Insulti social contro la Polizia Locale, l’assessore di Arco Mascher: «È una battaglia di civiltà»

Redazione07/05/20263min
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Dopo la presa di posizione della Polizia Locale Alto Garda e Ledro contro gli insulti diffusi sui social network, arriva anche il sostegno pubblico dell’assessore del Comune di Arco Mattia Mascher, delegato alle Politiche giovanili e sociali, Formazione, Istruzione e Prima infanzia.
Mascher interviene dopo la notizia della denuncia per diffamazione aggravata nei confronti di un uomo ritenuto autore di pesanti offese online rivolte al Corpo della Polizia Locale Alto Garda e Ledro.
«Tutta la solidarietà al corpo della polizia locale dell’Alto Garda» scrive l’assessore, che distingue nettamente tra libertà di critica e attacchi personali: «Bisogna iniziare a capire che un conto è il diritto di critica, un conto è la diffamazione e il turpiloquio».
L’esponente della Giunta arcense punta il dito contro il clima sempre più aggressivo che caratterizza molte discussioni sui social network. «Sempre più “leoni da tastiera” pensano di poter scrivere nei commenti ai post quello che vogliono, senza alcuna decenza e senza alcun rispetto per il concetto di “limite”».
Parole che si inseriscono nel dibattito aperto dal comandante Filippo Paoli, che nei giorni scorsi aveva annunciato una linea più severa verso comportamenti ritenuti lesivi dell’immagine del Corpo e degli agenti.

 

 

La Polizia Locale aveva infatti comunicato di monitorare costantemente social network e piattaforme online, precisando che contenuti offensivi potranno essere segnalati alle autorità competenti. Secondo il Comando, molti commenti pubblicati negli ultimi mesi avrebbero oltrepassato i limiti della critica, configurando ipotesi di diffamazione aggravata ai sensi dell’articolo 595 del Codice penale.
Mascher respinge anche le accuse di chi considera marginale il contrasto all’odio online rispetto ad altri problemi sociali. «Non è, come qualcuno ha scritto, “una perdita di tempo” rispetto a problemi più gravi» afferma. «Anche il benaltrismo è una malattia di questo tempo».
Per l’assessore, la questione riguarda direttamente la qualità del confronto democratico: «È una battaglia di civiltà, per riportare il dibattito e il confronto democratico su binari più costruttivi e utili a tutta la collettività».
Infine, una riflessione più ampia sul clima sociale e politico del Paese: «Questo Paese, non solo la nostra comunità, è malato d’odio e rancore. Due elementi che creano divisione, non aiutano il ragionamento collettivo ed estremizzano ogni discussione». (n.f.)