Traffico a Torbole, “Rinascita” contro il sindaco: «Apra la finestra e guardi la strada»

Prima i vigili, poi le telecamere per raccogliere dati certi e infine, sulla base delle valutazioni tecniche, un semaforo intelligente. È la strada indicata dal sindaco Gianni Morandi per provare ad alleggerire le code al trivio di Torbole. Ma proprio la necessità di nuovi monitoraggi accende la dura replica di Rinascita e Sviluppo: per il gruppo di minoranza guidato da Giovanni “Johnny” Perugini, dopo oltre undici anni di amministrazione Morandi «il tempo delle analisi» sarebbe ormai ampiamente scaduto.
Il nuovo capitolo dello scontro nasce dalla situazione che accompagna ormai quotidianamente l’estate tra Riva e Torbole. Nelle ore più critiche, in particolare tra le 10 e le 13 e tra le 17 e le 20, le colonne possono allungarsi per chilometri. Tra i punti più delicati ci sono gli attraversamenti pedonali di via Matteotti e quelli prossimi al trivio, interessati da un continuo passaggio di persone.
Morandi ha annunciato il ritorno degli agenti della Polizia locale per monitorare il nodo, seguito dall’installazione di telecamere per registrare flussi e dinamiche. I dati saranno quindi affidati a tecnici e, successivamente, l’amministrazione punta a un semaforo intelligente. Sullo sfondo rimangono le grandi infrastrutture che il sindaco considera decisive: tunnel di Loppio e circonvallazione di Torbole con la soluzione del “tunnel corto”. La variante di Torbole rientra effettivamente nel quadro degli investimenti provinciali programmati per la viabilità dell’Alto Garda.
«Il problema è sotto gli occhi di tutti»
È proprio sui tempi che Rinascita e Sviluppo affonda il colpo. «Esattamente, cosa c’è da analizzare? La situazione è sotto gli occhi di tutti da anni ed anni», scrivono Perugini, Giovanni Di Lucia, Adriano Vivaldi e Donatella Mazzoldi.
La minoranza ricorda che Morandi guida il Comune da oltre undici anni, oltre alla precedente esperienza da assessore, e utilizza l’ironia per contestare quella che considera un’inerzia amministrativa: «Basterebbe affacciarsi dalle finestre del suo ufficio» per vedere le code che interessano Torbole durante buona parte della stagione turistica.
La proposta avanzata dal gruppo è quella di un semaforo a chiamata in via Matteotti, capace di regolamentare il flusso pedonale. Per Rinascita e Sviluppo, in attesa delle grandi opere sarebbero proprio interventi più contenuti — «sottopassi, semafori» — a poter migliorare immediatamente la situazione. Il gruppo sostiene inoltre che il Comune disponga di 7 milioni di euro “fermi in cassa”.
«Persa l’occasione della Ciclovia»
L’altro affondo riguarda i recenti lavori della Ciclovia del Garda. Secondo la minoranza, la fase di cantierizzazione avrebbe rappresentato l’occasione ideale per affrontare contemporaneamente il problema degli attraversamenti. Non averlo fatto, sostiene il gruppo, potrebbe comportare in futuro la necessità di intervenire nuovamente su strade e marciapiedi appena sistemati.
Perugini e gli altri consiglieri riportano poi il confronto sul passato: ricordano una mozione presentata dalla minoranza nel 2022, con la quale venivano chiesti interventi sul trivio e, nell’attesa, la presenza di un agente della Polizia locale. Mozione che, secondo la loro ricostruzione, venne bocciata.
Viene richiamata anche una precedente interrogazione sul Piano Urbano del Traffico, rispetto alla quale Rinascita e Sviluppo contesta la posizione assunta allora dall’amministrazione sull’applicazione dell’articolo 36 del Codice della strada.
La conclusione del comunicato sintetizza il tono dell’intero intervento: «Chiuda i libri di “analisi dei dati”, apra la finestra del suo ufficio e guardi la strada».
Due letture, dunque, ormai nettamente contrapposte: per il sindaco Morandi occorre raccogliere dati affidabili prima della soluzione tecnologica. Per Rinascita e Sviluppo, invece, dopo undici anni non è più tempo di studiare il traffico, ma di intervenire. (n.f.)










