Turismo e negozi di prossimità, l’assessora Prandi: “Il futuro di Arco va costruito insieme”

Redazione17/04/20267min
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Il confronto tra amministrazione e categorie economiche, poche settimane fa, nella sala giunta del Comune di Arco, non è stato soltanto un passaggio istituzionale, ma un momento di ascolto e di confronto concreto sul futuro della città. L’incontro tra Confcommercio Alto Garda e Ledro, guidata dal riconfermato presidente Claudio Miorelli, e la giunta guidata dalla sindaca Arianna Fiorio, con l’assessora alle attività economiche Roberta Prandi, restituisce il quadro di una Arco che “tiene”, ma che deve affrontare nodi strutturali per rimanere attrattiva e competitiva.
“È stato un bel momento di confronto, molto aperto da entrambe le parti”, racconta alla redazione de La Busa online Prandi. “Con Confcommercio e con il presidente Miorelli si è creato subito un buon dialogo, già nell’immediato dell’insediamento della nuova giunta, lo scorso anno. Abbiamo voluto un incontro a fine stagione, per capire davvero com’è andata, e guardare con fiducia alla prossima stagione”.
Il bilancio, almeno nei numeri, non è negativo. “Da quello che ci è stato anticipato, la stagione 2025 non è andata male. Arco tiene, anche grazie alla sua vocazione outdoor”. Ma è proprio sotto questa superficie che emergono criticità quotidiane e questioni più profonde.

 

 

“Il problema non sono solo le strutture, ma i comportamenti”
Tra i temi più sentiti dai commercianti arcensi c’è quello del decoro urbano, o meglio – come precisa l’assessora – della cura del bene pubblico. “Non mi piace parlare solo di decoro urbano”, spiega. “Preferisco parlare di rispetto complessivo, pubblico e privato. Dobbiamo lavorare molto sulla coscienza collettiva, sul modo in cui le persone vivono la città”.
Gli esempi sono concreti e quotidiani: “I commercianti ci segnalano quello che trovano al mattino davanti alle vetrine, penso al problema dei cani. Oppure le biciclette in centro: io sarei dell’idea che non servano cartelli, perché il buonsenso dovrebbe portarti a scendere quando la via è piena. Ma purtroppo non è sempre così”.
Accanto a questo, l’amministrazione sta intervenendo anche sul piano pratico: nuovi cestini, compattatori nelle zone più critiche, revisione dei portabiciclette. “Sono piccoli interventi, ma importanti. E sono già in agenda”.

Parcheggi e traffico: “Sappiamo che è una necessità”
Sul fronte della mobilità, le richieste dei commercianti sono chiare. “Il tema dei parcheggi è centrale, soprattutto per il centro storico”, riconosce Prandi.
Il progetto principale resta quello del parcheggio Caneve: “È il primo su cui ci stiamo concentrando. Vogliamo potenziarlo perché è vicino al centro, un vero parcheggio di attestamento. Il lavoro ad una proposta di progetto è già avviato e ci sta lavorando il vicesindaco Piantoni che segue le deleghe a viabilità e mobilità”.
Non meno delicata la questione dei cantieri. “Quello sul ponte sarà importante, ma faremo di tutto per minimizzare l’impatto. Ci sarà un senso unico alternato con un semaforo intelligente per gestire i flussi”.
Le criticità maggiori sono attese in autunno: “Settembre e ottobre oggi sono ancora mesi turistici, e si sommano al traffico scolastico. Sarà un momento pesante, lo sappiamo. Ma ci sono lavori che devono essere fatti”.

Un centro storico da rendere più attrattivo
Il cuore della riflessione riguarda però il futuro del centro storico.
“Arco è molto orientata all’outdoor, e questo crea anche qualche squilibrio”, osserva l’assessora. “Abbiamo turisti che cercano soprattutto quel tipo di offerta, e altri negozi fanno più fatica”.
Il Comune non può intervenire direttamente sulle scelte del mercato, ma può lavorare sull’attrattività complessiva. “Dobbiamo rendere il centro più vivo, per residenti e turisti. Per questo valutiamo eventi, cerchiamo di evitare sovrapposizioni e di portare sempre nuove proposte”.
Tra le idee, anche un vademecum condiviso sul decoro: “Stiamo ragionando su alcune linee guida per dare uniformità al centro storico. Non imposizioni, ma indicazioni condivise”.

“L’online ha un costo, anche per il territorio”
Uno dei passaggi più significativi riguarda il rapporto tra commercio locale ed e-commerce.
“Ci piacerebbe organizzare delle serate per sensibilizzare”, spiega Prandi. “Non per demonizzare l’online, ma per far capire che ogni acquisto ha un impatto: rifiuti, trasporti, traffico. E anche sull’economia locale”.
Il messaggio è chiaro: “I negozi di prossimità sono fondamentali, non solo per i residenti ma per tutto il tessuto economico della città”.
E lo sguardo va oltre l’immediato: “Se cambiasse l’onda turistica, cosa succederebbe? Pensiamo al windsurf negli anni Ottanta: ha contraddistinto il tipo di turista dei paesi dell’alto lago per anni, ma poi i flussi si sono spostati in altri luoghi e nuovi sport sono emersi. Sono dinamiche che dobbiamo tenere presenti”.

Sicurezza e convivenza: “Serve equilibrio”
Infine, il tema della sicurezza e della convivenza con i pubblici esercizi.
“Abbiamo avuto un incontro molto costruttivo, anche con le forze dell’ordine”, racconta l’assessora. “C’è molta collaborazione e voglia di fare”.
Ma resta il nodo del centro storico: “È una zona delicata. Io credo molto nel buon senso: il residente deve capire che vive in una città turistica, ma anche il gestore deve rispettare le regole”.
Regole che esistono già: “Quando rilasciamo autorizzazioni, diamo un vademecum con orari e limiti acustici. Non sono particolarmente restrittivi, chiediamo solo che vengano rispettati”.
L’approccio dell’amministrazione è chiaro: “Interveniamo solo nelle situazioni più problematiche. Il nostro obiettivo non è limitare, ma far convivere le esigenze”.

“Costruire insieme il futuro”
L’incontro si chiude con una prospettiva condivisa. “Vorremmo rivederci con un pacchetto di idee”, conclude Prandi. “Nel frattempo noi portiamo avanti i nostri progetti”.
Una linea che punta su collaborazione, gradualità e concretezza. Perché, come emerge dalle parole dell’assessora, il futuro del commercio arcense non si gioca su una singola soluzione, ma su un equilibrio delicato tra sviluppo, qualità urbana e responsabilità condivisa.
Nicola Filippi