Furto shock ai Vigili del Fuoco di Arco, rubate le pinze idrauliche

Redazione01/06/20268min
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Non è soltanto un furto. È un colpo che tocca direttamente la sicurezza della comunità. Per questo le parole del comandante dei Vigili del Fuoco Volontari di Arco, Claudio Zanoni, sono tra le più dure che si ricordino negli ultimi anni. Non parla soltanto il responsabile del Corpo, il vigile del fuoco, ma soprattutto il cittadino arcense che, davanti a quanto accaduto nella notte tra domenica 31 maggio e lunedì 1 giugno, fatica ancora a trovare una spiegazione. «Sono profondamente schifato e indignato per quanto accaduto, non soltanto come comandante del Corpo, come vigile del fuoco, ma anche come cittadino. Colpire una caserma dei Vigili del Fuoco significa colpire un servizio essenziale che opera ventiquattro ore su ventiquattro per garantire la sicurezza e il soccorso delle persone. È un gesto che non ha alcuna giustificazione».
Il furto è avvenuto all’interno della caserma “Enzo Maino”, sede dei Vigili del Fuoco Volontari di Arco, a Bruttagosto, una struttura simbolo della città e del volontariato locale.

 

 

Un’azione studiata nei dettagli
Secondo quanto emerso dalle prime verifiche, i malviventi hanno agito tra le 22 e le 23 di domenica sera. Le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza interno – un impianto ormai datato, installato circa quindici anni fa e non ancora digitalizzato – mostrano due persone scavalcare la recinzione sul lato ovest della caserma, verso il fiume Sarca.
Un dettaglio colpisce particolarmente. I due non si sarebbero mossi a caso all’interno dell’area operativa, ma avrebbero raggiunto direttamente il nuovo mezzo polisoccorso leggero, dirigendosi verso l’obiettivo con sicurezza e precisione. Si vede chiaramente che sapevano dove andare. «Hanno agito con pulizia e determinazione» spiega il comandante.
I ladri avrebbero inoltre approfittato di una particolare finestra temporale: poco prima la squadra aveva concluso una sessione di addestramento notturno e si trovava in una breve fase di pausa prima di un successivo servizio tecnico sul territorio. Pochissimi minuti sarebbero stati sufficienti per mettere a segno il colpo.

Rubata una delle due pinze idrauliche del Corpo
Tra il materiale sottratto figura infatti una delle due dotazioni di pinze idrauliche in possesso dei Vigili del Fuoco di Arco.
Non una qualsiasi. I malviventi hanno infatti portato via il kit più moderno, acquistato meno di due anni fa grazie a importanti sacrifici economici e organizzativi sostenuti dal Corpo e dalla comunità. «Oggi il Corpo dispone di due kit di pinze idrauliche: uno storico, in servizio da oltre quindici anni, e uno di nuova generazione acquistato recentemente grazie all’impegno e agli sforzi di molti. Proprio quest’ultimo ci è stato sottratto».
Si tratta di attrezzature fondamentali per il soccorso tecnico urgente. Sono gli strumenti utilizzati negli incidenti stradali più gravi per tagliare le lamiere e liberare persone intrappolate all’interno dei veicoli. In altre parole, attrezzature che servono a salvare vite umane.

Un danno da 50 mila euro
La stima preliminare del danno oscilla tra i 40 e i 50 mila euro. Una cifra importante, ma che secondo il comandante non rappresenta l’aspetto più grave della vicenda. «Mai avrei pensato che qualcuno potesse arrivare ad attaccare una caserma dei Vigili del Fuoco, sottraendo attrezzature destinate al soccorso delle persone».
L’amarezza emerge soprattutto quando Zanoni riflette sul significato del gesto. «Quegli strumenti sono a disposizione di tutta la comunità, compresi coloro che li hanno rubati. È un gesto meschino, deplorevole e profondamente offensivo verso chi ogni giorno presta servizio volontariamente per il bene comune».

Indagini affidate a Polizia e Carabinieri
Sul caso stanno lavorando il Nucleo Investigativo del Commissariato di Polizia di Riva del Garda e i Carabinieri di Arco.
Il Corpo ha espresso piena fiducia negli investigatori, nella speranza che si possa arrivare rapidamente all’identificazione dei responsabili.
Nelle prime ore della mattinata hanno raggiunto la caserma anche la sindaca Arianna Fiorio, il vicesindaco Marco Piantoni e l’ispettore distrettuale dei Vigili del Fuoco dell’Alto Garda e Ledro Lorenzo Righi, per manifestare la vicinanza delle istituzioni e prendere visione dell’entità del danno.

La sindaca Fiorio: «Valuteremo di rafforzare la sicurezza della caserma»
La prima cittadina è stata informata dell’accaduto nelle prime ore del mattino direttamente dal comandante Claudio Zanoni.
«Sono stata avvisata questa mattina presto dal comandante dell’accaduto e mi sono subito recata alla caserma. Sono rimasta piuttosto sorpresa da quanto successo». Parole che fotografano lo stupore dell’amministrazione comunale davanti a un episodio che ha colpito una delle realtà più radicate e rispettate del territorio.
Ma dalla vicenda emerge anche una riflessione sul futuro.
«A questo punto dovremo valutare di implementare il sistema di sicurezza, anche per dare maggiore tranquillità a chi presidia la caserma».
Un passaggio particolarmente significativo, soprattutto alla luce del fatto che l’attuale impianto di videosorveglianza risulta ormai datato e non digitalizzato.

Un precedente nel Veronese
A rendere ancora più inquietante l’episodio è il fatto che una dinamica per certi aspetti simile si sarebbe verificata in passato anche in una caserma dei Vigili del Fuoco del Veronese. Al momento non esistono elementi che consentano di collegare i due episodi e gli investigatori mantengono il massimo riserbo. Resta però il dato oggettivo: colpire una struttura destinata al soccorso pubblico rappresenta un salto di qualità inquietante nel panorama della microcriminalità locale.

«Ripristineremo il servizio»
Nonostante la rabbia e la delusione, il comandante guarda già avanti. «Confido nel lavoro della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri e auspico che i responsabili vengano identificati e assicurati alla giustizia. Simili comportamenti non possono essere tollerati né minimizzati».
Parallelamente il Corpo si è già attivato per trovare una soluzione.
«Lavoreremo insieme all’Amministrazione comunale e, se necessario, con il supporto della Provincia, per trovare le risorse necessarie a ripristinare quanto prima le attrezzature sottratte e garantire alla cittadinanza il livello di servizio che merita».
Perché dietro quel furto non ci sono soltanto strumenti costosi. Ci sono uomini e donne che ogni giorno, gratuitamente, mettono a disposizione il proprio tempo per soccorrere chi si trova in difficoltà. Ed è forse proprio questo il motivo che rende l’accaduto così difficile da accettare per un’intera comunità.
Nicola Filippi