Vandalismi ad Arco, la denuncia dell’assessora Parisi: “Così sprechiamo risorse pubbliche”

Redazione26/04/20264min
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Panchine danneggiate nei giardini storici, la statua di San Venceslao vandalizzata e nuovi episodi di incuria che riaccendono il dibattito sul rispetto degli spazi pubblici ad Arco. Dopo le segnalazioni emerse nei giorni scorsi, tra cui quelle riportate da La Busa online, interviene l’assessora all’ambiente Chiara Parisi, che richiama l’attenzione sul valore del patrimonio verde cittadino e sulle difficoltà crescenti legate ai comportamenti incivili.

Un patrimonio da tutelare
«I nostri parchi e giardini rappresentano una risorsa e un luogo di ristoro per ciascuno di noi», sottolinea Parisi, evidenziando come il sistema del verde urbano arcense sia il risultato di un lavoro stratificato nel tempo. Un patrimonio fatto di biodiversità, specie anche esotiche e cura paesaggistica, che contribuisce non solo all’attrattività turistica ma anche al benessere quotidiano di residenti e ospiti.
Un equilibrio delicato, che richiede investimenti continui: «Si tratta di un patrimonio tutt’altro che scontato, che comporta un importante impegno umano ed economico da parte dell’Amministrazione». Negli ultimi anni, aggiunge, questo impegno è cresciuto con l’obiettivo di «ripristinare un verde di qualità, sicuro e funzionale», capace di offrire servizi ecosistemici e spazi per attività ludico-ricreative.

Progetti e manutenzione: un lavoro a lungo termine
L’assessorato sta portando avanti una serie di interventi su più fronti: dalle olivete ai castagneti, dai parchi gioco ai giardini storici, fino ai cortili scolastici e ai cimiteri. Un approccio definito “a 360 gradi”, costruito anche attraverso il coinvolgimento di tecnici, vivaisti, agronomi e ricercatori del territorio, con il supporto di esperti a livello nazionale.
«Innovazione e lungimiranza devono accompagnarsi a sostenibilità e responsabilità», spiega Parisi, ricordando come la gestione del verde richieda tempi lunghi e rispetto della stagionalità. Un lavoro programmato, basato su priorità e strumenti come catasti, piani e regolamenti, per costruire un sistema strutturato e duraturo.

Il peso dei vandalismi
A complicare questo percorso sono però i comportamenti incivili, che negli ultimi tempi – secondo l’assessora – risultano in aumento. Gli episodi segnalati nei giardini storici e nei monumenti cittadini si inseriscono in un quadro più ampio: «Atti vandalici come monumenti imbrattati o danneggiati, arredi urbani rovinati o distrutti, aiuole e impianti di irrigazione compromessi rendono complessa la manutenzione ordinaria».
Il risultato è uno spostamento continuo delle risorse: «Siamo spesso costretti a riparare giochi vandalizzati anziché installarne di nuovi, a sostituire piante o manti erbosi danneggiati invece di arricchire le aree verdi». Un circolo che rallenta il miglioramento complessivo e sottrae energie agli operatori.

L’appello alla comunità
Da qui l’appello al senso di responsabilità collettiva: «Da soli non possiamo ottenere gli stessi risultati che potremmo raggiungere con la collaborazione dei cittadini e degli ospiti». Un richiamo diretto al rispetto della cosa pubblica, visto come elemento fondamentale di convivenza civile.
«È nella responsabilità individuale che si fonda quella collettiva», afferma l’assessora Parisi, sottolineando anche il lavoro quotidiano del personale comunale e degli operatori del verde, impegnati a garantire spazi «belli, sicuri e accoglienti».
In un momento in cui episodi di vandalismo mettono sotto pressione il sistema, il tema diventa dunque non solo amministrativo, ma culturale: la tutela del patrimonio verde passa anche – e soprattutto – dai comportamenti quotidiani di chi quei luoghi li vive. (n.f.)