Caldo record in Trentino, Calzà (Pd): “Verificare il raffrescamento in Asili nido e Scuole d’infanzia”

Redazione29/06/20264min
scuola-infanzia

 

L’ondata di caldo eccezionale che sta investendo il Trentino in questi giorni non mette a dura prova soltanto anziani e lavoratori, ma solleva interrogativi anche sulle condizioni in cui trascorrono le giornate migliaia di bambini negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia, aperti fino al prossimo 30 luglio.
Le temperature elevate, unite a un’afa persistente e a notti sempre più tropicali, stanno rendendo difficile anche lo svolgimento delle attività educative. In molte strutture, infatti, i bambini trascorrono gran parte della giornata all’interno delle aule, perché gli spazi esterni risultano impraticabili nelle ore più calde. Ma proprio negli edifici scolastici, quando mancano impianti di raffrescamento adeguati, il caldo può diventare un problema altrettanto importante.
Da qui nasce l’interrogazione presentata dalla consigliera provinciale del Partito Democratico del Trentino, Michela Calzà, che chiede alla Giunta provinciale una fotografia aggiornata dello stato degli impianti di climatizzazione nelle strutture frequentate dai più piccoli.
«Le ondate di calore sempre più frequenti e prolungate – osserva Calzà – incidono direttamente sul benessere dei bambini e sulle condizioni di lavoro del personale negli spazi educativi. Anche nelle aule, quando mancano adeguati sistemi di raffrescamento, si raggiungono temperature difficilmente sostenibili. Il caldo rende più difficile organizzare le attività quotidiane e garantire il massimo comfort ai bambini.»

 


 

La consigliera altogardesana ricorda che in Trentino sono presenti oltre 100 asili nido, frequentati da circa 4.000 bambini, e 130 scuole dell’infanzia, con circa 12.000 iscritti. Una rete capillare di servizi che, alla luce del cambiamento climatico, deve confrontarsi con estati sempre più lunghe e caratterizzate da picchi di calore anticipati rispetto al passato.
Nel 2025 la Provincia autonoma di Trento aveva stanziato contributi per l’acquisto e l’installazione di impianti di climatizzazione nelle scuole dell’infanzia situate fino a 520 metri di quota. Alla scadenza del bando erano state presentate 26 domande, tutte accolte, per un investimento complessivo di circa 180 mila euro.
Resta però da capire quanti interventi siano stati realmente completati e quante strutture siano ancora prive di sistemi fissi di raffrescamento.
Con l’interrogazione, Michela Calzà chiede infatti di conoscere quante aule risultino ancora sprovviste di climatizzazione, quante abbiano ottenuto il finanziamento senza aver ancora concluso i lavori, se siano state segnalate criticità legate alle alte temperature e quali misure urgenti la Provincia intenda adottare nelle strutture educative che resteranno operative fino alla fine di luglio.
«Non si tratta soltanto di affrontare il disagio di questi giorni – conclude la consigliera provinciale –. Il cambiamento climatico ci impone di mettere al primo posto la tutela della salute e del benessere dei bambini. Serve una mappatura precisa delle situazioni più critiche e un piano complessivo che renda tutti gli ambienti scolastici più confortevoli, salubri e sicuri, sia per i bambini sia per il personale educativo.»
(n.f.)