Pubblicato il “Rapporto grandi carnivori 2025”, 118 orsi in Trentino

Redazione16/05/20263min
20240811 orso trentino parco spormaggiore (15)


 

Numeri, attività di gestione e approfondimenti scientifici. Tutto ciò che c’è da sapere su orsi, lupi e sciacalli dorati è contenuto nel “Rapporto grandi carnivori 2025”, a cura del Servizio Faunistico della Provincia e pubblicato oggi sul portale Grandicarnivori.provincia.tn.it, dopo le anticipazioni ai componenti del Tavolo presieduto dall’assessore provinciale alle foreste, caccia e pesca Roberto Failoni. Come noto, secondo il monitoraggio genetico intensivo svolto lo scorso anno, in Trentino e nei territori limitrofi sono presenti 118 esemplari di orso (esclusi i piccoli dell’anno; intervallo di confidenza: 99-141). Per quanto riguarda i lupi, nel 2025 sono stati censiti 12 branchi nel Trentino orientale e 10 in quello occidentale. La presenza dello sciacallo dorato risulta in aumento e diffusa su gran parte del territorio provinciale, con 4 nuclei riproduttivi accertati.

Prosegue la distribuzione dei cassonetti anti-orso sul territorio con l’obiettivo di ridurre il rischio che gli animali selvatici si avvicinino ai centri abitati in cerca di cibo. Allo stesso tempo la protezione di allevamenti, apiari e strutture contribuisce a limitare i danni e a garantire maggiore serenità a chi lavora in montagna. Dove le opere di difesa – in primis le recinzioni elettrificate concesse gratuitamente dalla Provincia – sono presenti e utilizzate correttamente, i risultati sono evidenti.

 

 

Il PACOBACE (Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno nelle Alpi centro-orientali) rappresenta il documento di riferimento per la gestione delle emergenze anche nella provincia di Trento (così come in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte e nella Provincia autonoma di Bolzano). Su questa base, il Trentino ha individuato, formato e attrezzato il personale forestale. Per quanto riguarda i lupi che mostrano particolare confidenza con l’uomo o frequentano abitualmente aree urbanizzate, si applica un protocollo di intervento elaborato da ISPRA, basato su documenti tecnici della LCIE (Large Carnivore Initiative for Europe). Tale protocollo definisce i comportamenti indesiderati e le condizioni per l’attivazione di misure di dissuasione o rimozione. La rimozione gestionale di un lupo, effettuata lo scorso autunno, si inserisce in questo contesto: un intervento circoscritto e fondato su dati oggettivi.
Nel 2025 non sono stati registrati comportamenti problematici da parte di esemplari di orso. “È verosimile – si legge nel rapporto – ritenere che a questo risultato abbia contribuito anche il fatto che, nel 2024, tutti e tre gli esemplari problematici individuati sono stati prontamente rimossi mediante abbattimento, in applicazione del PACOBACE. Resta comunque possibile che nuovi soggetti pericolosi o responsabili di danni ripetuti si manifestino anche in futuro, indipendentemente dalle attività di prevenzione e comunicazione messe in campo”.