“Viene tutto dal mio cuore”: 16 anni di volontariato senza chiedere nulla

Per molti è semplicemente volontariato. Per Marco Aggravi, invece, è una vera missione di vita che da sedici anni attraversa il Trentino portando inclusione, relazioni e dignità a tante persone che troppo spesso rischiano di sentirsi invisibili.
Negli ultimi anni il suo nome è diventato conosciuto anche fuori dal mondo del sociale grazie al progetto “Marco ITA108 – Lo sport unisce”, un’iniziativa che ha trasformato la passione per il windsurf in un percorso concreto di inclusione sociale. Dalle spiagge del Garda fino alla televisione nazionale: il progetto è stato infatti raccontato durante una diretta Rai dedicata alle Paralimpiadi Milano-Cortina, trasmessa su Rai 2 e Rai Sport.
“Durante la diretta su Rai 2 e Rai Sport è stato raccontato il nostro progetto – racconta Marco –. Grazie a Silvano Ploner e alla Rai che ci siete sempre vicini in questo nostro cammino chiamato inclusione. Dare voce a chi non ha voce. Le barriere tutti insieme possiamo abbatterle. Lo sport è per tutti. Mai mollare”.
Parole che racchiudono il cuore di un progetto nato sulle rive del Garda e che prende il nome dal suo numero velico, ITA108, conosciuto nel mondo del windsurf gardesano. Negli anni Aggravi ha coinvolto persone con disabilità, scuole, associazioni e famiglie, offrendo non solo attività sportiva ma soprattutto occasioni di incontro, crescita e inclusione.
“Molto spesso mi chiedono: ma perché fai tutto questo da 16 anni senza aver un ritorno, un lucro? La mia risposta è molto semplice: io sono un volontario, viene tutto dal mio cuore. La parola lucro non so cosa voglia dire”.
Una filosofia che si vede concretamente nelle giornate che organizza, dalla mattina alla sera, coinvolgendo anziani delle Rsa, ragazzi con disabilità, minori, cooperative sociali e famiglie.
“Basta guardare queste foto, scattate da Marco Vecchi, che ringrazio di cuore per la sua opera di volontariato, nel rendervi partecipi dei nostri eventi”.
E poi aggiunge: “Guardate con attenzione come una ragazza di 96 anni o un ragazzo di 86 o un ragazzo con disabilità o un minore si divertono tutti insieme, sorridono, sono pieni di gioia, senza nessuna barriera e sempre nel massimo rispetto e senza mai perdere la propria dignità”.
Per Aggravi il volontariato significa proprio questo: abbattere i muri invisibili che separano le persone e creare legami autentici.
“Come una Rsa di Brentonico si unisce con la Rsa di Spiazzo Val Rendena, come una cooperativa per ragazzi con disabilità del Trentino si unisce con una cooperativa della Lombardia, come un minore del Trentino collabora con quello di Brescia. Nasce una forza in questi ragazzi, un legame, una autostima indescrivibile a parole, una forza di andare avanti e non mollare mai”.
Da settembre a giugno è impegnato anche con Gardascuola di Arco, dove porta avanti un progetto di sensibilizzazione sulla disabilità coinvolgendo studenti e famiglie.
“Ogni lunedì, per due ore, lavoro con Gardascuola. Sono circa 80 ore di volontariato all’anno. Con me c’è sempre anche Arianna, una ragazza con una patologia molto grave”.
Un percorso che, racconta, ha già dato risultati importanti: “I genitori sono molto contenti. Arianna oggi usa meno farmaci rispetto al passato e riesce a dormire senza prendere sonniferi. Questo dimostra che lo sport può davvero aiutare questi ragazzi”.
Tra i momenti più significativi c’è anche il Tour of the Alps, dove è stato invitato dalla Rai a presentare il suo progetto sul palco della partenza di Arco.
“È davvero un grande onore e una immensa soddisfazione”.
Ma la soddisfazione più grande, per lui, resta un’altra: “Questa è la mia soddisfazione dopo ogni giornata di eventi organizzati per loro dalla mattina alla sera: dare voce a chi non ha voce e soprattutto non lasciare nessuno indietro, stare uniti tutti insieme come una famiglia”.
E ancora: “Cerco di far avverare i loro sogni e far vedere che loro esistono in questa nostra società. Ricordatevi che lo sport è vita e lo sport è per tutti”.
Una frase che riassume perfettamente la sua visione. E il suo motto resta sempre lo stesso, quello che accompagna ogni iniziativa e ogni incontro: “Mai mollare”.
(n.f.)
















