Distretto famiglia Alto Garda e Ledro: focus sull’emergenza digitale

“Digitale, emozioni e relazioni. Educare, proteggere, accompagnare le nuove generazioni” è il titolo della parte portante del Progetto strategico 2026 del Distretto famiglia Alto Garda, che si propone di affrontare una delle emergenze educative di questo tempo.
È ormai ampiamente accertato come l’uso precoce e non consapevole delle tecnologie digitali stia incidendo in modo negativo sullo sviluppo dei giovani: le evidenze mostrano già nella preadolescenza difficoltà di attenzione e concentrazione, calo delle performance scolastiche, aumento di ansia e fragilità emotive, fenomeni come cyberbullismo e dipendenze digitali. Da qui la scelta del Distretto famiglia Alto Garda di dedicare a questo tema la parte portante del Progetto strategico 2026, il documento col quale è chiamato a fissare annualmente obiettivi e programma di lavoro. Un progetto con cui accompagnare bambine e bambini, giovani, genitori ed educatori in un percorso di consapevolezza, offrendo strumenti concreti, prevenendo il disagio e promuovendo un rapporto sano con il digitale.
Tania Federici, manager territoriale del Distretto, ha spiegato come il Distretto famiglia sia composto da 35 realtà tra enti pubblici, terzo settore e organizzazioni del territorio per una collaborazione concreta utile a sostenere la genitorialità, rafforzare la comunità educante e promuovere il benessere delle famiglie”.
Il Distretto famiglia è composto dai Comuni di Arco, Riva del Garda, Dro, Ledro, Drena e Tenno, Comunità di valle, Fondazione Famiglia materna, Casa mia, Luogo Comune, Centro giovani intercomunale Cantiere 26 e le cooperative sociali Eliodoro e Garda 2015. Tra gli altri anche Riva del Garda Fierecongressi, Sat di Riva del Garda, Cassa Rurale AltoGarda-Rovereto e Apt Garda Dolomiti.
“L’uso dello smartphone già a partire dalla scuola primaria sta diventando un problema sociale e sanitario rilevante – ha aggiunto l’assessore Mascher – e quando un fenomeno diventa così pervasivo e complesso è difficile per i singoli genitori mettere in campo da soli strategie efficaci, se non a rischio di un clima teso e scontri in famiglia. I genitori sono stati lasciati spesso soli nell’affrontare un fenomeno troppo complicato, ed è venuto il momento che l’Ente Pubblico faccia la sua parte”.
Il progetto strategico 2026 prevede alcuni appuntamenti che saranno programmati per settembre.
La gestione dell’errore. La scuola che vorrei: l’errore come risorsa educativa. Lectio magistralis online della prof.ssa Danilea Lucangeli: come essere adulti
Intelligenza emotiva. Regolazione emotiva e sviluppo del bambino.
Neuroplasticità e digitale: “Il Digitale come co-regolatore non è sostitutivo per nessuno”.
“Esci da quella stanza: come e perché riportare i nostri figli nel mondo”.
La giungla dei social: Spettacolo–conferenza della banda di Pietramurata
La seconda fase del Progetto prevede “My place”, dedicato a un altro fenomeno che sta investendo giovani e famiglie: quello del ritiro sociale. Fino ad agosto 2027 saranno messe in campo diverse iniziative quali laboratori digitali per giovani, iniziative volte all’educazione digitale dei caregiver, facilitazione educativa, supporto psicologico leggero e integrazione territoriale, con l’idea che alcuni strumenti si trasformino in servizi stabili.










