e Spiaggia degli Olivi
Nel documento viene rivendicato soprattutto il ruolo di Cantiere 26, definito «non solo un centro giovani, ma un vero spazio di comunità»: oltre 500 attività nel 2025, più di 30 appuntamenti dedicati a musica dal vivo e dj set, oltre al coworking e alla sala prove per le giovani band.
Lo sguardo si sposta poi sugli appuntamenti in arrivo: la Notte di Fiaba, con uno spazio dedicato ai giovani e una serata alla Spiaggia degli Olivi; il 4 e 5 settembre Dolce Riva Night, ancora alla Spiaggia degli Olivi; e i progetti sostenuti dal Piano Giovani di Zona Piano B, che nel 2026 finanzia 26 iniziative.
Tra queste anche il Garda Game Festival e, dall’autunno, “SPAZIO generAzione”, progetto dell’Associazione Arco Giovani che sperimenterà a Villa Althamer un nuovo luogo rivolto alla fascia dai 14 ai 19 anni.
Le amministrazioni ricordano inoltre il potenziamento del Bus&Go, reso annuale, con utilizzo gratuito per chi possiede l’abbonamento studenti da 20 euro l’anno, e la nascita a Riva del Tavolo Giovani, chiamato ad affiancare il Comune nella costruzione delle politiche dedicate alle nuove generazioni.
«Si può fare di più? Certamente»
Ed è probabilmente nella parte finale del comunicato che Arco e Riva provano a trovare un punto di incontro con le richieste emerse nelle ultime settimane.
«Si può fare meglio? Certamente. Si può fare di più? Nessuno lo mette in discussione. E c’è spazio per farlo assieme».
L’obiettivo dichiarato è lavorare secondo una logica di sistema Alto Garda, superando i campanilismi e costruendo anche una comunicazione coordinata che permetta ai ragazzi di conoscere meglio ciò che già viene proposto.
Rimane, naturalmente, il nodo sollevato dai giovani: non soltanto quanti eventi vengano organizzati durante l’estate, ma se esistano spazi e occasioni di socialità capaci di accompagnarli durante tutto l’anno. Ed è probabilmente su questo terreno che il confronto potrà diventare più concreto.
Per Arco e Riva, però, una premessa deve essere chiara: riconoscere ciò che manca non significa cancellare ciò che già esiste.
Perché, concludono le amministrazioni, «le politiche giovanili efficaci hanno bisogno di una corretta narrazione. Il generico “non c’è niente” non aiuta nessuno, a cominciare dai giovani stessi». (n.f.)










